TALENT, facciamo Rete

La gestione clinica della patologie endocrine nell'età di transizione e nell'adolescenza: "in questa fase ancor più importante il dialogo ed il valore delle reti territoriali"

di Regina Geloso

Il passaggio dall’età pediatrica all’età adulta, che si identifica con il raggiungimento del pieno e completo sviluppo, si accompagna a cambiamenti sostanziali di tipo psicologico, comportamentale e di molte funzioni biologiche. Una fase della vita di una persona, appunto di transizione, già di per sé complessa e delicata ma che, implicando anche il passaggio dal pediatra al medico dell'adulto, può presentare problematiche aggiuntive nel caso di pazienti con malattie croniche.

Le malattie endocrino-metaboliche che esordiscono in età pediatrica e sono oggetto di transizione verso l’Endocrinologia dell’adulto, comportano infatti significative differenze gestionali in termini sia diagnostici sia terapeutici. Per questo uno specifico percorso diagnostico-terapeutico (PDTA) strutturato e condiviso tra il pediatra e il medico dell’adulto, una gestione clinica che valorizzi e si serva sempre del dialogo e delle reti territoriali, sono gli strumenti in grado di facilitare tale complesso processo di transizione.

Tematiche che sono state affrontate durante il primo focus meeting del gruppo TALENT - Transizione e Adolescenza, Gestione delle Patologie Endocrine dal titolo "L'importanza del dialogo e delle reti territoriali nella gestione clinica". Tale convegno rappresenta un up-to-date in tema di diagnosi, gestione e terapia di patologie ipofisarie, andrologiche e surrenaliche nell'età di transizione.

“TALENT (Transition and AdoLescence ENdocrine disease managemenT) è una iniziativa di altissima qualificazione – commenta Ferdinando Romano, Direttore Sanitario dell’AOU Policlinico Umberto I di Roma - Ha certamente un valore assistenziale ed ha anche un valore culturale, mettendo insieme molte discipline; ma l’aspetto più importante è il valore etico della rete. In questo momento la rete rappresenta per i pazienti un'opportunità di essere seguiti a 360° e non dover rincorrere la Sanità per ottenere una prestazione. Rete di eccellenza che, tra l'altro, lavora non solo in ambito Regionale, ma anche nazionale ed internazionale”.

Il convegno, temi e dibattito

L’evento ha coinvolto diversi ospiti nazionali e internazionali di grande livello scientifico che, durante i primi due giorni, hanno tenuto relazioni di estremo interesse sulle tematiche connesse. Il terzo giorno è stato dedicato ai gruppi di lavoro che si sono riuniti per discutere questioni emerse dalle letture e discussioni aperte nei due giorni precedenti. Ogni gruppo ha dovuto identificare un problema e, nei successivi 6 mesi, sotto la guida del coordinatore, ciascun gruppo si incontrerà a distanza (skype/call/email) per pianificare una strategia risolutiva e produrre un lavoro editoriale collaborativo (revisione sistematica, meta-analisi, dibattito, ecc.) sull'argomento selezionato.

“Le giornate organizzate dal Prof. Lenzi e dal Prof. Cappa pongono l’attenzione sul tema della presa in carico dei pazienti e sul fatto che questo percorso non possa prescindere dal lavoro di una rete di professionisti e professionalità, all'interno della quale si vuole risolvere un problema” dichiara prof.ssa Antonella Polimeni, preside della Facoltà di Medicina e Odontoiatria di Sapienza, Università di Roma. “Perché in generale – prosegue prof. Polimeni - non esistono discipline, ma problemi da risolvere”.

Il valore della Rete

La Rete delle conoscenze: la comunità scientifica

L’idea di ‘valore della Rete’ pervade non solo la filosofia con cui nasce TALENT, ma l’iniziativa stessa. Si pensi, infatti, all’incontro-confronto dei massimi esperti sul tema e alla formazione di gruppi di lavoro duraturi. “Ho fatto il cenno nel mio intervento alla rete tra le società scientifiche, che trovano il fulcro in un'iniziativa che le mette insieme e le sfida ad avere percorsi comuni, ad avere quindi linee guida comuni che sono la base sulla quale riuscire a mettere in piedi percorsi di cura comuniper i pazienti” ha dichiarato prof. Carlo della Rocca preside della Facoltà di Farmacia e Medicina Sapienza, Università di Roma.

Hub Policlinico, il nodo centrale della Rete

Il Policlinico ha la grande fortuna di essere un HUB, ovvero un centro di eccellenza. All'interno della cittadella del Policlinico esistono delle Reti, ma nel contempo il Policlinico è anche un ospedale della città metropolitana di Roma, del territorio di Roma. Quindi possiamo dire che il Policlinico Umberto I è una esemplificazione quasi perfetta di quella che dovrebbe essere l'archetipo di una vera rete: racchiude contemporaneamente sia i centri di eccellenza che lavorano ad altissimo profilo, sia le attività di un ospedale del territorio che è in grado di interagire, colloquiare con tutta la zona circostante ed, avendo le dimensioni che ha sia Roma che il Policlinico, anche tutto il territorio che circonda la città metropolitana nella regione Lazio e nelle regioni vicine” dichiara prof. Andrea Lenzi, Responsabile UOC Endocrinologia, Malattie del Metabolismo, Andrologia del Policlinico Umberto I.

Rete di talenti

“TALENT non è infatti solo l’acronimo di questo convegno, letteralmente significa talento – conclude prof.ssa Polimeni - Questo incontro è in questo senso anche una opportunità di trovare talenti tra i nostri giovani in formazione, tra i nostri giovani ricercatori, in tutto il personale in formazione che questa grande università e questo policlinico hanno al suo interno”.