Il cuore di San Valentino

"Mi batte forte il cuore" può non essere solo una dichiarazione d'amore di San Valentino, ma anche sintomo di un disturbo grave. Contro le morti cardiache improvvise tornano gli screening nelle scuole

di Regina Geloso

visita cardiologica nella scuola

Domani si celebra San Valentino, festa dedicata a tutti gli innamorati. Ed è proprio il cuore, quale simbolo principe dell’amore, ad essere rappresentato in tutte le sue forme; dai biglietti d’auguri, alle confezioni regalo, dai cioccolatini ai gioielli.

Ma il cuore, anatomicamente parlando, è uno dei motori principali del nostro organismo: sue anomalie o patologie mettono gravemente a rischio la nostra vita.

“Non solo a San Valentino, tutti noi usiamo e abusiamo della parola cuore quando vogliamo esprimere tutto il nostro impegno non solo fisico ed intellettivo ma anche affettivo e passionale in quello che facciamo: quante volte sentiamo l’iniziativa del cuore, la manifestazione del cuore, con il cuore in mano e chi più ne ha più ne metta?
Tutto ciò è estremamente apprezzabile e comprensibile dal momento che il cuore da sempre è considerato la sede degli affetti, delle emozioni, dell’amore; ma chi più di noi Cardiologi che ogni giorno curiamo la salute del cuore, può e deve far riferimento a questo organo stupendo in ricorrenze come quella di San Valentino per ricordare a tutta la popolazione non solo il nostro impegno quotidiano di Medici, ma anche quanto è stato fatto dalla Cardiologia nel migliorare la qualità e quantità degli anni di vita e quanto ancora c’è da fare in termini di prevenzione e di lotta alle patologie cardiovascolari, che ancor oggi sono al primo posto non solo in Italia ma nel mondo intero come causa di mortalità e morbilità?” commenta a tal proposito prof. Francesco Fedele, responsabile UOC Malattie Cardiovascolari, in una intervista a corriere.it.

Serata di beneficenza

Ed è proprio con le motivazioni che ha illustrato prof. Fedele che è stata organizzata, in occasione di San Valentino, una serata di beneficienza al Teatro Ghione, a Roma.
Serata di beneficienza che si pone l’obiettivo di raccogliere fondi per la prevenzione della morte cardiaca improvvisa nei giovani.
In Italia, ogni anno, più di 1000 giovani apparentemente sani, di età inferiore ai 35 anni, muoiono di morte cardiaca improvvisa (MCI). Sono eventi tragici, devastanti dal punto di vista familiare e sociale che, potenzialmente, si possono prevenire” ha dichiarato prof. Fedele.

Screening gratuiti nelle scuole

Grazie ad una intesa tra Università La Sapienza di Roma e Ministero dell’Istruzione, gli studenti delle scuole superiori del Lazio saranno sottoposti ad un esame cardiologico gratuito.
Un programma di prevenzione che è iniziato 10 anni fa e a cui hanno aderito le scuole superiori di 10 regioni italiane: “oltre 16000 ragazzi sono stati sottoposti ad elettrocardiogramma”.
La valutazione cardiologica dei ragazzi è completamente gratuita ed è destinata ai ragazzi delle scuole superiori, nella fascia di età tra i 16 e i 18 anni. La valutazione prevede l’esecuzione di un elettrocardiogramma, di un’ecografia cardiaca e di una RMC senza l’uso di mezzo di contrasto. Tutti gli esami sono non invasivi e innocui e saranno effettuati da un gruppo di cardiologi volontari.
Purtroppo non sono così rari i casi di morti cardiache improvvise tra i giovani (under 35) anche in quelli che si sottopongono a controlli di routine per la pratica sportiva non agonistica. La combinazione di questi 3 esami garantisce, invece, una maggiore affidabilità della diagnosi in quanto “le cause della MCI sono molto diverse”.

“Un serio e capillare programma di screening cardiovascolare nei giovani è auspicabile e può essere cruciale nel ridurre questi tragici eventi”.

Perché la Risonanza Magnetica Cardiaca (RMC)?

“La RMC è una delle più recenti metodiche di imaging cardiovascolare e il suo uso si sta diffondendo sempre di più sul territorio italiano. È una metodica che permette di studiare morfologia e funzione del cuore e dei vasi ed, inoltre, permette di identificare anomalie nella struttura del muscolo del cuore.
Inoltre la RMC è in grado di visualizzare l’origine delle coronarie senza l’uso di radiazioni ionizzanti e senza somministrazione di mezzo di contrasto.

Pertanto si è deciso di estendere il programma di prevenzione cardiovascolare nei giovani aggiungendo nella valutazione l’esecuzione della RMC, proprio con la finalità di valutare l’origine delle coronarie e grazie al suo profilo di sicurezza”.

Come funziona una Risonanza Magnetica Cardiaca

“L’acquisizione delle immagini per l’origine delle arterie coronarie con la RMC è di breve durata e prevede l’uso di sequenze 3D MRA (Magnetic Resonance Angiography) in respiro libero. Questo significa che i ragazzi dovranno stare sdraiati sul lettino della risonanza per pochi minuti, respirare tranquillamente e l’immagine verrà acquisita sincronizzata con il battito cardiaco. Al fine di limitare gli artefatti generati dai movimenti del torace durante la respirazione, queste sequenze sono dotate di sistemi di respiratory navigator in grado di correggere questi artefatti” conclude il professor Fedele.