Meno sale, più salute

'Let's take salt off the menu', Togliamo il sale dai menù, è lo slogan della settimana mondiale 2019 per la riduzione del consumo di sale

di Roberta Manfredini

sale e pepe

Troppo sale fa male alla salute perché aumento la pressione arteriosa ma, soprattutto, l’eccesso di sale incide su altri fattori di rischio legati all’insorgenza di patologie cardio-cerebrovascolari correlate all’ipertensione arteriosa, come l’infarto del miocardio, l’ictus cerebrale e l’insufficienza renale.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda un consumo massimo di 5 grammi al giorno di sale, corrispondenti a circa 2 grammi al giorno di sodio.
Anche quest’anno, dal 4 al 10 marzo 2019, il Ministero della Salute ha avviato la campagna di sensibilizzazione per la riduzione del consumo di sale, promossa ormai da alcuni anni dalla World Action on Salt & Health (WASH), Associazione con partner in 100 Paesi dei diversi continenti.

Lo scopo della campagna è quello di migliorare la salute delle popolazioni attraverso la graduale riduzione dell’introito di sodio.

WASH, con lo slogan ‘Let's take salt off the menu’, intende sensibilizzare la popolazione, non solo ad apportare modifiche alle abitudini alimentari ma anche all’acquisto responsabile di alimenti, preferendo quelli ‘sani’.

Le 5 azioni di WASH per ridurre il consumo di sale

L'ambizioso obiettivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è ridurre del 30% l’introito di sale entro il 2025, per questo WASH ricorda 5 azioni concrete per ridurre il consumo di sale a meno di 5 grammi al giorno, così come raccomandato dall’OMS:

  1. usa erbe, spezie, aglio e agrumi al posto del sale per aggiungere sapore al tuo cibo
  2. scola e risciacqua verdure e legumi in scatola, mangia più frutta e verdura fresche
  3. controlla le etichette prima di acquistare: ti aiuterà a scegliere prodotti alimentari meno salati
  4. usa gradualmente meno sale nelle tue ricette preferite: le tue papille gustative si adatteranno
  5. togli dalla tavola sale e salse salate in modo che i più giovani della famiglia non si abituino ad aggiungere il sale.

Azioni sviluppate in Italia per la riduzione del consumo di sale

Con il ‘Programma Guadagnare salute’, il Ministero della Salute, congiuntamente con organizzazioni non governative, come la Società Italiana di Nutrizione Clinica (SINU) e il Gruppo di lavoro Intersocietario per la Riduzione del Consumo di Sale in Italia, dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e delle Regioni, nonché la collaborazione dell’industria alimentare e di alcune aziende di ristorazione collettiva, sta investendo risorse per aumentare la consapevolezza dei cittadini e rendere più facili le scelte salutari.

Buone abitudini per ridurre il consumo di sale

  • Leggere attentamente l’etichetta nutrizionale per scegliere i prodotti con minore contenuto di sale e cercare i prodotti a basso contenuto di sale, cioè inferiore a 0.3 grammi per 100 g (corrispondenti a 0.12 g di sodio)
  • Ridurre l’uso di sale aggiunto in cucina, preferendo comunque, ove necessario, minime quantità di sale iodato
  • Limitare l’uso di altri condimenti contenenti sodio (dadi da brodo, maionese, salse, ecc.) e utilizzare in alternativa spezie, erbe aromatiche, succo di limone o aceto per insaporire ed esaltare il sapore dei cibi
  • Non portare in tavola sale o salse salate, in evitare l'abitudine di aggiungere sale sui cibi, soprattutto tra i più giovani della famiglia
  • Ridurre il consumo di alimenti trasformati ricchi di sale (snack salati, patatine in sacchetto, alcuni salumi e formaggi, cibi in scatola)
  • Scolare e risciacquare verdure e legumi in scatola, prima di consumarli
  • Evitare l’aggiunta di sale nelle pappe dei bambini, almeno per il primo anno di vita.