Instabilità della spalla

Una condizione patologica, che si manifesta con dolore, sublussazioni o lussazioni complete e si può instaurare per fattori costituzionali o dipendere da eventi traumatici.

di Roberta Manfredini

Insieme al gomito e alla mano, la spalla ci permette di raggiungere ed esplorare lo spazio circostante ed il semplice gesto di pettinarci i capelli fa capire quanto sia importante!

Grazie alla spalla possiamo orientare l’arto superiore nei tre piani dello spazio ed eseguire movimenti di flessione-estensione, antero e retroposizione sul piano sagittale, abduzione-adduzione sul piano frontale e intrarotazione-extrarotazione sul piano orizzontale.

Nei movimenti della spalla sono coinvolti:

  • tre ossa (omero, scapola, clavicola),
  • cinque articolazioni (scapolo-omerale, scapolo-toracica, acromion-clavicolare, sterno-costo-clavicolare e sottodeltoide),
  • sei legamenti (tre legamenti gleno-omerali, due legamenti coraco-omerali, il legamento coraco-acromiale).

Tra i muscoli, il sottoscapolare (ruota internamente il braccio) con il sopraspinato (abduce il braccio col deltoide), il sottospinato (ruota esternamente l’omero e partecipa all’abduzione) e il piccolo rotondo (ruota esternamente l’omero) costituiscono la cuffia dei rotatori, legamenti attivi della spalla.

Sono molteplici i fattori che determinano anomalie nel funzionamento della spalla, tra cui anomalie morfologiche congeniti o acquisiti, patologie di natura flogistiche (es. artriti, tendiniti) e /o degenerative (es. artrosi).

Nella instabilità della spalla concorrono in gran parte le anomalie post-traumatiche, oppure patologie in altre sedi che concorrono, attraverso difetti di stabilità e/o di coordinazione motoria, a determinare sofferenza delle strutture anatomiche coinvolte, l’osteoporosi e l’usura a cui contribuiscono sia l’invecchiamento che il sovraccarico funzionale.

Con il Prof. Stefano Gumina, chirurgo ortopedico, Direttore della UOC di Ortopedia e Traumatologia del Polo Pontino della Sapienza, Università di Roma e Presidente della ‘Società Italiana di Chirurgia di Spalla e Gomito’ (SICSG), cerchiamo di capire meglio le cause dell’instabilità di spalla.

Instabilità di spalla: cosa significa

La spalla è l’articolazione più mobile dell’organismo però è anche l’articolazione meno stabile perché è un’articolazione poco vincolata e, quindi, in alcune circostanze questa spalla può uscire, cioè la testa dell’omero fuoriesce dalla cavità glenoidea". Ci sono due cause che possono portare alla fuoriuscita della testa omerale: la prima è una causa costituzionale, la seconda traumatica.

  • instabilità costituzionale - "le strutture capsulo-legamentose dovrebbero in qualche maniera mantenere la testa dell’omero all’interno della sua cavità, ma in alcuni soggetti queste strutture sono eccessivamente lente e, quindi, quando il soggetto si mette in posizioni particolari, queste strutture non offrono una sorta di muro che si oppone alla fuoriuscita della testa dell’omero. In questi casi, di conseguenza, l’omero facilmente fuoriesce dalla sua posizione, nei movimenti estremi. Queste sono le lassità costituzionali, sono le instabilità nei soggetti lassi".
  • instabilità traumatiche - "Poi esistono le instabilità traumatiche, dove quelle strutture a cui facevo riferimento prima sono integre, sono sane ma, in seguito ad un evento traumatico si rompono e, quindi, consentono alla testa dell’omero di fuoriuscire dalla sua sede".

"In conclusione l’eziopatogenesi di una stessa condizione, vale a dire l’instabilità di spalla, può essere completamente differente: nel primo caso costituzionale, nel secondo caso post-traumatico".

In questi casi è sempre necessario rivolgersi ad uno specialista che, in alcuni casi, può ritenere necessario ricorrere ad un intervento chirurgico per impiantare una protesi di spalla.