Allarme calvizie: in Italia più di 11 milioni

di Redazione

Calvizie: in Europa ne soffrono 30milioni di persone, più di 11 milioni solo in Italia

Trenta milioni in Europa, più di undici solo in Italia. Di questi ultimi, il 15% sono adolescenti, mentre il 30% sono donne. Sono i numeri impressionanti delle persone con problemi di calvizie, una patologia in continua e vertiginosa crescita. Predisposizione genetica, carenze alimentari, assunzione di composti iperproteici, stress, alterazioni ormonali, infezioni, farmaci e uno stile di vita inappropriato: tutti fattori che contribuiscono al fastidioso e imbarazzante diradamento dei capelli.

Ma la difficoltà di chi, guardandosi allo specchio, non ritrova più la chioma folta che ricordava, non è solo estetica. “L'alopecia ha un impatto psicologico notevole sui pazienti che ne sono affetti - spiega il prof. Marco Toscani  -  in quanto la perdita di capelli o la convinzione di perdere i capelli, potrebbero rappresentare la motivazione razionale di forme di ansia, depressione o di disturbi della personalità”.

Imbarazzo, tendenza a isolarsi, ansia, perdita di autostima sono gli stati d’animo di chi sente di non essere più a posto con la propria immagine. Un grande aiuto in questo senso può arrivare dalla chirurgia, alla quale si affidano ogni anno ben sessantamila europei.

Le principali novità in materia sono state presentate a Roma, dal 24 al 27 maggio, durante il XIV Congresso Internazionale ISHR (Società Italiana per la cura e la chirurgia della calvizie).

“Ritengo importante  - commenta il prof. Toscani  - aver dato l'opportunità a tante persone, con questo Congresso, di documentarsi debitamente. La paura induce i pazienti a consultare non solo lo specialista ma, purtroppo, anche numerosissimi individui abili unicamente a far leva sulla loro fragilità psicologica, con scopi prettamente speculativi e talvolta oltre i limiti della legalità”. 

Nel corso del convegno si è parlato di prevenzione e delle più recenti scoperte sulla calvizie. Ampio spazio è stato riservato ai risultati delle sperimentazioni condotte sulle cellule staminali, come la coltivazione in vitro e la clonazione dei bulbi piliferi. 

Si è discusso anche dell’efficacia della PRP HT (Platelet Rich Plasma Hair Therapy), un’innovativa terapia avanzata, basata sulla stimolazione delle cellule staminali dei bulbi piliferi.

Ma quale tecnica chirurgica è da preferire? Al momento le tecniche più all’avanguardia sono la  FUT (Follicular Unit Transplantation, l’asportazione dei bulbi in blocco e separazione degli stessi al microscopio) e la FUE ( Follicular Unit Extraction, asportazione dei bulbi singolarmente).

La scelta però deve essere valutata caso per caso. “Non esiste una terapia chirurgica - precisa Toscani - che possa essere valida per tutte le situazioni. La cura e la chirurgia della calvizie sono legate al grado di perdita dei capelli, al tipo di situazione locale dell'area donatrice e alle aspettative del paziente”.