Il fegato sano ci mantiene in salute!

di Roberta Manfredini

Il fegato svolge funzioni essenziali per la nostra sopravvivenza ed è quindi necessario averne cura. Oggi, per la prevenzione, la diagnosi e la terapia delle principali malattie del fegato, come epatiti croniche, cirrosi e tumori, la medicina sta facendo grandi progressi. Lo stato dell'Arte su questi temi è stato l'Obiettivo dell'Ottava edizione degli Incontri della Verità, organizzati dal Prof. Adolfo Francesco Attili , Direttore UOC Gastroenterologia B e dal Prof. Pasquale Berloc o Direttore UOC Chirurgia Generale e Trapianti d'Organo, del Policlinico Umberto I ' Università 'La Sapienza? di Roma.

Abbiamo chiesto al prof. Attili quanto sia importante avere cura del nostro fegato, che lui stesso definisce 'Magazzino di riserve energetiche e superlaboratorio chimico'.

'Spesso  - ci risponde il Direttore della Gastroenterologia B dell'Umberto I - ci preoccupiamo delle malattie del fegato e di quanto influiscano sulla nostra salute; in realtà oggi volgiamo illustrare l'Aspetto inverso, considerando il fegato come fonte di salute e di benessere. Noi stiamo bene se abbiamo un fegato efficiente, stiamo male se il fegato comincia a non funzionare. Per fortuna, il fegato ha delle riserve funzionali molto abbondanti per cui, prima che una malattia determini un difetto della funzione epatica evidente, ci deve essere ad uno stadio molto avanzato. Tuttavia, Il nostro fegato è un organo da salvaguardare! Come ci preoccupiamo di tenere efficiente il cuore, i polmoni, i reni, ecc., ci dobbiamo preoccupare di tenere efficiente il fegato, che è il laboratorio chimico del nostro organismo. Gran parte degli organi infatti dipendono dal buon funzionamento del fegato, che rende molte sostanze tossiche eliminabili, trasformando quelle insolubili in acqua (quindi non eliminabili attraverso il rene), in sostanze idrosolubili, eliminabili quindi dal  sistema renale'.

A margine dell'Evento, Il prof. Adriano De Santis, Responsabile del servizio di Ecografia Diagnostica ed Interventistica della UOC Gastroenterologia B (che da diversi anni segue pazienti affetti da epatocarcinoma e colangiocarcinoma) ci ha spiegato quali trattamenti possono essere effettuati al Policlinico per questi casi.

'Prima di tutto  - ci dice il prof. De Santis - scrinando i pazienti a rischio mediante, come da Linee Guida, ecografie periodiche, eseguendo ove necessario biopsie eco-guidate e, in alcuni casi, continuando a trattare mediante Alcolizzazione* che, negli ultimi tempi, è stata in parte soppiantata da altre tecniche, quali ad esempio la termo-ablazione o con la TACE, (Trans Arterial Chemo Embolization). Un'Altra tecnica è la radio-embolizzazione, per la quale al momento esiste ancora poca letteratura. Abbiamo iniziato una collaborazione con l'Istituto Nazionale di Tumori Regina Elena di Roma, dove vengono inviati  i pazienti per i quali gli altri trattamenti si sono rilevati inefficaci'.

L'alcolizzazione è una tecnica mediante la quale si infigge un ago molto sottile all'Interno della lesione, e iniettando del semplice alcol etilico (quindi con un costo zero praticamente).  l'Alcol etilico uccide le cellule neoplastiche e chiude i vasi che alimentano il tumore.

Foto di: Roberto Petitti