Lussazione della spalla: quando operarsi

Sta al chirurgo ortopedico stabilire modalità e tempi di un eventuale intervento chirurgico. Se questa patologia non viene trattata in modo corretto, può portare all'instabilità articolare

di Roberta Manfredini

La lussazione si distingue dalla sublussazione dalla perdita, rispettivamente, totale o parziale dei fisiologici rapporti tra la testa dell’omero e la cavità glenoidea.

Solitamente la causa è da ricercare in un trauma, ad un movimento improvviso di extra-rotazione, spesso legato a lassità costituzionale, oppure a movimenti ripetuti molte volte come, per esempio, in alcune discipline sportive come i lanci.

Se questa patologia non viene trattata in modo corretto, il più delle volte può portare all’instabilità articolare per danno ai tendini della cuffia dei rotatori, oppure a deficit muscolare del deltoide per lesione del nervo ascellare.

La frequenza del numero delle lussazioni della stessa spalla (caso isolato oppure ripetuto più volte, recidive) può dipendere, principalmente, da tre fattori:

  1. l’età del paziente,
  2. la causa della prima lussazione,
  3. la caratteristica dell’attività lavorativa e/o sportiva.

Possibili soluzioni della lussazione

Le soluzioni possono essere diverse sulla base di diversi fattori, ad esempio a seconda si tratti di un episodio isolato (come nel caso di un trauma specifico), o di lussazione ripetuta nel tempo, dal numero delle lussazioni, ma non solo.

In alcuni casi di prima lussazione, si può risolvere con la riduzione spontanea, con riposizionamento della testa omerale nella sua sede naturale.

In altri casi, invece, si provvederà alla riduzione eseguita dallo specialista ortopedico che procede anche all’immobilizzazione dell’arto con fasciatura o tutore, da mantenere per almeno 2-3 settimane.

In altri casi, a prescindere dalla causa, sarà necessario l’intervento chirurgico.

Italia vs Stati Uniti: il diverso approccio culturale alla lussazione

Tra i fattori che concorrono alla scelta di quale soluzione adottare, va anche valutato l'elemento culturale che incide sullapproccio al problema.

“Innanzi tutto c’è un discorso culturale - spiega, infatti, prof. Stefano Gumina, chirurgo ortopedico, Direttore della UOC di Ortopedia e Traumatologia del Polo Pontino della Sapienza, Università di Roma e Presidente della ‘Società Italiana di Chirurgia di Spalla e Gomito’ (SICSG) - In Italia o anche nei Paesi europei, è completamente differente, si ha la tendenza ad avere la prima lussazione, la seconda lussazione, la terza lussazione, e ci sono dei soggetti che hanno avuto dieci o più lussazioni!”

Io ricordo di aver operato, una volta, un paziente che mi ha riferito di aver avuto più di cento lussazioni!

Negli Stati Uniti, invece, la tendenza è completamente diversa, sono soggetti che spesso praticano attività sportiva ad alto livello e sono più portati ad affrontare immediatamente il problema, spesso si operano dopo la prima lussazione”.

L’intervento è sempre necessario?

“In realtà, non sempre la soluzione chirurgica è la migliore, soprattutto nei soggetti lassi si può tentare un trattamento di tipo conservativo, di potenziamento di quelli che vengono chiamati ‘gli stabilizzatori dinamici’, in particolar modo, i tendini e i muscoli della cuffia dei rotatori.

Qualora il trattamento riabilitativo, che deve essere ovviamente protratto per diversi mesi, dovesse fallire e il soggetto dovesse conservare ancora una sensazione di instabilità (ha la chiara sensazione che in alcuni momenti la spalla sta per uscire!), allora interveniamo noi chirurghi.

Non proponiamo un solo intervento chirurgico ma possiamo proporre anche più interventi chirurgici, ognuno dei quali segue una filosofia differente e si adatta al danno anatomopatologico che il soggetto ha riportato”.

Riabilitazione nel post-operatorio

Nel post-operatorio è necessario fare fisioterapia a vita?

“No. Per fortuna non è una riabilitazione particolarmente lunga. Per la riabilitazione dopo l’intervento chirurgico vale il solito discorso: ottimo intervento chirurgico, ottimo fisioterapia e ottima rieducazione autogestita, cioè il paziente stesso deve sottoporsi ad un Programma di Riabilitazione Autogestito”.

Noi insegniamo tutta una serie di esercizi che il paziente costantemente, quotidianamente deve fare e, soltanto mettendo in atto questa triade, possiamo ottenere dei buoni risultati.

Quando rivolgersi allo specialista ortopedico

Rivolgersi all’ortopedico chirurgo, specialista della spalla, dopo la seconda o terza lussazione di spalla, è buona come norma da suggerire?

“Il medico vede in prima istanza il paziente che si lussa perché lo vede al pronto soccorso. Alcune volte il paziente arriva con la lussazione che è già stata ‘ridotta’, magari dall’allenatore o dall’amico, dal vicino o chi ritiene di avere un po’ più di esperienza su questo argomento.

In qualunque caso, il mio consiglio è quello di affidarsi ad un chirurgo ortopedico o ad ortopedico in generale. Certamente, l’ortopedico ha le armi per poter gestire nel miglior modo possibile il paziente ed eventualmente indirizzarlo verso un tipo di trattamento piuttosto che un altro”.