Morire di influenza, si può?

Picco stagionale raggiunto secondo l'Istituto Superiore di Sanità con oltre 830mila casi registrati nell'ultima settimana. Ma, in alcuni casi gravi, le complicanze hanno portato al decesso

di Redazione

uomo con febbre e influenza

Nella quinta settimana del 2019 il numero di casi di sindrome influenzale rilevati da InfluNet è ancora in aumento e, con molta probabilità, la curva epidemica ha raggiunto il picco stagionale: si parla di 832mila casi per un totale, dall’inizio della sorveglianza, di circa 4.478.000 casi. In sostanza quasi 14 persone, ogni mille, la scorsa settimana erano allettate con l’influenza. L’aumento del numero di casi si concentra soprattutto nella fascia di età pediatrica e, se è vero che nessuna Regione italiana è stata risparmiata dal contagio, le Regioni del Centro e de Sud risultano le maggiormente colpite.

La rilevazione dei dati delle sindromi influenzali (InfluNet) è iniziata, come di consueto nella 42esima settimana del 2018 (lunedì 15 ottobre 2018) e terminerà nella 17esima settimana del 2019 (domenica 28 aprile 2019), salvo ulteriori comunicazioni legate alla situazione epidemiologica nazionale.

34 casi gravi nel Lazio

Dall’inizio della sorveglianza sono stati confermati 282 casi gravi di influenza (tra cui 52 decessi), riportati al sistema di sorveglianza, in soggetti ricoverati in terapia intensiva con diagnosi di:

  • Sari: Severe Acute Respiratory Infection - gravi infezioni respiratorie acute e/o
  • Ards: Acute respiratory distress syndrome - sindromi da distress respiratorio acuto.

Il Lazio è tra le quattro regioni italiane con il maggior numero di casi gravi (Lombardia 64 casi gravi, 9 decessi – Veneto 27 casi gravi,7 decessi – Emilia Romagna 26 casi gravi, 12 decessi – Lazio 34 casi gravi, 8 decessi).

Tuttavia è bene precisare che l’80% dei casi gravi e l’85% dei decessi di influenza confermata segnalati al sistema, presentavano almeno una patologia cronica preesistente (diabete, tumori, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie croniche, obesità, ecc.) e l'83% dei casi risultava non vaccinato. In generale l’età mediana dei casi gravi segnalati è di 61 anni, 6 su 10 sono uomini. Quattro casi gravi si sono verificati in donne in stato di gravidanza.

Vaccinarsi avrebbe potuto evitare alcuni casi gravi?

Dal punto di vista virologico la stagione è caratterizzata dalla predominante circolazione dei virus di tipo A (99,7%); di questi il 57% appartiene al sottotipo A(H1N1)pdm09, il 33% al sottotipo A(H3N2) e il rimanente 10% non è stato sottotipizzato. Solo 7 virus di tipo B sono stati isolati dalla laboratori della rete InfluNet. Finora la totalità dei virus influenzali geneticamente caratterizzati è risultata simile ai ceppi contenuti nel vaccino stagionale. Dunque la vaccinazione rimane il principale strumento di prevenzione dell’influenza.

Come proteggersi dall’influenza? Consigli pratici

Inoltre, per ridurre la trasmissione del virus dell’influenza, è importante mettere in atto anche misure di protezione personali (non farmacologiche) come per esempio:

  • lavaggio delle mani (in assenza di acqua, uso di gel alcolici)
  • buona igiene respiratoria (coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, trattare i fazzoletti e lavarsi le mani)
  • isolamento volontario a casa delle persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale
  • uso di mascherine da parte delle persone con sintomatologia influenzale quando si trovano in ambienti sanitari (ospedali).