La storia della medicina nei dipinti del Policlinico

di Maria Grazia Panasci

Una delle opere del medico - pittore Roberto Fantuzzi

Memories are precious things. Una frase scritta su una vecchia scatola portagioie ci assicura che i ricordi sono cose preziose, da custodire gelosamente. E al Policlinico Umberto I esistono degli autentici reperti storici: armamentari chirurgici antichi, busti e quadri di luminari che hanno fatto la storia della medicina e della chirurgia, non solo romana ma italiana e internazionale.
Opere, alcune meno visibili al pubblico, che contribuiscono ad arricchire il patrimonio culturale di un Policlinico che ha più di cent’anni, ma che resiste all’ineluttabile trascorrere del tempo, sempre all’avanguardia nella cura al paziente e nella ricerca, portata avanti nell’ambito di una Università anch’essa con una grande tradizione, la “Sapienza” di Roma.
Si tratta di opere anche di un certo interesse artistico e documentario, come i dipinti di Roberto Fantuzzi, che hanno suscitato l’interesse di diversi studiosi, anche dall’estero, che si sono rivolti all’Ufficio Stampa dell’Umberto I per recuperare materiale del pittore.
I quadri di Fantuzzi ritraggono luminari attorniati da studenti o discepoli illustri. Sono i ritratti degli anni Trenta dei professori Roberto Alessandri, Cesare Frugoni, Riccardo Dalla Vedova, Nicola Pende, Aldo Castellani, Ernesto Pestalozza. Nomi illustri della medicina.
Queste opere costituiscono un autentico “tour artistico ospedaliero” che ha coinvolto la Clinica Ortopedica, la Iª Clinica Chirurgica, la Iª Clinica Medica e il Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia.
A vedere, e fotografare, i dipinti conservati all’Umberto I è arrivato, mercoledì scorso, anche il prof. Luca Borghi, che insegna Storia della Medicina presso il Campus Biomedico di Roma. Il 12 e 13 settembre presenterà a Padova, al Congresso Internazionale di Storia della Medicina, proprio una relazione sulle opere del Fantuzzi.
Nel frattempo abbiamo “scoperto” tanto altro materiale sorprendente, che qualche primario lungimirante aveva salvato da incuria e abbandono, come il prof. Romanini in Ortopedia e  il prof. De Toma in Chirurgia. Affascinati dall’antico, non hanno saputo resistere alla tentazione di catalogare,conservare, restaurare.