Malati cronici: seguiti meglio e senza ricovero

Fast-track ambulatoriale Medicina Predittiva – DEA è un progetto assistenziale dell'Umberto I di Roma per la gestione dei pazienti con malattie croniche, che troppo spesso ricorrono al pronto soccorso

di Roberta Manfredini

Paola Andreozzi e Gioccahino Galardo

La maggior parte degli attuali sistemi sanitari, che sono stati sviluppati per fronteggiare le singole malattie, non sono adatti a soddisfare il fabbisogno assistenziale di un numero sempre crescente di soggetti affetti da multiple patologie croniche, responsabili di livelli crescenti di ripetuti ricoveri e disabilità.

Una risposta a questa situazione, con l’obiettivo di contrastare quindi il sovraffollamento dei pronto soccorso, i ricoveri impropri, il disagio dei pazienti - che spesso sostano per troppo tempo nell’area del DEA in attesa di una diagnosi e una prognosi definitive - arriva dal percorso Fast Track ambulatoriale Medicina Predittiva - DEA.

Si tratta di un percorso assistenziale intraospedaliero attivato dal Policlinico Umberto I di Roma per la presa in carico e la gestione proprio di quei pazienti con malattie croniche che, in fase acuta, ricorrono frequentemente al pronto soccorso. Fenomeno quest’ultimo che, insieme al sovraffollamento dei pronto soccorso, è purtroppo in costante crescita; il quadro generale non fa altro che confermare la necessità e validità del modello non solo nella nostra Azienda, ma anche la sua esportabilità in altre realtà. A dimostrazione di quanto detto il progetto è stato presentato al 12° e 13° Forum Risk management in Sanità.

Tra le patologie di prevalente interesse ci sono la BPCO, l’asma bronchiale allergica, il diabete mellito, la sindrome metabolica, l’ipertensione arteriosa, il danno d’organo cardiovascolare.

Questo progetto è nato nel 2015 da una stretta collaborazione tra la prof.ssa Gabriella Scarpellini, allora responsabile della UOD Pronto Soccorso Medico e la dott.ssa Paola Andreozzi responsabile del Centro di Medicina Predittiva (in quegli anni il Centro era annesso alla UOC di Geriatria e Gerontologia dell’Umberto I Direttore Prof. V. Marigliano), coadiuvate dalla dott ssa Laura De Vito, Dirigente medico di Direzione Sanitaria.

Il ruolo chiave dell’Ambulatorio di Medicina Predittiva

Attualmente il nucleo organizzativo del percorso è rappresentato dal dott. Gioacchino Galardo, medico di pronto soccorso e responsabile del Pronto Soccorso medico, unitamente alla dottssa Paola Andreozzi, responsabile del Day service di Medicina Predittiva e Fisiopatologia Respiratoria, che dal 2017 è stato annesso alla UOC di Medicina Interna e Disfunzioni Respiratorie diretta dal Prof. P. Palange.

“Questo percorso rappresenta una modalità innovativa di approccio al cittadino/ utente del PS che viene valutato, come sempre, in prima battuta dal medico d’urgenza; ma può usufruire, una volta dimesso, attraverso una stretta collaborazione con l’Ambulatorio di Medicina Predittiva, di un iter diagnostico terapeutico che porta alla completa definizione e risoluzione del suo quadro clinico” spiega il dott. Galardo.

“Si tratta di un valido percorso intraospedaliero – prosegue la dott.ssa Andreozzi - che concorre a ridefinire il ruolo dell’Ospedale nella gestione della patologia acuta e nella pianificazione di percorsi per malati cronici che in gran parte ancora oggi gravitano sugli ospedali”.

Settimanalmente il day Service di Medicina Predittiva e Fisiopatologia respiratoria si rende disponibile a prendere in cura pazienti dimessi ed inviati dal pronto soccorso Medico secondo le priorità di appuntamento stabilite dagli stessi medici di Pronto Soccorso.

Perché è un modello che migliora la qualità di vita dei pazienti cronici

“Grazie al progetto ‘Fast-track ambulatoriale Medicina Predittiva – DEA’, il paziente che si è presentato al pronto soccorso, dopo i vari controlli e trattamenti terapeutici d’urgenza, verrà poi preso in carico direttamente dal Centro di Medicina Predittiva che lo seguirà anche nel futuro, in coordinamento con la medicina di Base. È fondamentale per il paziente e i familiari non sentirsi abbandonati, anzi in tal modo ha la giusta sensazione di essere seguito. Inoltre, la grandissima utilità è quella di facilitare la diminuzione del numero di ricoveri dei pazienti anziani soprattutto, con co-morbidità, cioè con molte patologie ma che non hanno in quel momento una necessità estrema al ricovero e che vengono stabilizzati all’interno del pronto soccorso.

La cosa più interessante è che questi pazienti in futuro non si rivolgeranno più all’ospedale ma al Medico di Medicina Generale e all’internista della Medicina Predittiva, tranne nei casi estremamente complicati o in concomitanza di epidemie influenzali” specifica il Dirigente medico di pronto soccorso.

Viene quindi effettuata una valutazione globale del paziente, dei fattori di rischio delle malattie cronico degenerative per realizzare la gestione integrata delle stesse, e soprattutto si promuove lo stato di salute attraverso un counseling attento, mirato all’adozione di stili di vita sani (attività fisica e pattern nutrizionale personalizzato) e all’aderenza alla terapia” ha sottolineato la dottoressa Andreozzi.

250 ricoveri in meno all’anno grazie al percorso Fast-track

Per facilitare l’accesso a percorsi multispecialistici intraospedalieri il Centro si avvale dei Pacchetti Ambulatoriali Complessi (PAC) definendosi come un’area di coordinamento interdipartimentale nell’Azienda.

Dal 2015 ad oggi, sono stati presi in cura circa 250 pazienti l’anno. Quindi circa 800 persone dal 2015 al 2018 che non hanno più avuto necessità dell’ospedalizzazione, eccetto casi rari e particolari. Il 70% dei pazienti visti in questi 4 anni, andiamo verso il 5° anno, sono entrati in codice giallo e abbiamo verificato statisticamente che tutti questi pazienti, una volta inquadrati, una volta educati e dopo aver creato un trait d’union con il medico di medicina generale, anche in caso di piccole riacutizzazioni, non si sono più rivolti al pronto soccorso” hanno confermato la Dott.ssa Andreozzi e il Dott. Galardo.

Per il prof. Ferdinando Romano, Direttore Sanitario dell’Umberto I, il progetto ‘Fast-track ambulatoriale Medicina Predittiva – DEA’ “permette la riappropriazione da parte dell’ospedale della gestione della patologia acuta e della pianificazione di percorsi per malati cronici da affidare al territorio con interscambio tale da determinare reti che permettano al territorio stesso di seguire patologie croniche meno critiche. Questo certamente contribuisce a:

  • realizzare una riduzione degli accessi presso il pronto soccorso, in quanto stabilizzare le malattie croniche significa ridurre le riacutizzazioni;
  • far sì che il territorio abbia un Referente presso l’ospedale, per cui il paziente non verrà più inviato dal medico in pronto soccorso per il ricovero urgente, come avviene spesso oggi, se non quando è veramente necessario”.

“Quindi questa innovativa modalità organizzativa individua in fase precoce, caso per caso, il livello di assistenza e la sede più appropriata per la diagnosi e cura secondo linee guida alternative al ricovero permettendo un riequilibrio delle risorse ed una riduzione della spesa (inutile ripetizione di esami strumentali, esami diagnostici di controllo, terapia stabilita dal programma sanitario condiviso da Centro di Medicina Predittiva che invia al MMG relazione conclusiva).

Inoltre, l’interscambio con il territorio determina una Rete assistenziale che permette una migliore gestione delle patologie croniche che, invece, attualmente trovano inappropriata risposta nell’ospedale per acuti” ha precisato la dott.ssa Andreozzi.

Continuità assistenziale tra Ospedale e Territorio

A ragione di ciò, già da un anno, la dottssa Andreozzi e la Dottssa Carla Bruschelli, nell’ambito della Società Italiana di Medicina Interna (sezione Lazio-Molise), hanno sviluppato per l’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Umberto I e la Medicina Generale RMA un progetto, unico e primo in Italia, di Continuità assistenziale Territorio Ospedale”.

In cosa consiste il progetto - È un percorso appropriato in termini completi, clinicamente ed economicamente, grazie ai PAC. Economicamente perché consente l’ottimizzazione di risorse umane e finanziare; clinicamente perché contribuisce, tra l’altro, a sviluppare un futuro processo virtuoso di assistenza gestito dallo specialista internista che è il medico delle complessità.

In cosa differisce dagli altri progetti. Unico in Italia perché? - “Metodologicamente è ben diverso dai tanti PDTA realizzati sino ad oggi, troppo spesso vincolati a singole patologie e governati da Linee Guida distanti dalla realtà del Medico di Medicina Generale e spesso anche dal Paziente”.