Dall'allergia al Nichel all'obesità

Sovrappeso ed obesità non dipendono solo da alimentazione scorretta e vita sedentaria. Un recente studio su oltre 1000 pazienti ha dimostrato che l'allergia al Nichel giocherebbe un ruolo importante

di Regina Geloso

pomodori e fagiolini in una pentola

La crescente epidemia di obesità e le sue comorbilità rappresentano un notevole onere medico ed economico secondo le più recenti relazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Tuttavia lo sbilanciamento energetico (ovvero un’apporto calorico superiore al reale fabbisogno energetico del nostro organismo), di cui sono con-causa l’assunzione di cibo in quantità eccessiva o altamente calorico e lo stile di vita sedentario che conducono queste persone, non sembra spiegare questo fenomeno nella sua interezza. Pertanto, la ricerca si è concentrata sullo studio di possibili fattori aggiuntivi che potrebbero svolgere un ruolo nell'aumento di peso.

Per la prima volta i ricercatori del Department of Experimental Medicine, Università La Sapienza di Roma, hanno osservato un’associazione significativa tra allergia al nichel e obesità, in uno studio condotto su 1128 pazienti in sovrappeso e obesi, pubblicato sulla rivista Plos One con il titolo "Overweight and obese patients with nickel allergy have a worse metabolic profile compared to weight matched non-allergic individuals".

Se è vero, infatti, che l'allergia al nichel è piuttosto comune nella popolazione generale, i dati preliminari suggerivano fosse ancora più diffusa tra i pazienti in sovrappeso. Tanto è vero che la stessa Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha recentemente lanciato un allarme sui possibili effetti deleteri del nichel, assunto con la dieta, sul metabolismo energetico e sul rischio di comparsa di malattie per gli allergici. Recenti studi preclinici hanno inoltre dimostrato che il Nichel, oltre ad incidere sull’attività endocrina, può avere un ruolo nella regolazione dell'omeostasi del glucosio.

Nichel e allergia al Nichel

Il nichel è un metallo ubiquitario altamente allergenico presente:

  • nel terreno,
  • nell’acqua,
  • nei prodotti domestici e utensili,
  • nei cosmetici,
  • negli alimenti di origine vegetale.

Chi colpisce - La percentuale di allergici al nichel è tra l’8% e il 18%, soprattutto nei paesi sudeuropei come l’Italia (16%).

Come si manifesta - L’allergia può manifestarsi con:

  • Dermatite allergica da contatto (Allergic Contact Dermatitis - ACD), soli sintomi cutanei;
  • Sindrome da allergia sistemica al nichel (Systemic Ni Allergy Syndrome - SNAS ), combinazione di sintomi cutanei ed extracutanei (gastrointestinali, respiratori e neurologici).

“Il nichel – dichiara prof. Carla Lubrano, Dipartimento di Medicina Sperimentale, Sapienza Università di Roma al Corriere della Sera – è un metallo molto diffuso in natura, che spesso causa allergia sia per contatto, sia per assunzione attraverso alimenti e acqua. Il nostro studio conferma l’importanza di approfondire il ruolo del nichel nei confronti dell’obesità. In proposito abbiamo già avviato un’altra ricerca per verificre se la riduzione di questo metallo possa favorire la perdita di peso nei pazienti obesi con allergia al nichel che spesso, non riescono a dimagrire in modo soddisfacente con le tradizionali diete ipocaloriche”.

Il Nichel che mangiamo

“Il nichel assunto con la dieta si può accumulare in diversi tessuti dando luogo a effetti infiammatori, tossici o endocrini che dipendono dai livelli più o meno elevati presenti nell’organismo e, nel caso delle reazioni allergiche, dalla risposta individuale. La concentrazione di nichel nell’organismo però non deriva solo dalla quantità assunta, ma anche da fattori variabili da persona a persona, a cominciare dalla capacità di eliminare questo metallo attraverso i reni”.

Bisogna inoltre tenere presente che la quantità di Nichel contenuta negli alimenti dipende dal tipo ma anche da fattori ‘esterni’ quali l’uso di fertilizzanti sintetici e pesticidi che contengono questo elemento, e più in generale dalla contaminazione del suolo.

Lo studio clinico

L’analisi è stata effettuata sui pazienti di età compresa tra 18 e 65 anni che accedevano al Centro di Alta specializzazione della cura dell’Obesità CASCO dell’AOU Policlinico Umberto I. I soggetti in sovrappeso e obesi che presentavano almeno due segni o sintomi compatibili con la SNAS o l’ACD, come stress gastrointestinale (gonfiore intestinale, meteorismo, dolore addominale, eruttazione, dispepsia, diarrea, stitichezza), sintomi sistemici (fatica, mal di testa) e segni cutanei (grattamento, rash, orticaria), venivano candidati all’esame del patch test per il nichel. Dall’analisi dei dati il 59.7% della popolazione in sovrappeso/obesi aveva allergia al nichel.

“Lo scopo di questo studio è stato quello di valutare la presenza di allergia Ni e la sua associazione con il profilo metabolico ed endocrino in individui sovrappeso e obesi – dichiara il team di ricerca – Abbiamo verificato, per la prima volta, che l'allergia al Nichel è più frequente in presenza di eccesso di peso ed è associata a parametri metabolici peggiori e funzionalità compromessa dell'asse GH-IGF1 in soggetti umani: i pazienti allergici mostravano un peggioramento del metabolismo del glucosio con livelli più alti di insulina, una maggiore infiammazione riscontrabile dai livelli più alti di CRP (proteina C reattiva), un deterioramento della composizione corporea e un BMI (body mass index) più elevato, indice di condizione sovrappeso/obesità.