Malattia di Chagas

La Tripanosomosi americana è causata dal protozoo flagellato Trypanosoma cruzi, trasmesso all'uomo principalmente attraverso varie specie di insetti ematofagi

Il nome di questa malattia parassitaria, detta anche Tripanosomosi americana, si deve al giovane medico brasiliano Carlos Justiniano Ribeiro Chagas che nel 1907, nel corso di ricerche per debellare la malaria, ne scoprì e descrisse l'Agente patogeno (che denominò Schizotrypanum cruzie poi Trypanosoma cruzi in onore del suo maestro Oswaldo Cruz) e i vettori e avviò lo studio dei segni clinici.

La Tripanosomosi americana è causata dal protozoo flagellato Trypanosoma cruzi, trasmesso all'Uomo principalmente attraverso varie specie di insetti ematofagi, localmente denominati vinchucas,che vivono in America Latina dove l'Infezione è endemica, sopratutto nelle zone rurali e povere di Messico, Argentina, Bolivia, Perù e Cile.

Le vinhciucasobarbeiros, sono insetti che, seppur diversi, si comportano come le nostre cimici. Infatti di giorno si nascondono nelle crepe dei muri delle case fatte di fango, tra la paglia che funge da tetto oppure dentro e dietro i mobili, e di notte fuoriescono dai nascondigli per nutrirsi. Pungono (di solito sul viso, da cui il secondo appellativo) e succhiano il sangue di persone e animali che dormono, defecando contemporaneamente. Con le feci emettono i parassiti che entrano attivamente nell'Organismo attraverso le mucose e infettano il soggetto sano moltiplicandosi prima nei macrofagi locali e poi diffondendosi attraverso il torrente circolatorio.

L'Ingresso del parassita provoca un edema (di solito monolaterale, spesso bipalpebrale) detto 'Segno di Romaña? che si accompagna a febbre. In breve tempo ogni manifestazione clinica scompare (così come scompare il parassita dal sangue periferico), tanto che la malattia viene definita anche malattia invisibile. Infatti, essa rimane a lungo asintomatica, e soltanto dopo vari decenni si manifesta con mialgie, cefalea, astenia, lesioni molto gravi a carico del cuore, (miocardite, aritmie, insufficienza cardiaca acuta) e dell'Intestino (megaesofago, megacolon, occlusione intestinale) dovute alla localizzazione del parassita che, raggiunte le cellule muscolari e nervose, vi si moltiplica provocando fenomeni autoimmuni e la distruzione delle cellule parassitate.

Ma, oltre al contatto diretto con le feci del vettore, la patologia può essere trasmessa attraverso la donazione di sangue, organi e tessuti, e durante la gravidanza può infettare anche il feto.

La diagnosi è complessa e richiede specifici esami del sangue.

Attualmente solo due farmaci sono utili a trattare la malattia: il benzonidazolo e il nifurtimox, entrambi sviluppati oltre 40 anni fa.

Il tasso di guarigione si avvicina al 100% nei neonati e nei bambini se trattati con terapia appropriata e tempestiva, ma più è lungo il tempo intercorso tra l'infezione e l'inizio del trattamento farmacologico, meno efficace risulta la terapia.

  A cura di Roberta Manfredini