Privacy, anche gli utenti hanno diritto ad un giustificativo riservato

di Gabriella Facioni

Garantire la privacy alle persone, non è una cortesia, ma un dovere tutelato dal Codice in materia di protezione dei dati personali (decreto legislativo 20 giugno 2003, n.196).

Il diritto alla protezione dei dati personali è un diritto fondamentale dell'individuo tutelato dal Codice in materia di protezione dei dati personali (decreto legislativo 20 giugno 2003, n. 196), oltre che da numerosi altri atti normativi italiani e internazionali. Ogni cittadino può quindi pretendere legittimamente che i propri dati personali siano trattati da terzi solo nel rispetto delle regole.

La newsletter   del 9 febbraio 2015 ha fatto discutere, dopo che un paziente si è ritrovato a seguito di una visita, i suoi dati e il reparto nel quale si era recato, riportati nella certificazione da consegnare al suo datore di lavoro per formalizzare la giustificazione di assenza.

La normativa sulla privacy, infatti, ha ribadito - nell'istruttoria avviata dal Garante privacy in merito alla vicenda - che è vietato nelle certificazioni rilasciate ai pazienti o ai loro accompagnatori (sia per attestare la presenza in ospedale che per giustificare l'assenza dal lavoro), riportare indicazioni riguardanti la struttura presso la quale è stata erogata la prestazione, così come il timbro, la specializzazione del sanitario, o comunque informazioni che possano far risalire allo stato di salute dell'Interessato.

Non tutelare la privacy può significare: non rispondere al piano delle campagne di prevenzione del Ministero della Salute e degli Enti Locali che invitano i cittadini ad effettuare attività di prevenzione della salute, ma anche spingere i cittadini a non effettuare visite a fini preventivi nelle strutture pubbliche, apportando un danno economico alle strutture sanitarie che concorrono al rientro del deficit Sanitario Nazionale.