Contro il tumore, il Policlinico schiera in campo le "Unit"

Ogni giorno in Italia si diagnosticano più di 1.000 nuovi casi di cancro. Ma negli anni le percentuali di guarigione sono migliorate e le "Unit" multidisciplinari sono un fattore fondamentale

di Roberta Manfredini

team medici professionisti

Si stima che nel 2018 in Italia siano state circa 373mila le nuove diagnosi di tumore, che si aggiungono al numero già elevato di persone che convivono con questa patologia. Ad esserne colpiti sono maggiormente gli uomini (circa il 52%). Ad affermarlo è il report “I numeri del cancro in Italia 2018” nato dalla collaborazione tra AIOM (Associazione italiana di oncologia medica), AIRTUM (Associazione italiana registri tumori), Fondazione AIOM e PASSI (Progressi nelle aziende sanitarie per la salute in Italia).

Dati che, escludendo i tumori della pelle per i quali esiste una classificazione a parte, ci restituiscono due notizie che ci fanno sperare per il futuro:

  1. pur tenendo conto dell’invecchiamento della popolazione, l’incidenza dei tumori nel periodo 2003-2018 è lievemente in calo
  2. negli ultimi anni sono complessivamente migliorate le percentuali di guarigione: il 63 per cento delle donne e il 54 per cento degli uomini è vivo a cinque anni dalla diagnosi. Fatto che può essere attribuito sia ad una maggiore adesione alle campagne di screening, che consentono di individuare la malattia in uno stadio iniziale, sia alla maggiore efficacia delle terapie, conseguenza del progresso della medicina e della messa a punto di percorsi diagnostico-terapeutici che coinvolgono un team multidisciplinare, sempre più orientati alla presa in carico globale del paziente.

“Mettere insieme le varie discipline (ndr. nelle Unit) – dichiara a tal proposito dott. Vincenzo Panella, Direttore Generale del Policlinico Umberto I di Roma - ottimizza non solo il percorso per i pazienti ma anche l’uso delle risorse”.

Unit, la chiave di un nuovo modo di assistenza al paziente

Il ricorso ad una modalità organizzativa di tipo UNIT, con nuovi parametri di efficienza ed efficacia per il SSN rientra nel Programma Nazionale Esiti ed è importante e inevitabile.

“Il Regolamento del famoso Decreto Ministeriale 70 del 2015 - ha sottolineato il DG Panella – introduce una questione che non è per niente secondaria, cioè che le strutture, le Unità Operative, per poter essere accreditate, devono rispondere a determinati parametri, in primis garantire le soglie di volume e di esito stabilite. Per tenere alto il trade off tra volumi ed esiti, bisogna che ciascuna Unità Operativa assicuri un numero minimo di prestazioni".

"Questo è solo un primo passo – prosegue Panella - perché il Programma Nazionale Esiti, cioè quella iniziativa del Ministero della Salute che intende misurare le performance del SSN, non solo attraverso gli indicatori economici ma anche attraverso gli indicatori di salute, appunto gli esiti di salute, sposterà progressivamente questo approccio alla relazione tra volume della casistica e qualità degli esiti dalle Unità Operative ai singoli professionisti”.

Il Programma nazionale esiti è uno strumento di misurazione, analisi, valutazione e monitoraggio delle performance clinico-assistenziali delle strutture sanitarie a disposizione delle Regioni, delle aziende e dei professionisti per il miglioramento continuo del nostro SSN.

“Quest’approccio di concentrare, non solo la casistica ma anche la logistica dell’attività, è una cosa che stiamo valutando e che vogliamo migliorare. Qui al Policinico abbiamo intrapreso questo percorso da tempo; abbiamo già fatto abbastanza strada, ma non ci si deve mai fermare e dobbiamo migliorare nel programma di ristrutturazione dell’Umberto I. Forse dovremmo anche occuparci di dare alle Unit non solo una Unità di approccio al tema ma anche una Unità fisica, cioè mettere insieme, negli stessi contenitori, i professionisti che fanno le stesse cose e questo per migliorare ancora una volta l’uso delle risorse. Cosa che in piccolo abbiamo già fatto attraverso l’accorpamento del Servizio, per esempio, di endoscopia digestiva, dislocato prima in quattro luoghi diversi e che creava non pochi problemi organizzativi, invece ora l’attività è concentrata in un unico luogo, in III Clinica Chirurgica”.

Persone e professionisti motore delle Unit

Il Direttore Generale dell’Umberto I di Roma, Vincenzo Panella, sottolinea l’importanza del contributo dei clinici per migliorare il management e l’organizzazione.

“La logica delle Unit ha dimostrato rapidamente di dare il risultato migliore. Ma se in questo nostro lavoro non ci fosse il contributo della ricerca e quello dei clinici che ci supportano nel decidere cosa sia meglio fare e come sia più opportuno organizzarsi affinché gli esiti siano più efficaci e si vada insieme nella giusta direzione, il nostro lavoro riuscirebbe solo a metà.

Ed è per questo che vengono promossi incontri tra vertici e clinici che, con le parole del DG “sono occasioni nei quali l’amministratore impara dai clinici come fare per organizzare meglio, per creare al meglio le condizioni operative perché il lavoro di tutti, la professione clinica si esplichi ai livelli massimi possibili, non solo di qualità ma anche di efficienza”.

Il ruolo della ricerca nella lotta al tumore

Nel campo della ricerca, la Sapienza ha stretto un accordo con l’MD Anderson Cancer Center di Houston (Texas, USA), uno dei Centri internazionali all’avanguardia per lo studio sui tumori.

“Sia a livello universitario che aziendale c’è un impegno forte per l’oncologia - ha dichiarato il Rettore della Sapienza, Prof. Eugenio Gaudio – Ci sono investimenti importanti per quanto riguarda l’aggiornamento del parco tecnologico. Quello che conta molto, comunque, è l’appropriatezza di quello che facciamo che si ottiene solo con la cultura e la competenza. Possiamo avere la migliore organizzazione, avere i migliori macchinari ma, se non c’è la competenza da parte del clinico, del chirurgo, del fisioterapista, dell’oncologo, del farmacologo, e di tutta l’equipe multidisciplinare che oggi la patologia neoplastica coinvolge, non possiamo andare avanti. Il nostro compito è quello di essere continuamente aggiornati su tutte le novità e di avere la capacità critica di valutare tutte le novità che vengono proposte: è una sfida importante! Dobbiamo valutare tante cose prima di sostituire con il nuovo quello che è dimostrato essere valido, ci vogliono una capacità critica e metodologie corrette”.

Al Policlinico 3 Unit contro i tumori

All’Umberto I di Roma, sono attive:

la ‘Breast Unit’ che nel prossimo futuro dovrebbe essere potenziata,

di recente è stata attiva la ‘Lung Unit’ per la diagnosi e il trattamento del tumore polmonare e delle patologie oncologiche del torace

a breve, verrà inaugurata anche la ‘Colon Cancer Unit’, per i tumori del grosso intestino.