Infezioni del cavo orale da HPV

Pericolose se non regrediscono, aumentano l'insorgenza di carcinoma orofaringeo nei soggetti che le contraggono. Pertanto è preferibile la vaccinazione, per entrambi i sessi, già in età prepuberale

di Alessandra Binazzi

giovani che si baciano

Non sono più solo fumo e alcol, soprattutto se combinati, i responsabili dei processi di formazione di neoplasie interessanti il cavo orale. Ad insidiare tonsille, faringe e laringe concorrono le infezioni da Papilloma Virus Umano (HPV) che sono più comuni di quanto si pensi anche per la facilità di trasmissione per via oro-sessuale.
Le infezioni identificate da contagio del virus HPV sono oltre un centinaio; la maggior parte causa lesioni come le verruche ma una quarantina di tipi di HPV infetta le mucose, soprattutto le mucose genitali: alcune lesioni possono sviluppare in forme maligne arrivando a coprire circa il 70% dei tumori del collo dell’utero.

Complessivamente i tumori orofaringei rappresentano il 7% dei tumori nell'uomo e l'1% nella donna. Per il gentil sesso si registra una crescita dell'incidenza di questo tipo di tumore dovuto al fatto che sempre più donne consumano tabacco. Annualmente, in Italia, si registrano circa 8.000 nuovi casi e circa 3.000 decessi (1 ogni 3 ore).

Il prof. Valentino Valentini, dell’azienda ospedaliero-universitaria Policlinico Umberto I di Roma, conferma questi dati avendo registrato, nell’Unità Operativa di Chirurgia Maxillo-Facciale  di cui è responsabile, un incremento  delle patologie neoplastiche del distretto testa-collo negli ultimi anni che “merita tutta l’attenzione”.

 “Il tumore della bocca è la conseguenza di una serie di modificazioni dell’acido desossiribonucleico (DNA) delle cellule che la formano; quest’ultime, dopo tali mutazioni iniziano a moltiplicarsi senza controllo creando così una massa. 

In particolare si sviluppa sulla lingua, sulla mucosa delle guance, sul pavimento della bocca e sull'orofaringe. In Italia ogni anno si registrano circa 6.000 nuovi casi con un tasso di mortalità, a 5 anni dalla diagnosi, di oltre il 70%. L'elevato tasso di mortalità è dovuto al fatto che il tumore del cavo orale è troppo spesso scoperto in ritardo.

Un'adeguata prevenzione ed una diagnosi precoce, sono l'unico strumento di cura. La prevenzione, quindi, è la migliore arma per vincere il cancro anche in considerazione del fatto che negli ultimi decenni l'incidenza per questa patologia ha subito un incremento. Le ragioni di questo aumento sono correlate all'allungamento della vita media e ad un sostanziale cambiamento degli stili di vita”.

Quali sono i fattori di rischio?

Le cause della sua insorgenza sono di tipo multi-fattoriale, ovvero date dalla combinazione di diversi fattori di rischio per lo più noti da tempo, responsabili anche di altre patologie importanti". 
Fattori di rischio per l'insorgenza del tumore del cavo orale: 

  • l’abuso di alcol, 
  • l’uso di tabacco, 
  • la scarsa igiene orale  
  • la presenza di denti o protesi dentarie rotti o scheggiati. 

Papilloma Virus Umano - "A questi fattori di rischio, se consideriamo il notevole aumento delle patologie maligne del cavo orale registrato negli ultimi decenni (supera il 5% anche se con una certa variabilità a seconda delle zone geografiche e delle abitudini delle persone), è necessario aggiungere le infezioni da Papilloma Virus Umano. con una certa variabilità a seconda delle zone geografiche e di vita delle persone - in alcune zone anche il 6% quando fino a 15 anni fa questa percentuale non superava il 3-4 per cento”.

Come si trasmette

La trasmissione dell’infezione genitale da HPV al cavo orale avviene attraverso la saliva, anche se ovviamente deve essere già essere in situ una piccola lacerazione. L’utilizzo del preservativo nei rapporti sessuali potrebbe ridurre là possibilità di trasmettere o prendere l’infezione da HPV genitale, ma tale uso non è completamente protettivo: il vaccino anti papillomavirus umano è l’unica arma che consente di scongiurare il rischio di infezione. Per essere efficace deve però essere somministrato prima che l’organismo sia entrato in contatto con il virus.

Di qui l'importanza della vaccinazione, in Italia non ancora obbligatoria ma consigliata per i dodicenni di ambo i sessi. La scelta dell'età non è casuale: l'obiettivo è proteggere i ragazzi prima dell'inizio della vita sessuale, anche se i dati di copertura vaccinale (70,8 per cento) sono ancora lontani da quelli richiesti dalla comunità scientifica.

Non c’è solo la necessità di proteggersi nei rapporti sessuali per evitare la contaminazione. In considerazione dei casi di pazienti con infezione HPV nel cavo orale che ho visitato, tra i quali alcune religiose, il mio consiglio è fare attenzione a tutto ciò con cui si viene in contatto attraverso la bocca e, quindi, la saliva: penso a uno spogliatoio o un bagno pubblico, dove il rubinetto può essere contaminato. Ma la cosa più tipica è prenderlo attraverso il rapporto sessuale, soprattutto se c’è una perdita di sangue, una piccola lacerazione”.

Il Virus 'dell'amore' che inganna

Dobbiamo quindi prestare maggiore attenzione a questo Virus di cui però, sembrerebbe si riconosca sempre di più l'importanza.

“Certamente l’Herpes Virus Umano ha un ruolo non secondario nella eziopatogenesi delle patologie maligne che interessano la bocca. Non è ancora dimostrato in maniera certa, ma nell’orofaringe, nel retrobocca, la porzione posteriore del cavo orale quindi base lingua tonsilla rinofaringe, il ruolo oncogenico dell’HPV è ormai accertato. Per cui è molto importante che i ragazzi vengano vaccinati, possibilmente prima del primo rapporto sessuale.

Le bambine ad oggi vengono vaccinate all’età di 12 anni, ma è consigliabile anche nei ragazzi perché si è constatato che sempre di più si sta sviluppando questa tendenza anche nei maschi. Prima non si faceva perché la capacità oncogenica di questo virus, era comprovata per la cervice uterina. Ma da vent’anni sappiamo che non è così".

L’importanza della prevenzione in età prepuberale

“Se i ginecologi ci dicono che l’età media del primo rapporto sessuale per una ragazza è 13 anni, diventa quantomeno importante una vaccinazione ex ante.

Se si è venuti in contatto col virus HPV, infatti, il vaccino diventa inefficace, il virus potrebbe essere rinnovato nelle cellule e quindi trasmissibile a livello sessuale".