Hernia Week 2019, la chirurgia di ernia e parete addominale

Una settimana dedicata alla chirurgia innovativa, open, laparoscopica e robotica, con sessioni di live surgery. L'importanza dell'impatto economico

di Roberta Manfredini

ATTENZIONE: il video contiene immagini di un intervento chirurgico che potrebbero urtare la sensibilità di qualche lettore. 

La settimana di formazione e aggiornamento dedicata alla chirurgia dell’ernia e della parete addominale, si è svolta dal 4 all’8 febbraio 2019; arricchita da tavole rotonde e dirette streaming per apprendere le tecniche più innovative, ha avuto anche una particolare attenzione alle problematiche economiche che questo tipo di chirurgia implica.

Giunta alla X edizione, l’Hernia Week 2019, è stata organizzata al Policlinico universitario Umberto I di Roma dal Prof. Francesco Gossetti, Direttore didattico della Scuola Italiana di Chirurgia dell’Ernia e della Parete Addominale (Italian Society of Hernia and Addominal Wall Surgery – I.S.H.A.W.S.).

Il Prof. Francesco Gossetti da diversi anni è Responsabile del 'Programma Parete Addominale' presso la UOC Chirurgia della Parete Addominale diretta dal Prof. Paolo Negro e che afferisce al Dipartimento Assistenziale Integrato Cardio Toraco-Vascolare, Chirurgia e Trapianti d’Organo.

L’edizione dell’Hernia Week di quest’anno ha avuto un programma ricco di contenuti formativi:

  • tipologie di patologie che richiedono approcci completamente diversi, come l’ernia inguinale e crurale, l’ernia ombelicale e diastasi dei retti, l’ernia parastomale, l’ernia ventrale, i diversi tipi di devices;
  • trattamento delle ferite chirurgiche;
  • gestione del paziente nel pre e post operatorio;
  • prevenzione delle complicanze post operatorie precoci e quelle a lungo termine.

Sessioni di chirurgia in diretta

Con la sezione ‘live surgery’, che ha permesso la diretta streaming da tre diverse sale operatorie, i chirurghi più esperti hanno potuto condividere con i colleghi specialisti presenti in aula e con gli altri discenti, le esperienze maturate nel campo delle tecniche chirurgiche adottate per le plastiche protesiche, alla luce delle Linee Guida internazionali, ovviamente nel massimo rispetto della privacy dei pazienti.

Anche quest’anno il Prof. Gossetti, presente nelle sale operatorie della II Clinica Chirurgica dell’Umberto I, è stato il regista di tutte le dirette streaming, mentre il Prof. Paolo Negro, con altri colleghi specialisti, è stato un animatore e moderatore tra i chirurghi di sala e i discenti presenti in aula Paride Stefanini.

Nel corso degli interventi chirurgici, eseguiti nelle sale operatorie dell’Umberto I di Roma, dell’Azienda dei Colli Monaldi di Napoli e dell’Ospedale Misericordia di Grosseto, i chirurghi in formazione ma anche quelli già specialisti presenti in aula Paride Stefanini, erano invitati alla discussione con i colleghi di sala, in merito alle tecniche, metodi e materiali utilizzati, in particolare sui vari tipi di devices.

“L’ultima giornata dell’Hernia Week è stata arricchita dal contributo di chirurghi con più esperienza clinica ed è stata dedicata ad argomenti di particolare rilievo ed attualità, quali il trattamento delle protesi infette, l’impiego della pressione negativa, la tecnica di separazione dei componenti e la prevenzione dell’ernia incisionale. In Italia, esperti del settore ce ne sono pochi ed è un argomento talmente in evoluzione che praticamente prende sempre più chirurghi e che sicuramente negli anni futuri avrà un impatto sia chirurgico ma anche sociale molto importante. Per quest’evento abbiamo avuto il gota dei chirurghi che si interessano della parete addominale, come il Prof. Campanelli Ordinario a Milano, la Dott.ssa Greco della Week Surgery e Day Surgery dell’ospedale Sant’Orsola di Budio, il Prof. Mazzocchi dell’università di Perugia, il Prof. Pierluigi Ipponi dell’ospedale delle Croci a Firenze, il Dott. Carrara dell’ospedale di Trento, il Prof. Cuccurullo dell’ospedale Monaldi, Azienda dei Colli di Napoli” ha dichiarato il Prof. Gossetti.

Come Presidente della ISHAWS, il Prof. Diego Cuccurullo, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di chirurgia Generale all’ospedale Monaldi, Azienda dei Colli di Napoli, ha specificato che “è una Scuola molto antica perché è la prima scuola in Europa e forse la prima scuola nel mondo. La nostra società è l’appendice italiana della European Hernia Society che è appunto la Società Europea che racchiude tutti i Paesi europei che fanno parte, con diversi Capitoli, di questa grossa Società che conta più di 1.000 iscritti. Noi ci occupiamo a 360° della patologia della parete addominale che può essere molto complessa; non dobbiamo infatti pensare solo alle semplici ernie inguinali, ma anche ai grossi disastri di parete. Patologie complesse che vanno trattate con nuove tecnologie, con nuovi devices ma, soprattutto, con altissima competenza e professionalità. Da qui nasce l’esigenza di tenersi continuamente aggiornati per poter essere all’avanguardia e trattare nel miglior modo possibile i pazienti nella loro complessità”.

Impatto economico della chirurgia dell’ernia e della parete addominale

Una sessione specifica, nuova nel suo genere, è stata dedicata alle problematiche economiche legate al ‘cure procurement’, ai fondi per la ricerca, ai budget, ai rimborsi, alle gare d’appalto, ai DGR, alla certificazione dei devices; l’obiettivo comune e unico da raggiungere è capire come assicurare le migliori cure con l’ausilio della moderna tecnologia.

Un tema che ha suscitato molto interesse e che ha messo a confronto amministratori delle strutture sanitarie, Direttori Sanitari, Direttori Generali, Provveditori, nonché Direttori di farmacie ospedaliere e Direttori di aziende farmaceutiche.

In merito all’importanza della scelta d’acquisto del giusto device in chirurgia di parete, il Prof. Ferdinando Romano, Direttore Sanitario del Policlinico Umberto I di Roma, ha preso parte alla tavola rotonda sul tema ‘sutture e medicazioni avanzate, materiali protesici e mezzi di fissazione’ confrontandosi con colleghi ma anche Direttori Generali, farmacisti, Provveditori sui modelli utilizzabili per ottenere i migliori risultati, in termini sia di efficacia che di costi.

La medicina deve seguire l’innovazione!

Ne è convinta la Dott.ssa Dalila Patrizia Greco Direttrice delle Day Surgery e Week Surgery dell’ospedale Niguarda di Milano e che, per l’Hernia week 2019, ha curato proprio la sessione dedicata all’impatto economico della chirurgia dell’ernia e della parete addominale.

“Questa sessione introduttiva della settimana dell’Hernia week ha l’obiettivo di mettere in comunicazione medici e chirurghi con economisti e anche, soprattutto, trasferire queste informazioni a farmacisti e provveditori”.

Per poter consentire il cambiamento e l’innovazione, la chiave per affrontare il futuro prossimo è sicuramente “saper creare dei team multidisciplinari dove ogni gruppo possa poter portare le proprie conoscenze, avere un linguaggio comune, in modo da favorire l’innovazione tecnologica, invece di perdersi in diatribe e perdite di tempo”.

Per quale motivo?

“Perché il mondo sta cambiando! Cambiano le tecniche chirurgiche, cambiano anche le tecniche di analisi economica e, quindi, è molto importante incontrarsi. Anche i budget sono fissi e, quindi, noi solo migliorando l’organizzazione e migliorando il cure procurament, cioè la capacità d’acquisto, possiamo evitare di fermarci nell’innovazione”.

Da ‘costo' a 'investimento’ in salute.

Sul tema è intervenuta la Dott.ssa Marletta, Direttore Generale dei Dispositivi Medici e del Servizio Farmaceutico del Ministero della Salute che, in merito al Progetto ‘Health Technology Assessment’, sostiene un approccio multidisciplinare nel binomio innovazione e sostenibilità delle tecnologie sanitarie.

“La Sessione economica per il settore della medicina è qualcosa che oggi è quanto mai attuale, perché pone al centro fattori quali costi, efficacia e appropriatezza nell’ottica della sostenibilità del sistema sanitario nazionale da un lato, ma anche la loro importanza per un paziente, così come per un acquirente, per il decisore che deve appunto decidere cosa comprare.

Solo nel mio settore per i dispositivi medici, spendiamo quasi 6 miliardi l’anno e ci siamo resi conto che questa spesa che sembra continuare ad aumentare, quest’anno del 2,6% in più, in verità garantisce di più al cittadino, un buono stato di salute".

"Oggi l’Italia è orientata verso decisioni improntate al 'technology assesstment', cioè alla valutazione della medicina basata sull’evidenza, sul valore e non si può e non si deve immaginare di tagliare proprio l’innovazione! Siamo nella necessità di capire quale innovazione costo-efficacia permetta al cittadino di accedere a tutto ciò che un tempo non era ammissibile per via dei tagli, ma che oggi è un nostro dovere garantire” ha evidenziato la Dott.ssa Marletta.