'Un TOT per respiro' contro la fame d'aria

Il management di Asma e BPCO tra medicina interna e medicina generale per migliorare la vita dei pazienti, anche riducendo i ricoveri inappropriati

di Roberta Manfredini

I primi risultati del progetto ‘Un T.O.T. per respiro’, avviato nell’aprile del 2018 dal Policlinico con la medicina del territorio e che prevede l’integrazione Territorio-Ospedale-Territorio (T.O.T. ne è l’acronimo) tra gli specialisti dell’Umberto I di Roma e i medici di medicina generale della ASL RMA, dimostrano che la strada intrapresa è vincente per due motivi fondamentali:

  1. migliora la gestione dei pazienti con asma e Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO)
  2. riduce gli accessi al pronto soccorso per un'ostruzione grave delle vie aeree, per la cosiddetta ‘fame d’aria’.

Fame d’aria: cos’è e come combatterla

In Italia sono circa 6 milioni i malati di fame d’aria e, fra questi, i soggetti con BPCO rappresentano un numero importante, circa 3,5 milioni (ma secondo gli esperti sono ancora fortemente sottostimati), solitamente con un’età compresa fra i 45 e i 77 anni (5,6%) e, in particolare, la BPCO è responsabile di circa il 55% delle morti per malattie respiratorie.

Migliorare la qualità di vita dei pazienti, la gestione del percorso di cura e razionalizzare le risorse rappresentano le priorità della presa in carico e cura dei pazienti con asma e BPCO sia dell’Umberto I di Roma, dove ogni anno vengono seguiti circa 4.000 pazienti, sia della ASL RMA.

I primi risultati del progetto sono stati presentati dalle Referenti, la Dott.ssa Paola Andreozzi per l’Umberto I e la Dott.ssa Carla Bruschelli per il territorio, in occasione dell’evento formativo dello scorso ottobre, ‘UN T.O.T. PER RESPIRO. Management di Asma e BPCO tra Medicina Interna e Medicina Generale’, presso la Sala Verdi dell’hotel Quirinale a Roma, organizzato dalla Sezione Lazio - Molise della SIMI, presieduta dal Prof. Maurizio Muscaritoli, Direttore del Dipartimento di Medicina Clinica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico Umberto I di Roma.

La collaborazione TOT che funziona

Il management condiviso e l’attivazione dei percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali (PDTA) tra il Centro di Medicina Predittiva e Fisiopatologia Respiratoria dell’Umberto I, annesso alla UOC di Medicina Interna e Disfunzioni Respiratorie diretta dal Prof. Paolo Palange e i medici di medicina generale, prevedeva la presa in carico in un anno di 150 pazienti con BPCO e 100 con asma.

La medicina predittiva è attiva dal 2010 e ogni anno presso il Centro di cui è responsabile la Dott.ssa Paola Andreozzi, internista e Vice Presidente della SIMI, sezione Lazio-Molise:

  • vengono eseguite circa 1.500 visite, di cui circa 150 provenienti dal percorso FAST TRACK, in accordo con il nostro DEA;
  • dal 2015 sono più di 2.000 le spirometrie effettuate, di cui circa 1.100 per i ricoverati;
  • per l’attività di Day Service vengono attivati circa 300 pacchetti ambulatoriali complessi (PAC).

“Ad oggi, sono circa 150 i pazienti seguiti con il progetto TOT, ai quali viene attivato il PAC, con follow-up a 6 e a 12 mesi”.

Il Progetto Un T.O.T. per respiro è in linea con le Linee d’Indirizzo per la gestione dei pazienti con patologie croniche (diabete, BPCO, scompenso cardiaco, con terapia anticoagulante orale) della Regione Lazio che, già nel 2015, evidenziò la necessità di "contenere la spesa sanitaria senza tagliare i servizi, anzi offrendone anche di più".

Per l’occasione il Governatore Nicola Zingaretti dichiarò che "…con l’approvazione delle linee d’indirizzo per trattare i pazienti cronici si indica un percorso di cure significativamente validato e concordato con i medici di medicina generale che assumono così un ruolo centrale nella gestione dei pazienti: si faranno garanti del percorso e della medicina d’iniziativa e dei collegamenti con gli ospedali, riducendo sprechi e sovrapposizioni e, quel che è più importante, disagi per i cittadini…".

Primo passo: riconoscere i sintomi per una diagnosi precoce

Non di rado proprio la riacutizzazione, se non l’ospedalizzazione, coincide con il momento diagnostico, spesso tardivo” spiega la Dott.ssa Andreozzi.

“La sottodiagnosi e l’under-treatment – prosegue l’esperta - contrastano fortemente con le nozioni acquisite negli ultimi anni riguardo alla possibilità delle terapie farmacologiche stabili, oggi disponibili, di interferire con la progressione della malattia in termini di funzione ma anche di qualità di vita e nella riduzione dell’incidenza di riacutizzazioni”.

Secondo passo: inserimento in un percorso terapeutico-assistenziale adeguato

Dunque, un ipotetico secondo passo, è quello di stabilizzare la malattia respiratoria per evitare ricoveri inappropriati, promuovendo anche incontri di counseling con il paziente e la famiglia.

“Da un’attenta analisi dei costi in tale ambito emerge un forte sbilanciamento nella gestione della BPCO in Italia verso la fase di acuzie, intra-ospedaliera, piuttosto che verso azioni preventive e curative della fase stabile della malattia.

Studi prospettici dimostrano la possibilità di incidere in maniera significativa sul costo globale della malattia con una terapia appropriata e continuativa, farmacologica e non”.

A chi rivolgersi

Si tratta di pazienti complessi, con molte co-morbidità, che vanno trattati con approccio globale dal medico internista. "Attualmente, l’emergenza all’interno del sistema sanitario riguarda soprattutto l’affrontare le problematiche della complessità della multi-morbilità e, quindi, il paziente malato cronico affetto da più malattie e che deve essere sottoposto a indagini diagnostiche complesse e anche a poli-terapie.

Il ruolo del medico di Medicina Generale in tutto questo appare fondamentale perché similmente a quanto lo specialista in medicina interna effettua all’interno delle strutture ospedaliere, affronta le tematiche nella loro interezza, studiando soprattutto la persona, e quindi con un migliore approccio alla morbidità" ha sottolineato la Dott.ssa Bruschelli, internista e medico di medicina generale, ricercatrice, docente e Consigliere della SIMI Lazio-Molise.