Mangiare bene allunga la vita

Alimentazione e nutrizione sono strumenti per mantenere e ritrovare la salute, ma in Italia 1 paziente su 2 in ospedale è a rischio malnutrizione. Ecco come la nutrizione clinica può cambiare le cose

di Redazione

uomo anziano malato che mangia

Dimmi quel che mangi e ti dirò chi sei sostiene il famosissimo detto di Anthelme Brillat-Savarin; ed effettivamente ciò che mangiamo o non mangiamo influisce in modo sostanziale sul nostro stato di salute. Alimentazione sana, dieta equilibrata, fabbisogno calorico: tutti noi almeno una volta ne abbiamo discusso almeno con un amico e, soprattutto dopo gli stravizi delle Feste o in prossimità della famigerata prova costume, avremo letto o sentito parlare di qualche "dieta miracolosa".

Le persone, inoltre, spesso credono che mangiando un certo alimento o un altro sia possibile evitare di ammalarsi, ma sembra che nel momento in cui l’evento malattia irrompe nella vita delle persone, non ci siano più soggetti disposti a occuparsene, se non nelle corsie degli ospedali o nelle aule delle università. La nutrizione di chi è malato è, invece, un elemento fondamentale nel processo di guarigione.

“Se consideriamo che praticamente ognuno si ammala nel corso della vita, ecco come la nutrizione clinica diventa estremamente importante e ancora di più se con una patologia si deve convivere” dichiara il Professor Maurizio Muscaritoli, direttore della UOC  Medicina Interna e Nutrizione Clinica AOU Policlinico Umberto I e Presidente SINuC  (Società Italiana di Nutrizione Clinica e Metabolismo).

Il trattamento nutrizionale è riconosciuto come un aspetto fondamentale della gestione globale del paziente. Alcuni passi verso l’effettiva presa di coscienza da parte della classe politica e delle istituzioni sono stati fatti attraverso l’approvazione, già un anno fa, in Conferenza Stato Regioni delle Linee di indirizzo sui percorsi nutrizionali nei pazienti oncologici.

“Nate per fornire indicazioni agli operatori sanitari sulle modalità di riduzione delle complicanze mediche conseguenti alla malnutrizione e per facilitare il recupero dello stato nutrizionale e della salute fisica, le linee guida rischiano di rimanere largamente inapplicate – afferma il professore  – se le autorità preposte non vigileranno sulla loro applicazione con l’obiettivo di operare azioni correttive e allineare il trattamento nutrizionale, oggi scarsamente praticato, a quello indicato. Esiste, inoltre, l’urgente necessità di implementare percorsi assistenziali di Nutrizione Clinica per tutte le malattie riconosciute a forte impatto nutrizionale”.

NUTRENDO, il primo forum nazionale sulla Nutrizione Clinica

Ed è proprio la Nutrizione Clinica il focus di "NUTRENDO® - Definire il presente per disegnare il futuro", forum promosso dalla Società Italiana di Nutrizione Clinica che si è tenuto la settimana prima di Natale: "un’occasione per mettere al tavolo pazienti, esperti, clinici, politici, media, insomma tutti i protagonisti del settore di quella che dovremmo chiamare anche ‘medicina nutrizionale'" ha specificato Prof. Muscaritoli.

Il 50% dei pazienti in ospedale è a rischio malnutrizione o già malnutrito” è l’allarme lanciato nel corso di NUTRENDO dagli esperti sulla condizione in cui versa una percentuale crescente di popolazione fragile del nostro Paese. La conseguenza è un recupero più difficile e un aumento dei costi sanitari. Ma la perdita involontaria del peso e di massa muscolare, pur se spesso collegate alla malattia, non sono inevitabili.

"Riconoscere e trattare questa condizione riduce i costi sanitari - spiega Alessio Molfino, professore associato di medicina Interna alla Sapienza. Ma gli interventi vanno svolti da specialisti in materia, e secondo un preciso iter: screening, diagnosi, intervento e follow-up".

I numeri della malnutrizione

In Europa, si stimano 33 milioni di adulti a rischio di malnutrizione (700mila solo in Italia). Problema che, contrariamente alla credenza comune, non è limitato ai grandi anziani e ai malati oncologici. “Studi infatti hanno dimostrato che 1 paziente oncologico su 5 perde la vita per le conseguenze di un insufficiente o inadeguato apporto di nutrienti. Mentre secondo i dati del Ministero della Salute è malnutrito il 20% dei residenti nelle RSA, il 40% dei soggetti ospedalizzati e il 70% dei ricoverati in reparti di lungodegenza” sottolinea Prof. Muscaritoli.

In una ricerca pubblicata sul Journal of Geriatric Oncology, inoltre, su 143 pazienti con più di 70 anni, la malnutrizione era associata a un rischio di mortalità 2,6 volte più elevato.

In questo quadro, la supplementazione calorico-proteica con Alimenti a Fini Medici Speciali ha evidenziato, in pazienti con diversi tipi di tumore e trattati in diversi stadi di malattia, un miglioramento non solo del peso e dell’assunzione globale di proteine e calorie, ma anche dello stato clinico del paziente, della sua qualità di vita e della sua tolleranza all’esecuzione di cicli multipli di chemio e/o radioterapia.

Nutrizione clinica

La nutrizione clinica si occupa dei problemi nutrizionali e metabolici di quelle persone che, a causa di una patologia di base, sviluppano dei problemi nutrizionali. La nutrizione clinica serve, dunque, a prevenire la 'malnutrizione da malattia', che può causare perdita di peso o di massa muscolare. Condizioni che, a loro volta, hanno un impatto negativo sia sulla qualità della vita che sulla risposta alle terapie” specifica il presidente SINuC.

L’applicazione della nutrizione clinica, oltre ad essere un intervento sanitario salvavita produce tra l’altro un consistente risparmio per il sistema sanitario nazionale. “Studi di farmaco-economia – dichiara, infatti, l’esperto - hanno stabilito che riconoscere e trattare in maniera adeguata la malnutrizione riduce i costi sanitari. I conti sono presto fatti: in chirurgia oncologica, anche utilizzando le formule più costose con immunonutrienti, si ottiene un risparmio di 1.250 euro a paziente, grazie alla riduzione delle complicanze e dei tempi di degenza. Ed esiste un’indicazione precisa al trattamento nutrizionale in neurologia nel 65% dei casi e in oncologia in almeno il 20%”.

Nutrizione Clinica: la situazione oggi e i progetti per il futuro

I Percorsi Assistenziali di Nutrizione Clinica, a fronte della dimostrata costo-efficacia, sono ancora scarsamente implementati in Italia e sono poco presenti o addirittura assenti all’interno della maggior parte dei PDTA per malattie croniche, anche per quelle a riconosciuto forte impatto nutrizionale. All’opposto, la richiesta di specifiche competenze medico-scientifiche di interventi diagnostico-assistenziali nel campo della Nutrizione Clinica sono in crescente aumento da parte delle altre specialità mediche e dei pazienti.

"La perdita di peso - precisa Maurizio Muscaritoli, presidente SINuC - andrebbe presa sempre in considerazione nel momento in cui un paziente arriva in ospedale, ma questo non accade quasi mai. Per questo al Forum NUTRENDO si è discussa anche la necessità di inserire l'insegnamento della nutrizione clinica nel percorso formativo universitario dei medici e di altre professioni sanitarie".

L’evento si è concluso con l’elaborazione de “I fogli di Roma” sulla base delle esperienze e dei punti di vista di tutti i partecipanti, documento nato con l’intento di fornire una corretta informazione sul ruolo e le potenzialità della Nutrizione Clinica. “Perché – ha concluso il professore – come dice lo slogan del nostro Forum vogliamo definire il presente della nutrizione cinica italiana e disegnarne il futuro”.