Ortoressia: i cibi 'Incriminati? e il 'Test di Bratman?

L'ortoressico tende col tempo a restringere sempre di più la gamma di cibi considerati sani e accettabili

In primo luogo, si tratta di tutti i cibi che vengono considerati contaminati, contenenti additivi ritenuti dannosi o trattati con antiparassitari. Quando prevale questo concetto di “contaminazione” viene data la preferenza ai cibi cosiddetti “naturali”, ritenuti sani per definizione. Quando prevale il concetto di “puro”, possono essere adottati criteri oggettivi, come la presenza prevalente di componenti grasse con elevato contenuto di colesterolo, o del tutto soggettivi, come nel caso dell’olio di oliva, che una paziente ortoressica definiva senza mezzi termini  “una violenza carnale all’insalata”.

In simili circostanze, i condimenti in genere diventano frequentemente un bersaglio degli ortoressici, così come il sistema di cottura: il preferito è solitamente quello a vapore che consente di fare completamente a meno di condimenti. 

Nel caso in cui predomina l’idea di cibo “sano”, vengono solitamente adottate diete che prevedono l’eliminazione di carne e pesce (vegetariana) o in generale di tutte le proteine di origine animale (vegana). Al contrario, alimentazioni basate su prodotti “biologici”, con l’uso di verdure (crude o cotte al vapore), alcuni tipi di frutta (non trattata), i cereali, lo yogurt, sono considerati possibili beni di rifugio.

Spesso l’ortoressico, nel timore di non avere a disposizione i cibi ritenuti sani, puri o incontaminati, porta con sé un vero e proprio kit di sopravvivenza, composto dai cibi prescelti, trasportati in contenitori esenti da ogni possibile forma di contaminazione, già cucinati nella modalità prescelta o insieme agli strumenti di cottura necessari per prepararli.

Prevedendo reazioni contrarie o commenti negativi, l’ortoressico preferisce consumare il suo pasto in completa solitudine. Spesso il pasto si accompagna ad una irrefrenabile tendenza a scartare i cibi o le parti di cibo che appaiono meno rassicuranti in base ai criteri salutistici, e questo può determinarne una durata notevolmente superiore ai tempi impiegati dagli altri. Molte ore della giornata, se non addirittura tutte, sono dedicate alla scelta, alla preparazione del cibo, al pasto e ai suoi rituali, al severo giudizio che l’ortoressico attribuisce a se stesso in funzione di come valuta il suo modo di mangiare e le regole che si è imposto da solo.

Il Test di Bratman

1) Spendi più di 3 ore al giorno riflettendo sulla tua alimentazione?
2) Pianifichi i tuoi pasti diversi giorni prima?
3) La possibilità che i cibi che assumi ti facciano ingrassare è sempre più importante del piacere di mangiarli?
4) Lo stato di ansia nella tua vita è aumentata da quando hai riflettuto sulla tua alimentazione?
5) Sei diventato più severo con te stesso nei confronti del tuo comportamento quotidiano e alimentare?
6) La tua autostima aumenta quando ti alimenti in modo corretto?
7) Hai eliminato radicalmente diversi cibi che ti piacevano in favore di cibi più salutari?
8) Ti riesce più difficile mangiare fuori casa, in ristoranti diversi?
9) Ti senti in colpa quando non mangi in modo corretto?
10) Ti senti in pace con te stesso e in pieno controllo quando mangi in modo corretto?

Risposta positiva a:

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