Malattie sessualmente trasmissibili, l'Assenza di sintomi non le esclude

di Redazione

Alcune malattie sessualmente trasmissibili sono asintomatiche o comportano lievi disturbi ma possono portare all'infertilità

Vaginiti e uretriti aspecifiche, herpes genitale, HBV, infezioni da HPV e da HIV, clamidia, trichomonas, ulcera venerea, epatite B e C, sifilide e gonorrea sono solo alcune delle numerosissime  malattie sessualmente trasmissibili. Patologie molto diverse fra loro e in costante agguato, alle quali è più facile esporsi nella bella stagione, a causa della promiscuità di cui la parola “vacanza” è spesso sinonimo.

Un triste elenco lungo che si va allargando sempre più in tutto il mondo, complice l’abbassamento dell’età del primo rapporto sessuale, l’aumento del numero dei partner e l’abitudine ad avere rapporti non protetti.

Ciò che colpisce di alcune di queste malattie è  l’assenza di sintomi o la presenza di lievi fastidi ai quali non si dà molta importanza.  Non a caso è frequente che sia il dermatologo a intuire che c’è qualcosa di più dietro una strana eruzione cutanea. Il pericolo insorge quando la malattia, ignorata per periodi di tempo molto lunghi, arriva ad avere ripercussioni sulla fertilità.

È questo il caso delle cosiddette “infezioni sessualmente trasmissibili di seconda generazione”. Rientrano in questa classificazione un gran numero di infezioni come i condilomi, la clamidia, il trichomonas, le infezioni da HPV o Papilloma Virus, i funghi e i parassiti. Si tratta di una varietà di malattie ancora poco note e sottostimate, che molto spesso non vengono nemmeno diagnosticate correttamente, lasciando non pochi dubbi in chi ne è affetto.

Spesso, chi soffre di questi disturbi è pronto a giurare di poter escludere una trasmissione sessuale dell’infezione e non è raro nemmeno il caso in cui l’unico partner possibile risulti negativo al relativo test.

Comuni a queste malattie, tipiche del XXI secolo, sono quindi l’asintomaticità o la paucisintomaticità (presenza di sintomi di scarso rilievo), la lunga latenza, una infettività ugualmente lunga, l’elevata recidività, la trattabilità temporanea in assenza di una cura definitiva e, in alcuni casi, il legame con processi cancerogeni.

In alcuni casi tuttavia negli uomini un campanello d’allarme c’è: è l’uretrite, accompagnata da una modica presenza di secrezione. Le uretriti asintomatiche sono infatti molto rilevanti per la fertilità, poiché ciò che determina complicazioni nella fertilità è la persistenza del processo infiammatorio. Diventa quindi fondamentale sia per gli uomini che per le donne fare prevenzione periodica, anche in assenza di sintomi.