Dall'Estremo Oriente al Policlinico Umberto I di Roma

La Corea del Sud, una delle quattro tigri delle economie asiatiche per numero complessivo di letti ospedalieri e attrezzature mediche, all'Umberto I per una visita tecnica

di Alessandra Binazzi

delegazione coreana in visita al Policlinico

La Corea del Sud, il Paese che ha lanciato il Taekwondo, lo sport che è anche una filosofia di vita insegnando a usare la forza del corpo e il potere della mente per creare la pace nel mondo. La Nazione con più connessioni (98% delle abitazioni), con l’internet più veloce al mondo e oltre due terzi della popolazione dotata di smartphone. Ma, soprattutto, quella che oggi è una delle maggiori potenze economiche dell’Asia dopo Cina, Giappone e India, ha un ottimo sistema di assistenza medica che vanta alcune tra le migliori strutture sanitarie al mondo, superando anche le principali economie mondiali per numero complessivo di letti ospedalieri (12 ogni mille abitanti contro i 3,2 italiani) e attrezzature mediche come Tac e Rmn. Con un servizio sanitario nazionale che è riuscito a mobilizzare risorse per la sanità, estendendo rapidamente la copertura nazionale, raccogliendo fondi pubblici e privati in maniera efficace per garantire cure all'intera popolazione e contenendo le spese necessarie. Tutto questo, nonostante una concentrazione dei medici, tra le più basse nella comunità internazionale (2,3 ogni 1000 persone, contro la percentuale italiana che è di 3,9 medici ogni 1.000 cittadini), causati dal basso numero di laureati in medicina (appena 7,9 ogni 100mila abitanti contro il 12 % dell’Italia).

Proprio questa Nazione ha deciso di inviare in Italia, a Roma, una delegazione di manager – funzionari pubblici del Comune di Seoul, della Regione, impegnati nel settore della sussidiarietà e della salute – per un incontro con le autorità dell’azienda ospedaliero-universitaria Policlinico Umberto I che curano la parte assistenziale. Un confronto ‘tecnico’, quesiti in cerca di risposta alla mano.

A lezione di Sistema Sanitario Nazionale

Una delegazione quasi tutta rosa, 20 donne e 2 uomini, ha avuto spiegazioni dal dottor Emilio Scalise, dirigente medico presso la Direzione Sanitaria aziendale, sulla impostazione della nostra assistenza sanitaria stravolta già quarant’anni fa, con l’istituzione del SSN, per dare a tutti i cittadini, anche ai non residenti, la possibilità di accedere a quelle cure che prima erano riservate soltanto ai lavoratori (e ai loro familiari) che versavano i contributi agli ‘enti mutualistici’ o  ‘casse mutue’.

Il pagamento del ticket

Fermo restando che il diritto alla salute è sancito dalla stessa Costituzione che all’articolo 32 lo individua ‘come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti’, “ il Sistema sanitario nazionale esige un contributo, o ticket, per coprire in misura parziale il costo della singola prestazione o del medicinale. Questo - spiega Scalise agli amministratori della sanità coreana – per contenere la spesa sanitaria, sia a livello di esami clinici sia dei consumo di farmaci, un tempo prescrivibili senza limite nel numero di confezioni”. “Adesso in Italia non è più possibile”, precisa ancora: “i medici che prescrivono farmaci a un paziente vengono controllati da funzionari amministrativi: tanti giorni di terapia, tanti farmaci”.

Il sistema sanitario coreano mostra caratteri di forte originalità, presentando soluzioni che sembrano essere state mutuate dai paesi che più fortemente hanno condizionato la vita politica della Corea a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, in particolare il Giappone. Nel 1977 fu introdotta l’assicurazione sanitaria obbligatoria per i lavoratori dipendenti delle grandi aziende, con l’estensione all’intera popolazione a partire dal 1989. I servizi e le prestazioni sono forniti da provider privati.

Prima del 2000 i medici ricavavano parte delle loro entrate (per alcuni specialisti anche fino al 40%) dalla vendita diretta dei farmaci ai pazienti. Tale sistema favoriva fortemente sprechi ed abusi, con la spesa farmaceutica che incideva per il 24% sui costi totali della sanità. La riforma ha cercato di limitare e razionalizzare le modalità di prescrizione, ma la forte opposizione della classe medica, è riuscita ad attenuarne in parte gli effetti. Ad ogni modo si è realizzata una diminuzione del 30% nell’uso di antibiotici e, più in generale, nel numero di medicine prescritte per ricetta. Tuttavia la spesa ha continuato a crescere, a causa dell’aumento del numero di visite mediche e dei giorni di terapia e a causa del maggior ricorso, a scapito dei generici, ai costosi farmaci 'brand'.

L’assistenza sanitaria per tutti, anche gli stranieri al di fuori comunità europea

Immigrati e clandestini o persone senza reddito, hanno tutti prestazioni per acuzie – precisa il dott. Scalise – Questo in virtù di una tutela sanitaria di tutti i cittadini che pagano tutte le prestazioni sanitarie già con le tasse che pagano”.

Ma, e qui va al cuore della domanda, “se c’è qualcuno impossibilitato per mancanza di reddito a pagare il ticket - chi vive ai margini della società, i senza fissa dimora, le persone fragili, altri come gli stranieri senza documento di riconoscimento – ma con una patologia da curare nell’interesse della comunità in cui vivono, affinché non si diffonda, accertamenti e cura sono forniti gratuitamente come tutela sanitaria”. “

Sono costi, che vanno ad aumentare altri costi pianificati, ma a tutela di tutta la comunità. È lo stesso principio delle vaccinazioni”, informa Scalise: ”I bambini non possono essere iscritti nelle scuole se non in regola con le vaccinazioni proprio per non favorire la diffusione di malattie pericolose per la comunità”.

Il servizio Sanitario regionale rilascia un tesserino STP (Stranieri Temporaneamente Presenti) ai cittadini non UE non in regola con l'ingresso e il soggiorno in Italia perché abbiano assicurate le cure urgenti, essenziali e continuative.

“Un aspetto importantissimo – sottolinea il dott. Scalise – è quello che riguarda anche coloro colpiti da decreto di esplusione o da altri provvedimenti amministrativi (es. mancata concessione o proroga di permesso di soggiorno); queste persone, se si presentassero a chiedere il tesserino STP, non possono essere esonerate dalle cure necessarie: urgenti, necessarie o continuative, rientrano tutte le programma tutela della salute della comunità”.

I costi sociali

Nel caso di cura a carico di persona con reddito non sufficiente, bisogna calcolare che la malattia che comporti assenza dal lavoro e/o assistenza domiciliare ha un costo elevato: “Vale la pena calcolare – è l’invito di Scalise ai coreani - se costa meno dare un farmaco oppure ciò che comporta non avere una condizione di miglioramento che riprendere una vita normale”. E fa l’esempio dell’ictus che se viene trattato da una struttura specialistica ha certamente costi maggiori ma permette di riprendere le proprie funzioni in tempi ridotti.

La Tessera Sanitaria

Del tutto sconosciuta nella Corea del Sud, il Italia è il documento personale che viene rilasciato a tutti i cittadini italiani aventi diritto alle prestazioni fornite dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN). A partire dal 2011, si è modificata in Tessera Sanitaria Carta Nazionale dei Servizi (TS-CNS), dotata di microchip.

“L’evoluzione del microchip dà oggi la possibilità di inserire informazioni sanitarie legate a visite mediche, esami di laboratorio ed altre informazioni che possono agevolare l’interessato, ovunque si trovi, in qualsiasi caso di necessità. Per gestirle occorrono codici di accesso – specifica Scalise agli amministratori coreani - che se vengono smarriti nessun può utilizzare”.

La nuova versione della Tessera Sanitaria rappresenta l'evoluzione tecnologica della Tessera "TS" (senza chip), in quanto, oltre ai servizi sanitari normalmente fruibili con la TS, permette anche l’accesso ai servizi offerti in rete dalla Pubblica Amministrazione, in assoluta sicurezza e nel rispetto della privacy.

Una novità assoluta che i manager coreani hanno apprezzato in modo particolare e della quale faranno certamente tesoro anche perché andrebbe ad accreditare sempre meglio un Paese saldamente proiettato in un contesto internazionale.