Alimenti cancerogeni e glifosato

Due milioni di persone muoiono ogni anno a causa del cibo poco sicuro. A lanciare l'allarme è l'Organizzazione mondiale della sanità. In arrivo il 'pacchetto trasparenza' dall'Europa

di Redazione

coltivazione di grano

Cibi contaminati da batteri, virus, parassiti e sostanze chimiche sono responsabili di oltre 200 malattie, che vanno dalla dissenteria al cancro. Sè è vero che l'incidenza più alta, e la maggior parte dei decessi, si verifica nelle aree una volta definite 'Terzo Mondo', non è trascurabile la casistica nelle aree più ricche ed evolute del Pianeta.

Recentemente, ad esempio, è stato posto sotto la lente di ingrandimento il glifosato, uno degli erbicidi più diffusi in campo agricolo e principio attivo di diversi prodotti commerciali di questa industria. L'accusa è di essere non solo potenzialmente cancerogeno, ma anche un pericoloso interferente ormonale. Inizialmente bandito dall'UE, è stato poi reintrodotto in quanto non accertate le responsabilità dell'erbicida. 

Il dibattito è ancora aperto e non privo di polemiche e contraddizioni. Ad essere coinvolta, a ben guardare, è infatti una grossa quota di industria alimentare.  
Il glifosato, infatti, sarebbe risultato presente in frutta e verdura in primis, ma non solo:  pasta, farine e farinacei – soprattutto nelle produzioni di aziende che comprano il grano da Paesi  in cui le leggi sono più permissive, ad esempio il Canada. Tra le indagini condotte, quella de Il Salvagente su 23 pacchi di pasta di noti brand di settore "La verità sulla pasta italiana" poi ripresa anche da Striscia La Notizia. 
Per estensione però, si trovano tracce di glifosato anche in carne, latte e derivati; questo perché la stragrande maggioranza dei mangimi utilizzati  negli allevamenti è a base di mais, colza, soia nelle cui coltivazioni è impiegato l’erbicida sotto indagine. 
Tracce di glifosato e metalli pesanti anche su api e miele: questo il risultato del monitoraggio ambientale condotto per due anni nelle città di Torino, Milano, Bologna e Potenza da Conapi-Mielizia e Legambiente nell'ambito del progetto  “Api e Orti urbani”. 
Ed ancora, tracce di glifosato anche in birra e vini secondo lo studio pubblicato dallo United States Public Interest Research Group che ha analizzato 5 vini e 15 birre provenienti da Usa, Asia ed Europa. Quasi l'intero campione (19 su 20) preso in considerazione presentava tracce di glifosato, anche nelle bottiglie etichettate come biologiche.

Cibi ultra-lavorati aumentano il rischio di mortalità del 14%

Un aumento del 10% del consumo di alimenti ultra-trasformati industriali  - ovvero i cibi prodotti prodotti industrialmente, che comprendono sostanze non utilizzate comunemente nella cucina casalinga, come estratti, paste vegetali o animali aromatizzate - può corrispondere ad un incremento di oltre il 10% dei casi di cancro, con un maggior rischio di mortalità del 14%. Questi i primi risultati di NutriNet-Santé, la ricerca condotta dall'Università Sorbonne di Parigi che ha che ha coinvolto tra il 2009 e il 2017 più di 44mila adulti over  45 anni, di cui il 73% donne.
Tuttavia sono gli stessi ricercatori, guidati da Laure Schnabel a dichiare che siano necessari "ulteriori studi prospettici per confermare questi risultati e per chiarire i vari meccanismi attraverso i quali i cibi ultra-processati possono influire sulla salute". Infatti, sebbene nello studio venga evidenziata un'associazione tra consumo di alimenti ultra-trasformati, cancro e mortalità, non è ancora stato dimostrato il nesso causale. Non dobbiamo, dunque, essere allarmisti, rassicura Mathilde Touvier, co-autrice dello studio, al New York Times; "lo studio rappresenta un altro tassello nella ricerca del legame tra cibi ultra-trasformati e salute".

Un passo verso la trasparenza

Recentemente il Parlamento europeo e il Consiglio Ue hanno raggiunto un accordo, il cosiddetto 'pacchetto trasparenza', sulla proposta della Commissione che fa seguito all’iniziativa dei cittadini europei sul glifosato, in particolare alle preoccupazioni espresse in merito alla trasparenza degli studi scientifici utilizzati per la valutazione del rischio.  La nuova normativa, che entrerà in vigore solo dopo l'approvazione formale dell'accordo da parte di Parlamento europeo e Consiglio dei ministri Ue, apporterà modifiche nella regolamentazione di  settori specifici quali OGM, additivi per alimenti e mangimi, enzimi ed aromi, prodotti fitosanitari  ma anche materiali a contatto con gli alimenti.

Anche l'Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare sarà ampiamente coinvolta in questo cambiamento:

  • verrà modificata la sua governance interna
  • presso l’Efsa verrà istituita una banca dati europea degli studi commissionati
  • potrà effettuare accertamenti volti a verificare l'aderenza alle norme degli studi e la conformità stessa dei laboratori 
  • su richiesta della Commissione europea, l'EFSA potrà commissionare ricerche supplementari a fini di verifica.