Vene varicose, all'Umberto I il primo corso sulla MEVeC

di Maria Grazia Panasci

Un momento dell'incontro

È stato presentato all’Umberto I il primo corso sulla MEVeC, la Mappa Emodinamica Venosa Condivisa. Si tratta di un rivoluzionario mezzo diagnostico per l’insufficienza venosa cronica (IVC) degli arti inferiori, che consentirà di ottenere dati uniformi e quadri clinici comparabili, a prescindere dalle soluzioni terapeutiche utilizzate per la cura della malattia.
Le vene varicose infatti non sono soltanto un fastidioso problema di natura estetica che mina la vanità di chi vuole esibire gambe toniche e senza inestetismi, ma nascondono un disturbo da insufficienza venosa cronica (IVC) degli arti inferiori.
Non esiste una soluzione univoca per eliminare le varici. Ogni paziente necessita di un approccio personalizzato, che prevede l’applicazione di una metodica piuttosto che un’altra o talvolta della combinazione di più metodiche.
Fino ad oggi, gli specialisti hanno preferito l’approccio terapeutico più in linea con la propria specializzazione: in altri termini, è accaduto spesso che il flebologo di estrazione medica abbia preferito la scleroterapia*, il radiologo il trattamento endovenoso e il chirurgo la chirurgia tradizionale, a prescindere dal quadro clinico specifico di ciascun paziente. Di qui l’esigenza di standardizzazione dei dati e dei risultati.

La MEVeC è una proposta della SIFCS (Società Italiana di Flebologia Clinica e Sperimentale) per risolvere i problemi della confrontabilità dei dati e dei risultati nel trattamento dell’insufficienza venosa cronica. “Considerato che la flebologia non ha una omogeneità di estrazione del terapeuta - spiega il prof. Augusto Orsini, Presidente Nazionale della SIFCS - si creano delle soluzioni che possono non essere concordanti all’interno della letteratura internazionale. Per questo motivo è nata l’idea di creare un progetto che permetta di utilizzare dei dati che siano confrontabili con tutte le metodiche che si usano, in modo tale avere dei controlli a distanza uniformi e oggettivi”.

La MEVeC è un progetto ideato e guidato da uno specifico gruppo di studio che fa parte della Scuola di Eccellenza di Flebologia, nata come scuola di formazione permanente “il cui scopo – continua il prof. Orsini - è forgiare il flebologo con un substrato culturale omogeneo, che consenta a questa disciplina  di poter assurgere al ruolo di disciplina di qualità pur non avendo una scuola di specializzazione specifica”.

L’esame emodinamico venoso, ampiamente validato negli ultimi 20 anni da un’ampia letteratura scientifica, ha avuto fino a questo momento una scarsa diffusione fra gli specialisti che si occupano di tale disturbo.

“Ci siamo accorti - commenta il prof. Aldo Galeandro, coordinatore del MEVeC - che i corsi di perfezionamento erano rivolti solo ad una ristretta utenza, cioè a coloro che avevano un know how tale da sviluppare un esame estremamente complesso. Per tale motivo è stato attivato, presso «Tecnopolis» - Parco Tecnologico Scientifico dell’Università di Bari, un laboratorio di Emodinamica Venosa Computazionale per mettere a punto un software in grado di elaborare in “3D” la mappa emodinamica venosa degli arti inferiori, in base ad una metodologia validata, semplice, essenziale e con informazioni condivise da tutti coloro che si occupano di diagnostica vascolare in campo flebologico, a prescindere dalla loro estrazione”.

Grande soddisfazione anche da parte del prof. Francesco Fedele , che commenta così la giornata: “Questo corso vuole insegnare e pubblicizzare una modalità di refertazione per gli studi di flebologia. In questo campo, purtroppo, c’è ancora una grossa dispersione di dati e una grande soggettività nelle risposte. Si tratta di un campo che vede la compresenza di diversi specialisti, che hanno un diverso approccio alla malattia venosa periferica. Creare quindi la possibilità di un database, che possa essere condiviso da tutti, e una standardizzazione nella refertazione, con dati e immagini raccolte in modo in maniera tridimensionale e uniforme, può essere estremamente utile”.

*iniettare un  agente sclerotico al fine di indurre la chiusura di un tratto venoso sede di varice.