Logopedia per la riabilitazione foniatrica

Il logopedista si occupa della riabilitazione sia dei disturbi della comunicazione umana come voce, linguaggio, lettura, ascolto, calcolo, sia di tutte le altre funzioni orali come la disfagia

di Roberta Manfredini

Il Logopedista è il professionista sanitario specializzato nella valutazione, riabilitazione, prevenzione ed educazione di tutte le patologie che provocano disturbi della comunicazione e/o del linguaggio, specifici o secondari ad altre patologie. Si occupa inoltre di disturbi dell’apprendimento della lettura della scrittura e del calcolo, della voce e delle funzioni orali come la disfagia. Così definisce il ruolo del logopedista la Federazione Logopedisti Italiani (FLI).

Comunicazione efficace e deglutizione, diritto da assicurare a tutti

Il 6 marzo scorso si è celebrata la giornata europea della logopedia, promossa dal Comité Permanent de Liason Des Orthophonistes-Logopèdes de l’UE (CPLOL); l’organizzazione, costituita da Foniatri e Logopedisti, riunisce oltre 80.000 professionisti di 32 Paesi europei, che si occupano della riabilitazione di bambini e adulti che hanno difficoltà a comunicare, parlare, mangiare, bere e deglutire.

Il tema centrale scelto per la giornata europea del 2019 è stato l’autismo, ma lo spirito che guida il CPLOL, come la FLI ovviamente, è quello di assicurare il diritto alla comunicazione efficace e alla deglutizione per tutti.

“Noi logopedisti – precisa, infatti, la Dott.ssa Patrizia Pescerelli, logopedista presso la UOS Foniatria dell’Umberto I di Roma - ci occupiamo di valutazione, trattamento e ricerca delle patologie si della comunicazione e di tutti i suoi disturbi derivati, ma anche della deglutizione”.

La formazione universitaria

La Sapienza, Università di Roma ha attivato due corsi di laurea per logopedisti, uno con sede al Policlinico Umberto I di Roma e l’altro presso la ASL RM6 ad Ariccia.

La Dott.ssa Patrizia Pescerelli, logopedista e Direttore Didattico del Corso di Laurea di Logopedia della Sapienza con sede Policlinico, ha tenuto a precisare che “il corso triennale porta all’acquisizione di 180 crediti formativi universitari, di cui più di 1/3 sono dedicati al tirocinio pratico professionalizzante.

Con la laurea di I Livello si può accedere alla laurea magistrale in Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie, al Master di I Livello e, qualora istituiti, ai Dottorati di Ricerca.

Nel 2006 due leggi dello Stato hanno normato le carriere di professionista sanitario coordinatore, qualora si sia in possesso del Master universitario di I Livello in Funzioni di Coordinamento - aperto adesso anche al Policlinico Umberto I - di funzione dirigenziale. Inoltre, il Decreto attuativo del Ministero della Salute del marzo 2018 ha aperto le porte al maxi Ordine Professionale (Albo dei Logopedisti) a cui siamo obbligati ad iscriverci per esercitare la professione”.

Presa in carico dei pazienti

I pazienti, bambini, adulti e in età geriatrica, vengono presi in carico dal logopedista per la riabilitazione necessaria al caso specifico; può trattarsi, per esempio, di patologie neurologiche che rendono difficile la deglutizione, di un intervento per tumore della laringe dove è necessario il recupero della voce, o ancora successivamente ad un impianto cocleare per sordità profonda per recuperare la funzione uditiva persa o addirittura insegnare ad utilizzare l’udito a bambini nati sordi.

“Il logopedista è un professionista della riabilitazione che svolge in piena autonomia la riabilitazione di tutte le patologie della comunicazione. Si occupa della presa in carico dei pazienti che molto spesso vengono visti dal foniatra, trattando nel post-chirurgico; in particolare con patologie della voce sia funzionali che organiche, a seguito di banali interventi di micro-endoscopia, piuttosto che di interventi di chirurgia maggiore in ambito otorinolaringoiatrico” ha sottolineato il Prof. Giovanni Ruoppolo, professore Associato di Audiologia e Foniatria della Sapienza e Direttore della UOS di Foniatria dell’Umberto I di Roma.

Ambito d’intervento foniatrico

Nel programma di riabilitazione foniatrica, spesso i logopedisti o le logopediste utilizzano il lavoro di gruppo per facilitare nel paziente l’apprendimento di determinate tecniche utili al recupero della voce, così come anche il lavoro individuale.

La Dott.ssa Maria Gloria Cammeresi, logopedista presso la UOS Foniatria del Policlinico Umberto I di Roma ci ha spiegato di cosa si occupa.

In particolare, valutiamo con l’aspetto foniatrico anche tutti quelli che possono essere i disturbi della voce; tra questi ultimi il nodulo cordale, la paralisi cordale”. A questa prima valutazione segue poi la definizione della strategia terapeutica più adatta; terapia che, precisa la Dott.ssa Cammeresi, può essere seguita “sia in terapia singola che in terapia di gruppo”. Questo perché “il gruppo facilita qualche volta la dinamica di apprendimento di determinate tecniche che viceversa, da solo, possono essere non facilmente eseguibili”.

Esercizi allo specchio: quando sono utili?

Nella valutazione e terapia dei disturbi orofacciali, lo specchio può essere molto utile; “ci siamo accorti che dando un’immagine da dover riprodurre allo specchio, il paziente a volte incontra delle difficoltà dovendo guardare alternativamente l’immagine consegnata e la propria immagine riflessa. Cosa che è, invece, facilitata dall’immagine speculare mettendoci tutti e due di fronte allo specchio” aggiunge la dottoresa.

Come aiutare il bambino autistico con deprivazione uditiva?

In casi particolari come quello dell’autismo, hanno spiegato dalla FLI, in occasione della giornata europea della logopedia 2019, “è possibile ricorrere alla Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) che attraverso il linguaggio dei segni, immagini e video, ma anche computer, tablet e device elettronici, aiuta i bambini con importanti difficoltà di linguaggio e comprensione a entrare in relazione a ‘proprio modo’ con gli altri e il mondo che li circonda”.

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