L'ascesso dentale: cos'è e come si cura

È una raccolta di pus, ovvero un insieme di cellule appartenenti al sistema immunitario (globuli bianchi) che hanno ingerito i batteri responsabili del focolaio infettivo che circonda un dente

di Alessandra Binazzi

L'ascesso dentale può essere causato da un'infezione a carico dell'apparato di sostegno del dente (gengiva, osso alveolare e legamenti). In questo caso si tratterà di ascesso dentale parodontale. Sarà invece ascesso dentale periapicale se l’infezione interesserà la polpa del dente.

Le cause

L'ascesso dentale è l'immediata conseguenza di carie complicate o lesioni gravi, che causano infezione purulenta di denti o gengive. Tra i fattori di rischio:

  • interventi malriusciti sui denti,
  • cattiva igiene orale,
  • diabete,
  • malattie da reflusso gastroesofageo,
  • AIDS,
  • secchezza della fauci,
  • fumo,
  • alcolismo,
  • terapia a lungo termine con corticosteroidi.

I sintomi

Otre al sintomo principale, il dolore, il paziente accusa spesso

  • gengive gonfie,
  • alitosi,
  • ipersensibilità dentinale,
  • febbre,
  • ingrossamento dei linfonodi del collo.

La diagnosi

Per stabilire la diagnosi di ascesso occorre una visita odontoiatrica dove allo specialista spetta la raccolta dei sintomi riportati dal paziente, l’esame obiettivo supportato da una radiografia dell’elemento interessato per la valutazione del danno. Se necessario, anche l'aspirazione e l’analisi di un campione di materiale essudativo.

Le terapie

Trattandosi di un’infezione, l'ascesso dentale richiede una cura antibiotica, eventualmente supportata dalla somministrazione di farmaci che, riducendo l’infiammazione, tolgano la sintomatologia dolorifica. Anche il drenaggio del pus in determinati casi può risultare indispensabile ai fini della guarigione.

Lo specialista in odontostomatologia prof. Massimo Galli

Il prof. Massimo Galli, specialista in Odontostomatologia, ricercatore e docente presso il Dipartimento di Scienze Odontostomatologiche ‘Sapienza’ Università di Roma, svolge la sua attività assistenziale presso il Policlinico Umberto I all’interno del Dipartimento Attività Integrata Testa-Collo. Si occupa anche di Parodontologia, pertanto alla luce della sua esperienza è in grado di spiegarci che l’ascesso odontostomatologico non è da ritenersi più “una patologia semplicemente odontoiatrica, ma una patologia sistemica”, ovvero può coinvolgere un ampio numero di organi o di tessuti. Esattamente come l'artrite reumatoide o il diabete.

La casistica dell’Umberto I

Ha numeri fortunatamente contenuti, ma importanti per comprendere, dice Galli, che “gli ascessi odontogeni sono in quantità misconosciuta, perché quelli che noi vediamo nelle nostre strutture presentano situazioni già gravi che richiedono ricoveri e trattamenti multidisciplinari complessi”. “La prevalenza di questa patologia, in realtà, è molto più ampia”, sostiene l’odontostomatologo.

Prima della crisi economica era assai raro vedere in sede di pronto soccorso un paziente con complicanze da ascesso odontogeno; negli ultimi anni invece c’è stato un incremento di ricoveri per patologie di questo tipo che nell’era post antibiotica dovrebbero mantenersi estremamente rare. Cosa fare dunque?

La prevenzione

Se l'ascesso dentale è l'immediata conseguenza di carie complicate o lesioni gravi di uno o più elementi preposti alla masticazione, “la necessità che ne consegue – afferma Massimo Galli - è la prevenzione di tutte le patologie che possono determinare una infezione all’interno della bocca e, successivamente, ai tessuti limitrofi”.

“Una delle cose molto importanti è la prevenzione primaria, le visite di controllo che devono assolutamente essere semestrali ed effettuate da odontoiatri abilitati – specifica il professore - Questo comportamento da parte del paziente determina per lui una spesa che però viene successivamente ricompensata: se viene evidenziato il danno in fase iniziale, la cura sarà più breve e meno invasiva. Cercare di prevenire e, quindi, determinare un’azione correttiva di un danno più grave, prima di recarsi ad un pronto soccorso per un mal di denti che non dà tregua, è senza dubbio vincente: per il paziente, in termini di salute ed economici; ugualmente per la spesa sanitaria, di conseguenza per tutti gli assistiti, dal momento che i costi saranno meno pesanti, soprattutto in assenza di ricovero”.

Come risolvere il caso di ascesso dentale

Nelle fasi iniziali dell’ascesso il grosso problema per i pazienti può essere risolto mediante terapie conservative, ad esempio la cura canalare che permette il mantenimento dell’elemento dentale in arcata”, spiega ancora il prof. Galli.

“Ma l’avere trascurato quello che può essere anche l’esito di una carie avanzata e non curata può comportare addirittura l’estrazione, con un aggravio dei costi.

Ancora più grave se questi ascessi trascurati vanno a diffondersi su distretti limitrofi determinando dei ricoveri che possono essere anche molto lunghi ed esitare persino con la morte del paziente. Tra questi i casi, per fortuna non così frequenti – aggiunge - come le mediastiniti da cause odontogene”.