Meningite fulminante: è allarme?

"Ogni anno con il freddo arriva un certo numero di casi fulminanti" dichiara prof. Vullo, che però invita tutti alla calma "in generale questi casi non presentano il rischio di contagio"

di Regina Geloso

ragazzo a letto con meningite o influenza

La notizia della morte per sepsi meningococcica fulminante di Federico è ormai tristemente nota. Il quasi sedicenne, studente all’ Istituto Alberghiero “Amerigo Vespucci” di Roma, aveva iniziato a manifestare i primi sintomi lunedì della scorsa settimana alle prime luci dell’alba. La febbre era molto alta, ma sembrava una influenza stagionale. L’allarme è scattato intorno all’ora di pranzo quando, alla febbre, si sono aggiunte macchie in tutto il corpo. Da lì la corsa in ospedale, il ricovero d'urgenza nella Terapia intensiva del reparto di Pediatria, fino alla morte avvenuta per arresto cardiaco poco prima delle 20.

Le analisi dell'Inmi Spallanzani hanno confermato che ad aggredire il quindicenne è stato un sierotipo del meningococco di tipo C. Il meningococco di tipo B ha, invece, stroncato la vita di un bimbo di 2 anni a Bologna nella notte tra venerdì 18 e sabato 19.

Purtroppo però “ogni anno con il freddo arriva un certo numero di casi fulminanti come questi – dichiara Prof. Vincenzo Vullo, infettivologo e responsabile del DAI di Medicina Interna e Malattie Infettive del Policlinico Umberto I, in una intervista a Il Tempo - Non si tratta mai di tantissimi casi, ma è sempre più o meno così, non si va mai sotto una certa casistica”.

Meningite

Tra gli agenti batterici che causano la meningite, il Neisseria meningitidis (meningococco) è il più temuto oltre allo Streptococcus pneumoniae (pneumococco) e all'Haemophilus influenzae. Del meningococco esistono diversi sierogruppi: A, B, C, Y, W135, X: il più aggressivo è il meningococco di sierogruppo C, che insieme al B è il più frequente in Italia e in Europa.

Si può parlare di epidemia?

Secondo gli esperti non è corretto parlare di epidemia.

In merito al caso di Roma, “è una vicenda che ci addolora profondamente e siamo vicini ai famigliari e amici. La situazione è sotto controllo e non vi è alcun allarme meningite ed è stata eseguita la profilassi secondo le linee guida e i protocolli clinici” dichiara in una nota l’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato.

Inviterei tutti alla calma, in generale questi tipi di casi non presentano il rischio di eventi secondari o di contagio. Quindi basterà attenersi ai protocolli clinici previsti e alla normale profilassi con le indicazioni antibiotiche da seguire” aggiunge l’infettivologo dell’Umberto I.

Si muore di meningite? Si verificano molti casi in un anno?

La letalità della meningite, considerando tutti i ceppi di meningococco che danno la meningite, non supera il 10%. Aumenta al 23% nel caso in cui il ceppo di meningococco sia il C. Ma per dare un’idea della dimensione del fenomeno, si pensi che nel quadriennio 2013-2016 si sono verificati 629 decessi (a fronte delle 6786 diagnosi di meningite); dato 5 volte inferiore al numero di decessi provocato dagli incidenti stradali nel solo 2015, in numero di 3419 (fonte dati: Ministero della Salute).

“Non si intende certamente minimizzare la gravità, spesso, della patologia, ma semplicemente riportare la questione entro i parametri della documentazione oggettiva” si legge nel comunicato del Ministero della Salute.

Come curare la meningite

Il trattamento deve essere tempestivo. L’identificazione dell’agente che causa la malattia è importante, sia per orientare la terapia antibiotica del paziente sia per definire la necessità della profilassi dei contatti.

La meningite batterica viene trattata con antibiotici; la cura è più efficace se il ceppo responsabile dell'infezione viene caratterizzato e identificato. “La somministrazione immediata dell’antibiotico aiuta a bloccare, però quel che resta fondamentale è la vaccinazione” specifica prof. Vullo.

Nel caso di meningiti virali, la terapia antibiotica non è appropriata, ma la malattia è meno grave e i sintomi si risolvono di solito nel corso di una settimana, senza necessità di alcuna terapia specifica, ma solo di supporto.

La vaccinazione è fondamentale

“A mio parere la vaccinazione è sempre fondamentale. Ha aiutato a debellare il vaiolo in tutto il mondo. Ha tolto l’incubo, almeno nella parte più sviluppata del pianeta, della poliomelite. Faccio parte di una generazione cresciuta con quella paura: da piccolo mi svegliavo tormentato dall’incubo di essere stato colpito da qualche paralisi. E in effetti poi qualche coetaneo colpito dalla polio l’ho visto allora. Oggi, dunque, mi sembra assurdo che ci possano essere bambini, adolescenti, privi di copertura vaccinale anti-poliomelite, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella” spiega prof. Vullo.

La vaccinazione contro il meningococco C è gratuita e prevede una sola dose a 13 mesi. Per il resto l’offerta vaccinale varia da Regione a Regione. La vaccinazione contro il meningococco C, o meglio il vaccino tetravalente, è certamente consigliabile per gli adolescenti. Per chi è stato vaccinato da bambino al momento non è previsto alcun richiamo, anche se è comunque consigliabile effettuarlo.

La vaccinazione contro il meningococco B prevede diversi dosaggi a seconda dell’età in cui si inizia a vaccinare, anche se il vaccino è indicato soprattutto al di sotto di un anno di età.

Per quanto riguarda i vaccini contro gli altri agenti batterici della meningite, la vaccinazione contro Haemophilus Influenzae B (emofilo tipo B) è solitamente effettuata, gratuitamente, insieme a quella antitetanica, antidifterica, antipertosse, antipolio e anti epatite B, al 3°, 5° e 11° mese di vita del bambino, come da calendario vaccinale italiano. Non sono necessari ulteriori richiami. La vaccinazione contro Streptococcus pneumoniae (pneumococco) è offerta gratuitamente e va somministrata in 3 dosi, al 3°, 5° e 11° mese di vita del bambino (come riportato sul portale dell’Istituto Superiore di Sanità).

“Voglio rivolgere un ringraziamento ai genitori di Federico che, in questo momento di estremo dolore, hanno voluto lanciare un appello sull’importanza della vaccinazione. Si tratta di un grande gesto di civiltà” conclude l’assessore D’Amato.