HIV: premiate dal CROI due ricerche della Sapienza

I ricercatori dell'Umberto I – Sapienza di Roma premiati per lo studio sull'HIV, in particolare su alcuni danni sub-clinici in pazienti con una lunga storia di malattia e terapia

di Roberta Manfredini

La Conferenza Internazionale sulle malattie Infettive (CROI) ha premiato le ricerche sull’HIV di due ricercatori italiani, della Sapienza università di Roma:

  1. la ricerca del Dott. Eugenio Nelson Cavallari, infettivologo, attualmente con dottorato di ricerca, si è incentrata sullo studio dei danni miocardici sub-clinici correlati all’infezione da HIV 
  2. la ricerca del Dott. Luigi Celani, medico specializzando in malattie infettive, sull’effetto positivo dei probiotici nel ridurre i danni sub-clinici neuro-cognitivi.

Entrambi gli studiosi afferiscono al Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive e al Dipartimento Assistenziale di malattie Infettive del Policlinico Umberto I di Roma, diretto dal Prof. Vincenzo Vullo.

Ad un anno dal prestigioso riconoscimento CROI (dal 4 al 7 marzo l'Edizione 2019), consegnato ai due ricercatori in Italia nel corso di ICAR 2018 (Italian Conference on AIDS and Antiviral Research) che si è tenuto a Roma a maggio 2018, ricordiamo con il team di ricerca il grande evento.

Il Dott. Cavallari e il Dott. Celani hanno sottolineato che il premio ricevuto è stato ottenuto grazie a tutte le persone che hanno collaborato ai progetti di ricerca, “alla Sapienza che ci ha fornito gli strumenti necessari e, in particolare, al Prof. Vullo che da diversi anni è a fianco dei giovani ricercatori per la ricerca clinica ma non solo, anche per la ricerca di laboratorio, la ricerca di base”.

Danni miocardici sub-clinici correlati all’infezione da HIV

“Si è trattato di una bella, piacevole sorpresa, grazie anche ai colleghi cardiologi -   ha spiegato il Dott. Cavallari - Abbiamo applicato una metodica diagnostica ecocardiografica, che permette di valutare in maniera molto accurata e precisa la funzione miocardica e di identificare, quindi, eventuali danni anche in fase molto precoce, anche sub-clinica, pre-clinica, su una popolazione particolare: in soggetti giovani con infezione da HIV contratta per via verticale, cioè dalla mamma durante il parto. Questo ci ha permesso di valutare una popolazione cardiologicamente sana, nel senso scevra da tutte quelle problematiche che si accumulano con l’invecchiamento, però con molti anni di infezione e di terapia antivirale alle spalle. 

I risultati - "Abbiamo riscontrato la presenza, nonostante questi soggetti fossero giovani e apparentemente sani, di un danno sub-clinico, ovvero la presenza di una alterazione della funzione del miocardio di questi pazienti, rispetto ai valori considerati normali, in una percentuale di circa 15-18%”.

L’effetto positivo dei probiotici nel ridurre i danni sub-clinici neuro-cognitivi

Ho avuto l’onore e il piacere di presentare la nostra ricerca sugli effetti dei probiotici sulla performance neuro-cognitiva e sui livelli di immuno-attivazione a livello nervoso centrale nella popolazione HIV che seguiamo nel nostro ambulatorio, insieme anche alla Prof.ssa Gabriella D’Ettorre” ha specificato il Dott. Celani.

“Sebbene al momento abbiamo disponibile una terapia antivirale ad alta efficacia – prosegue il ricercatore - rimane stabile nella popolazione HIV una percentuale di pazienti con alterazione neuro-cognitiva, seppure asintomatica".

L’ipotesi - “I pazienti HIV positivi hanno una certa disbiosi intestinale, cioè un’alterazione della barriera e di quì l’ipotesi di collegare quest’asse tra encefalo e intestino, così da vedere l’apporto di probiotici sulla performance cognitiva”.

Lo studio - “Abbiamo sottoposto i pazienti ad una batteria di test neuro-cognitivi che esploravano diverse aree funzionali, dalla working-memory al linguaggio; in un 30% si sono riscontrati disturbi che però rimanevano misconosciuti e comunque non attenzionati perché non influivano sulle attività quotidiane. Dopo aver effettuato una batteria di test neuro-cognitivi al tempo zero, una parte dei nostri pazienti è andata incontro a supplementazione con probiotici e abbiamo verificato che al termine della supplementazione, avevano avuto un beneficio".

Il futuro - “L’idea nel futuro è di continuare ad arruolare i nostri pazienti e di vedere se quest’effetto sia temporaneo oppure abbia un beneficio duraturo nella nostra popolazione”.

La ricerca vede coinvolti sia biologi, sia virologi, dottorandi e medici che seguono l’assistenza e tutto ciò sicuramente contribuirà a ridurre, ad affrontare la problematica dell’HIV che necessita ancora oggi molta attenzione.

La ricerca clinica: screening HPV

Ne è convinta la Prof.ssa Gabriella D’Ettorre, Referente dell’Ambulatorio ‘HIV e screening patologie correlate ad HPV’, presso Malattie Infettive.

“L’interesse per l’HPV è sempre grande da parte del nostro gruppo di ricerca e questo grazie anche alle opportunità che ci offre la Sapienza, l’università a cui apparteniamo, e il Prof. Vullo. Abbiamo attivato anche una linea di ricerca che ci permette di screenare la popolazione HIV per l’infezione da HPV ed eventualmente curare l’infezione HPV nei pazienti HIV positivi, con la collaborazione di virologi, dei nostri dottorandi e dei medici infettivologi che appunto lavorano nel campo. Grazie a Sapienza e al Prof. Vullo che è il ‘principal investigator’ abbiamo creato un network, un gruppo di ricercatori impegnati in questo tipo di attività” ha dichiarato la prof.ssa D’Ettorre.

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