L'impianto cocleare

Una protesi speciale che permette di correggere la sordità, un ostacolo importante alla comunicazione umana

di Roberta Manfredini

Il 90% delle sordità severe-profonde dipendono da un danno a carico dell’orecchio interno (coclea) che porta alla perdita delle cellule sensoriali (cellule ciliate), con la conseguente diminuzione della capacità uditiva che può essere anche totale.

Già da alcuni anni è possibile correggere la sordità, un ostacolo importante alla comunicazione umana, grazie ad una protesi speciale: l’impianto cocleare, che consente di recuperare una capacità uditiva simile a quella del normo-udente. Ne abbiamo parlato con  la Prof.ssa Patrizia Mancini, Responsabile del Centro Impianti Cocleari del Policlinico Umberto I e Coordinatore della Unità Clinica sugli impianti cocleari, presso la UOC di Otorinolaringoiatria.

“L’impianto cocleare è una protesi speciale che viene utilizzata nella sordità severa, grave, profonda, soprattutto quando l’udito che è residuo dopo patologie audiologiche, provoca un’incapacità di comprendere il linguaggio e, quindi, è un ostacolo importante alla comunicazione umana. Noi facciamo questa procedura, dopo un’attenta valutazione nell’adulto e nel bambino, ma anche nell’anziano. Soprattutto nell’anziano, la sordità è andata crescendo negli ultimi anni e la qualità di vita, la socialità e l’autonomia di queste persone richiedono anche una buona comunicazione umana” spiega l'esperta.

Impianto cocleare

Cos’è e dove si può fare

Solo presso i Centri Specialistici, come quello del Policlinico Umberto I di Roma, è possibile sottoporsi ad intervento chirurgico per l’applicazione dell’impianto cocleare, costituito da due componenti:

  1. una interna impiantabile (un elettrodo molto sofisticato)
  2. l’altra esterna, indossata sull’orecchio (antenna, microfono e micro-processore) che analizzerà i suoni e li trasmetterà direttamente al nervo uditivo.

Come funziona

Per il funzionamento del micro-processore oggi sono disponibili batterie di piccole dimensioni e di vari tipi: ricaricabili della durata media di 8 ore o di 25 ore, a distanza, usa e getta.

Per i bambini sono a disposizioni una curvetta del microfono provvista di led luminoso che indica la funzione spento/acceso, mentre per gli adulti una curvetta con microfono esteso per facilitare l’utilizzo del cellulare.

Ovviamente, qualora ad essere danneggiato fosse anche il nervo uditivo, purtroppo l’intervento non potrà essere effettuato.

Superare la paura dell’intervento!

“L’impianto cocleare per lungo tempo ha costituito un elemento di timore, soprattutto per le persone più lontane dagli aspetti clinici, perchè comporta una chirurgia, ma non solo. Il timore era quello che per poterlo posizionare ci si avvicinasse troppo al comparto cerebrale. Di fatto è una protesi la cui parte impiantabile rimane sempre esterna e che si avvicina all’orecchio, a cui parla attraverso piccolissime quantità di corrente non percepibili dalla persona umana, ma sufficienti per rappresentare il linguaggio e quindi, per permettere al nostro cervello di creare un normale sviluppo del linguaggio, di ripristinare la memoria uditiva e sviluppare nel bambino e riprendere nell’adulto la capacità di ascoltare e di comunicare.”

Il programma di riabilitazione post intervento

Dopo l’intervento, tutti i pazienti, adulti o piccini, hanno necessità di seguire un programma di riabilitazione audiologica che verrà effettuata dal logopedista, un professionista della sanità laureato e specializzato nel campo degli impianti cocleari.

Ovviamente, quanto prima si diagnostica e si interviene per correggere la sordità e si avvia la riabilitazione, tanto maggiori saranno i risultati positivi, soprattutto per l’apprendimento del linguaggio se si tratta di bambini!

“La percezione uditiva è il prerequisito dell’apprendimento del linguaggio e del normale sviluppo cognitivo nel bambino”.

Con l’impianto cocleare la persona è connessa con il mondo esterno, con il sociale, tutto a vantaggio della salute psico-fisica. Le difficoltà saranno tanto maggiori, quanto più lungo sarà stato il tempo trascorso con la deprivazione uditiva.

Il Centro Impianti Cocleari del Policlinico Umberto I

Il Centro dell’Umberto I – Sapienza università di Roma, è stato avviato dal Prof. Roberto Filipo nel 1993 con l’impianto cocleare Clarion ma, negli ultimi 5 anni tutti i modelli di impianti cocleari hanno subito notevoli progressi tecnologici, migliorando notevolmente sia per l’aspetto funzionale che per quello estetico.

Inoltre, gli impianti cocleari ormai sono inseriti nei livelli essenziali di assistenza (LEA), anche se a volte i pazienti lamentano difficoltà

Grande esperienza dell’Umberto I di Roma, prosegue la Prof.ssa Mancini: “La nostra esperienza nasce già dal fatto che noi siamo Centro di Riferimento di I, II e III Livello e, quindi, abbiamo un particolare sguardo verso la sordità infantile, soprattutto dal punto di vista riabilitativo.

Abbiamo creato molti strumenti riabilitativi per tutte le età e ad oggi, nonostante abbiamo impiantato circa 900 pazienti, di fatto ne seguiamo più di 1.000, proprio perché c’è stato anche un grande flusso di pazienti da altri Centri, anche da altre zone d’Italia”.

Formazione specialistica per gli operatori

Per l'attenzione alla materia, la Sapienza nel 2019 ha attivato un Master di I Livello e che terminerà a maggio 2020, "La regolazione dell'impianto cocleare: teoria e pratica", allo scopo di fornire una formazione specialistica interdisciplinare che consenta un corretto approccio alla gestione dell'individuo portatore di impianto cocleare, sia adulto che bambino.

Direttore del Master è la Prof.ssa Patrizia Mancini,  mail: p.mancini@uniroma1.it; tel: 06 49976703.