NOCS al Policlinico. Babbo Natale arriva dal cielo

Vestito rosso sgargiante, sacco di iuta e barba bianca. Così i militari, imbragati a decine di metri di altezza, salutavano i presenti abbandonando per un giorno il motto "silenziosi come la notte"

di Redazione

Niente slitta, renne e camino quest'oggi per Babbo Natale che è letteralmente arrivato dal cielo, calandosi con funi e attrezzature speciali direttamente dall'altissima ciminiera del Policlinico Umberto I e dai tetti degli edifici dell'ospedale per una iniziativa di solidarietà. Destinazione Clinica Pediatrica dove una decina di Babbi Natale ha poi consegnato doni a tutti i bambini e le bambine presenti.

Ad indossarne le vesti con tanto di barba e baffi bianchi e cappello, sono stati i militari del Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza (NOCS) della Polizia di Stato che, al posto delle consuete pesanti attrezzature, portavano sulle spalle il grande sacco di Santa Claus colmo di giochi.

Una giornata tersa e limpida ha fatto da perfetta cornice alla giornata rendendo ancora più spettacolare il movimento dei “puntini rossi”, come li vedevamo noi da terra, immerso nel turchese acceso del cielo di dicembre.

“Babbo Natale che scende dalla ciminiera o che si cala dai tetti non si era mai visto, un evento eccezionale che spero si rivedrà” dichiara a commento della giornata il direttore generale dell'AOU Policlinico Umberto I Vincenzo Panella.

“È stata una iniziativa molto bella – prosegue il dg – e i bambini la hanno gradita molto. Fa parte di quella tradizione che dura ormai da qualche anno per la quale le Forze dell'Ordine, durante le feste di Natale, sono presenti con una iniziativa qui al Policlinico”.

“Per noi è stato un piacere ed un privilegio poter essere qui e regalare un attimo di felicità e serenità ai bambini e alle loro famiglie. Noi ci siamo divertiti e spero che anche i bambini si siano divertiti” racconta un Babbo Natale NOCS.

Natale al Policlinico

Periodo di Natale che, se vissuto in ospedale, può diventare particolarmente triste per chi è costretto in un reparto. “Noi proviamo a farci stare il minor numero di persone possibili, ma ci sono terapie che devono essere continuate e gestite necessariamente in ospedale ed alcuni, quindi, trascorreranno i giorni di Festa non nelle loro famiglie ma qui con noi” commenta il dg.

Soprattutto pensando a queste persone sono dedicate queste iniziative che, prosegue Panella “cercano di vivacizzare la vita complicata dei ricoverati della clinica pediatrica e dei genitori che fanno loro compagnia; momenti di distrazione che speriamo riportino alla quotidianità che si vivrebbe a casa propria. È un modo anche questo di curare, proprio nel senso di prendersi cura delle persone che sono qui e dei bambini in particolare”.

I Babbi Natale oggi ne hanno incontrati alcune decine, alcuni ricoverati, altri solo di passaggio.

Chiedo ad una bimba se le sono piaciuti i tanti Babbo Natale arrivati giù dai tetti. Lei, avvolta in un pigiama lilla, timidamente abbassa lo sguardo dondolandosi sulle sue soffici pantofole che le fanno i piedoni. Poi mi guarda con un sorriso di quelli che rischiarano le giornate “tantissimo, erano super!”. “Lo sai che sono scesi dal tetto con le corde e mi hanno salutata?” sopravanza la sua compagna di stanza, nemmeno 10 anni e una energia da vendere.

E poi, per un attimo, ritorni a quello che ogni giorno questi bambini e bambine devono affrontare nei loro letti di ospedale. Negli occhi dei parenti presenti vedi i segni di lunghe battaglie e la gioia di quelle ore di spensieratezza.

Continuando a camminare per il corridoio del reparto, un Babbo Natale si ferma a chiacchierare con un bimbetto stupito che agita il regalo incartato avvicinandolo all’orecchio, come a volerne scoprire magicamente il contenuto. Discutono di calcio, di squadra del cuore e di “anche io voglio scendere come te con la corda”, si sorridono, e Babbo Natale lo saluta assicurandogli che sicuramente quando è più grande ci riuscirà.

Con l'occasione il direttore generale Panella rinnova i propri auguri di Buon Natale. “Auguri a tutti i pazienti e alle loro famiglie, agli operatori e ai professionisti del Policlinico ed ancora un grazie particolare alla Polizia di Stato”.