Instabilità di spalla e fratture da fragilità: quali novità?

La protesi di spalla è la terza più impiantata dopo anca e ginocchio. Un Corso-confronto per trovare soluzioni idonee ad evitare l'instabilità cronica che compromette la qualità di vita dei pazienti

di Roberta Manfredini

Le patologie che coinvolgono le articolazioni, tra le più invalidanti, sono molto diffuse nella popolazione.

Tra tutte le articolazioni, quella della spalla è tra le più complesse, la più mobile e con una stabilità articolare molto delicata. Basti pensare che, in stazione eretta, l’instabilità della spalla è favorita anche dal peso del braccio che rappresenta il 3-5% del peso corporeo!

Nella instabilità della spalla concorrono in gran parte le anomalie post-traumatiche, oppure patologie in altre sedi che concorrono, attraverso difetti di stabilità e/o di coordinazione motoria, a determinare sofferenza delle strutture anatomiche coinvolte, l’osteoporosi e l’usura a cui contribuiscono sia l’invecchiamento che il sovraccarico funzionale.

Chirurgia della spalla: confronto tra esperti

Anche se gli insuccessi nel trattamento dell’instabilità di spalla rappresentano una percentuale bassa di casi clinici, gli esperti ortopedici, fisiatri, chirurghi, fisioterapisti, con la VI edizione del CorsoChirurgia di Spalla. Gli esperti si interrogano’ hanno voluto affrontare e condividere, oltre Linee Guida, Protocolli e Procedure, le diverse metodiche chirurgiche e applicazione di protesi per la stabilizzazione della spalla, per trovare soluzioni idonee ad evitare l’instabilità cronica che, inevitabilmente compromette la qualità della vita dei pazienti.

L’incontro scientifico che si è tenuto il 14 e 15 dicembre 2018 presso l’Aula Magna della Clinica Ortopedica del Policlinico Umberto I di Roma, all’interno della città universitaria della Sapienza, ha visto la partecipazione di numerosi esperti nazionali e internazionali, con collegamenti re-live di interventi effettuati nell’ospedale di Dallas (USA).

Dopo la protesica dell’anca e del ginocchio, la protesi di spalla è la più impiantata. Tra i 'temi caldi' dibattuti nelle relazioni e durante la tavola rotonda, vi sono:

  • l’instabilità di spalla (e relativo impianto protesico) 
  • le frattura da fragilità.

Instabilità di spalla e chirurgia

“Le instabilità di spalla sono appannaggio dei soggetti giovani, degli sportivi, ne capitano veramente tantissime nell’ambito della traumatologia in pronto soccorso, quindi è un argomento molto importante su cui gli ortopedici si interrogano; vengono illustrati i casi di successo e ci si interroga su quelle che sono le problematiche e le cause degli insuccessi. Dobbiamo dare delle risposte al perché alcuni interventi non vanno come desideravamo, soprattutto se il paziente non è contento come ci saremmo aspettati, come invece a volte è contento il chirurgo. Quando c’è una discrepanza tra quello che è il giudizio del chirurgo e quello del paziente, dobbiamo cercare di riempire questo gap, in modo tale che il paziente sia soddisfatto del risultato” ha spiegato Prof. Ciro Villani, Direttore del Dipartimento di Ortopedia del Policlinico Umberto I di Roma e Presidente del Corso.

La causa potrebbe essere nella tecnica chirurgica o nel materiale utilizzato, oppure nella fase riabilitativa?

Secondo il Prof. Villani “sono tutte possibili cause, può risiedere in molte problematiche che vanno dalla incapacità di fare una diagnosi precisa, dall’utilizzo di device non sempre all’altezza della situazione o che non hanno un follow-up molto lungo in letteratura. Quindi, sono tante situazioni sulle quali bisogna interrogarsi e cercare di trovare una risposta”.

Fratture da fragilità e ruolo della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia

Con il Presidente della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT), il Prof. Francesco Falez, abbiamo cercato di capire quali sono i problemi più emergenti nel campo dell’ortopedia.

“La SIOT raccoglie oltre 4.800 ortopedici, distribuiti su oltre 32 società affiliate, tra cui anche la Società Italiana di Chirurgia Spalla e Gomito e, come tale è impegnata oggi in un’attività di ricongiungimento di tutte le società specialistiche che possono riconoscere all’interno della società madre SIOT un punto di riferimento, con il quale poter dialogare e a cui poter avanzare eventuali richieste di modifiche, o comunque risolvere problematiche che ci riguardano quotidianamente. È di questi giorni una riunione alla Camera dei Deputati, con la Commissione Bilancio in cui, insieme al Collegio Italiano dei Chirurghi (CIC) abbiamo affrontato, per esempio, il grande problema dell’intramoenia. Accanto a questo, siamo costantemente in contatto con il Ministero della Salute per risolvere il problema delle Linee Guida, alla luce della Legge Gelli sulla responsabilità professionale”.

Linee Guida di prevenzione della seconda frattura in lavorazione

“Stiamo lavorando per sviluppare le Linee Guida di prevenzione della seconda frattura. Oggi l’argomento principe dell’ortopedia sono le fratture da fragilità. Le fratture da fragilità sono quelle conseguenti a condizioni di riduzione del calcio, quindi la famosa osteoporosi, però l’osteoporosi è una patologia multidisciplinare, che coinvolge reumatologi, endocrinologi, dietologi, diabetologi, chi più ne ha più ne metta.

Le fratture da fragilità invece sono appannaggio dell’ortopedico. Stiamo lavorando fondamentalmente sulla gestione appropriata di queste fratture, non solo in termini di prevenzione a livello interdisciplinare, ma a livello di prevenzione della seconda frattura come specialisti ortopedici. Noi li vediamo quando arrivano, ma già sappiamo che il 60% di questi pazienti con fratture da fragilità, andrà incontro in futuro ad una seconda frattura”.

Come riconoscere quando una frattura è dovuta, per esempio, ad una malattia rara?

Riconoscere una frattura da fragilità è fondamentale e questo avviene, in linea di massima, in alcune zone ben precipue dello scheletro umano; quando esulano da queste zone, grazie anche a condizioni anamnestiche e immagini strumentali che aiutano nella diagnosi, allora la fragilità è sicuramente di altra natura”.