Lupus eritematoso sistemico, a chi rivolgersi

Malattia cronica autoimmune, dovuta ad una attivazione incontrollata del sistema immunitario. La Lupus Clinic dell'AOU Policlinico Umberto I – Sapienza, Università di Roma è un Centro di riferimento

di Redazione

Il Lupus Eritematoso Sistemico (LES) è una malattia cronica autoimmune in grado di colpire virtualmente tutti gli organi e apparati” spiega Fabrizio Conti, Professore Associato di Reumatologia, Dipartimento di Medicina Interna e Specialità Mediche, Sapienza Università di Roma. Nel mondo si stima che ad essere colpite da questa patologia siano più di 5 milioni di persone, in Italia più di 60mila, con una prevalenza assoluta nelle giovani donne (9:1 il rapporto tra donne e uomini colpiti).

Si tratta di una patologia complessa, la cui causa ancora non è nota e l’eziopatogenesi è multifattoriale.

“La malattia – spiega il professore - può essere scatenata da stimoli ambientali, alcune infezioni e sostanze tossiche inalate, che vanno ad agire su un substrato genetico predisponente”.

Anche per questi motivi non è semplice riconoscere la malattia ed effettuare correttamente una diagnosi di lupus eritematoso sistemico ed è sempre opportuno rivolgersi a Centri specializzati. La Lupus Clinic, nata nel settembre 2008 all’interno dell’AOU Policlinico Umberto I – Sapienza, Università di Roma, è un Centro di riferimento sia per l’attività assistenziale che per la ricerca e “si prende completamente carico della salute di questi soggetti” spiega l’esperto. Si tratta di un “ambulatorio dedicato ai pazienti affetti da LES che li prende in carico, li segue, guida il loro percorso terapeutico e le consulenze con altri specialisti”.

10 anni di Lupus Clinic

Quest’anno la Lupus Clinic, la prima istituita in Italia, compie 10 anni e il 27 marzo è stato organizzato un incontro con medici, pazienti ed autorità per celebrare la ricorrenza e fare il punto sui progressi e le attività di questi 10 anni.

Basti pensare, ad esempio, che la prognosi di questa malattia caratterizzata da fasi di acuzie alternate a periodi di remissione, è notevolmente migliorata negli ultimi decenni grazie alle possibilità sia di formulare la diagnosi più precocemente, sia di disporre di strategie terapeutiche più efficaci, passando da una sopravvivenza inferiore al 50% a 5 anni dalla diagnosi nel 1955, all'attuale >90% a 10 anni.

“I progressi nella conoscenza della patogenesi della malattia hanno permesso di sviluppare nuove possibili strategie terapeutiche, tuttora perlopiù in fase di sperimentazione, basate su farmaci biotecnologici e piccole molecole di sintesi”.

Al Saluto delle Autorità e all’introduzione  a cura dei professori G. Valesini, F. Conti, C. Alessandri, seguiranno due relazioni, quindi il dibattito:

  1. Artrite e Lupus: l'opinione del medico e del paziente - F. Ceccarelli
  2. PROs: la ricerca riparte dal paziente - F.R. Spinelli

“Celebreremo questa ricorrenza per ricordare quanto è stato importante istituire la Lupus Clinic qui al Policlinico Umberto I”  conclude prof. Conti.