Che stress! Peggio se è sera

Un nuovo studio dell'Università giapponese di Hokkaido rivela che potremmo essere più vulnerabili agli eventi stressanti proprio in questo momento della giornata

di Redazione

uomo stressato

I risultati della ricerca, pubblicati sulla rivista Neuropsychopharmacology Reports a firma dei ricercatori Y. Yamanaka, H. Motoshima e K. Uchida, rilevano che il sistema nervoso centrale del corpo reagisce in risposta ad un picco di stress psicologico acuto in maniera meno intensa la sera rispetto al mattino. Questo perché più ci si avvicina alla notte meno il nostro corpo rilascia gli ormoni dello stress. "Il nostro studio suggerisce una possibile vulnerabilità allo stress serale" ha dichiarato il dottor Yujiro Yamanaka, tra i ricercatori che hanno condotto l'analisi.

Per lo studio sono stati reclutati 27 volontari giovani e in buona salute con ore di lavoro e abitudini di veglia-sonno normali, per indagare se l'asse "ipotalamo-ipofisi-surrene" (HPA hypothalamic -pituitary-adrenal), che collega il sistema nervoso centrale a quello endocrino, reagisse in modo diverso a stress psicologico acuto in relazione all'ora del giorno.

Cortisolo, l’ormone dello stress

Il cortisolo, l'ormone dello stress nell'uomo, viene rilasciato per diverse ore quando l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene viene attivata da un evento stressante. Questo aiuta a fornire al corpo energia in presenza di un bisogno percepito di lotta o fuga.

"Il cortisolo è prodotto dal nostro organismo, specificatamente dalle ghiandole surrenali" spiegava in una precedente occasione Prof. Andrea Lenzi, Responsabile UOC Endocrinologia, Malattie del Metabolismo, Andrologia del Policlinico Umberto I.

"Sappiamo che viene prodotto dalle ghiandole in maniera circadiana - prosegue l'esperto - Ciò significa che di mattina ha un valore più alto, la sera va scemando; durante la giornata siamo, infatti, più esposti a tutti gli stress da cui il cortisolo ci difende. Questo è vero quando conduciamo una vita normale con un normale ritmo veglia-sonno”.

Lo studio sui giovani

Nello studio, i ricercatori hanno prima misurato il ritmo diurno dei livelli di cortisolo salivare dei partecipanti per determinare la condizione di partenza. I volontari sono poi stati divisi in due gruppi:

  1. uno è stato sottoposto ad uno stress test al mattino, due ore dopo il loro normale orario di risveglio,
  2. un altro è stato sottoposto a stress test la sera, dieci ore dopo essersi svegliati.

Il test, della durata di 15 minuti, prevedeva lo svolgimento di diversi compiti potenzialmente stressanti quali la preparazione e l'esposizione di una presentazione a tre intervistatori e davanti una telecamera, il dover risolvere quesiti di aritmetica. I campioni di saliva sono stati prelevati mezz'ora prima del test, immediatamente dopo e ad intervalli di dieci minuti per un'altra mezz'ora.

I risultati

I risultati mostrano che i livelli di cortisolo salivare sono aumentati significativamente nei volontari che hanno effettuato lo stress test al mattino, mentre nessuna risposta è stata osservata in coloro che hanno effettuato il test di sera.

Tuttavia, la frequenza cardiaca dei partecipanti, un indicatore del sistema nervoso simpatico che risponde immediatamente allo stress, non differiva in base a quando il test è stato effettuato.

"Il corpo può rispondere all'evento di stress mattutino attivando l'asse HPA e il sistema nervoso simpatico, ma deve rispondere all'evento di stress serale attivando solo il sistema nervoso simpatico", ha dichiarato il dr. Yamanaka.

"Anche se - conclude il ricercatore - è importante tenere in considerazione l'orologio biologico unico di ogni individuo e l'ora del giorno per valutare la risposta ai fattori di stress e prevenirli".