La salute del cuore in una istantanea

L'imaging cardiaco - tomografia computerizzata e risonanza magnetica - è sempre più importante per stratificare il rischio cardiovascolare, fare diagnosi ed evitare le morti cardiache improvvise

di Regina Geloso

Il progresso tecnologico con scanner sempre più performanti da una parte ed il progressivo maggior ricorso all’imaging da parte dei clinici anche d'urgenza, rappresentano uno step importante per il miglioramento nella gestione diagnostica e terapeutica del paziente ed, al tempo stesso, una sfida per lo specialista radiologo di oggi.

Il ruolo dell’imaging, ampiamente codificato e consolidato - sia nell’ottica diagnostica che terapeutica - in condizioni quali Embolia Polmonare, Sindromi Aortiche Acute, Insufficienza respiratoria acuta, Traumi toracici, è oggi riconosciuto a livello internazionale anche in altri campi considerati fino a pochi anni fa come non di pertinenza radiologica, ad esempio nei casi di Dolore Toracico Acuto.

“Le moderne tecniche di imaging cardiaco, tc e risonanza magnetica cardiaca - dichiara il Dott. Nicola Galea, medico radiologo dell’AOU Policlinico Umberto I, ricercatore sull’imaging cardiovascolare, Dipartimento di Medicina Sperimentale Sapienza, Unviersità di Roma - ormai si sono consolidate come metodiche cruciali per:

  • stratificare il rischio cardiovascolare, in particolare mi riferisco alla tc
  • valutare le patologie del tessuto miocardico (come le cardiomiopatie), le patologie strutturali o quelle acquisite (come la miocardite) dove finora gli strumenti diagnostici non erano sempre sufficienti a porre diagnosi e talvolta era necessario ricorrere alla biopsia” .

 

“In questo ambito – prosegue il ricercatore - il Policlinico aderisce ad uno studio multicentrico promosso dal Ministero della Salute. Inoltre l’Azienda è Centro di riferimento per le malattie rare, patologie per le quali la risonanza magnetica sta emergendo come metodica di riferimento per la valutazione non invasiva di questi pazienti che spesso avevano necessità di ricorrere alla biopsia per studiare le modificazioni del tessuto miocardico”.

Risonanza Magnetica Cardiaca

La Risonanza Magnetica Cardiaca è una delle più recenti metodiche di imaging cardiovascolare e il suo uso si sta diffondendo sempre di più sul territorio italiano sia per l’attendibilità dell’esame nel delineare un quadro clinico, sia perché si tratta di una metodica non invasiva e del tutto indolore che sfrutta campi magnetici e onde di radiofrequenza per produrre immagini tridimensionali del cuore e dei grossi vasi.

Si tratta di un esame non invasivo e a bassissimo rischio – spiega a tal proposito il Dott. Galea - che valuta insieme

  • struttura miocardica
  • funzione miocardica, ovvero quanto è compromessa dalla patologia in atto
  • il tessuto, nei casi ad esempio in cui si sia determinata la presenza di edema, di una necrosi tissutale o di fibrosi, quindi modificazione cicatriziale del tessuto in seguito al danno”.

Per l’esecuzione ed interpretazione dell’esame, che dura mediamente 45 minuti e che può essere effettuato con e senza mezzo di contrasto, è necessaria la presenza di un tecnico radiologo, un medico radiologo  e un cardiologo, con competenze specifiche.

“La risonanza magnetica ha inoltre un ruolo sempre più emergente nella valutazione del paziente a rischio di morte cardiaca improvvisa, quindi giovani e popolazioni pediatriche in cui si evidenzi la necessità di escludere anomalie del cuore e patologie potenzialmente mortali come la displasia aritmogena del ventricolo destro o altre patologie che potrebbero esordire direttamente con morte improvvisa”.

Tomografia Computerizzata per lo studio delle coronarie

Nello screening della patologia aterosclerotica intercorrono degli esami quali l’elettrocardiogramma, il test da sforzo o la scintigrafia da stress. Talvolta questi esami non sono dirimenti nell’escludere che il paziente abbia in corso una patologia coronarica.

“La tc, fotografando lo stato delle coronarie, è in grado di valutare se vi sia un interessamento aterosclerotico delle coronarie, risultando decisiva nella stratificazione del rischio cardiovascolare”. L’aterosclerosi si evidenzia, infatti, con un infiammazione e irrigidimento (perdita di elasticità) delle arterie, conseguenza della “presenza di placche che possono potenzialmente evolvere in una sindrome coronarica acuta e quindi in un infarto”.

Questa metodica diagnostica implica l’esposizione a radiazioni ionizzanti, seppure negli ultimi anni la tecnologia ha permesso di ridurre la quantità di radiazioni usate per eseguire l’esame.

Un’arma in più per la prevenzione

In ultima analisi, per evitare l’insorgere di malattie cardiache, in primis è necessario azzerare quanto più possibile o per lo meno ridurre i fattori di rischio, migliorando il proprio stile di vita ed evitando cattive abitudini quali fumo, alimentazione squilibrata e vita sedentaria.

Arma in più per monitorare la salute del cuore e stratificare il rischio, dunque prevenire le malattie di cuore e vasi sanguigni, sono TC e RMN, che oggi rivestono una posizione di avanguardia rispetto alle tradizionali tecniche diagnostiche.