Calcoli, ora si operano in Day Hospital

Da vent'anni il gold standard del trattamento della calcolosi della colecisti è la colecistectomia in laparoscopia. Oggi, in alcuni casi, l'intervento si può fare in Day Hospital.

di Regina Geloso

La prima serie di pazienti trattati in day hospital fu descritta in Inghilterra nel 1909 da Nicholls. Ma bisogna attendere la pubblicazione delle Linee Guida britanniche alla fine degli anni ‘80 per una vera svolta. Da allora, infatti, la short-stay surgery si è diffusa oltre che in Europa, anche negli Stati Uniti, dove è diventata la pratica di scelta in molte patologie chirurgiche anche d’urgenza. Nel 1990 Reddick descrisse i primi risultati positivi della short-stay surgery applicata al trattamento laparoscopico della colelitiasi, tanto che con il tempo e l’esperienza questa è diventata una pratica ben consolidata, considerata oggi, in un quarto dei pazienti con indicazione alla colecistectomia, una pratica sicura di trattamento.

Molto è gia stato detto e scritto sulla litiasi della colecisti e la relativa pratica chirurgica. Alla luce di tutto ciò abbiamo pensato di proporre, nel paziente opportunamente istruito e preparato con un attento percorso di preospedalizzazione, la colecistectomia laparoscopica in short stay surgery (day surgery e overnight-stay) presso il Dipartimento di Emergenza e Accettazione DEA II del Policlinico Umberto I” spiega il Prof. Marco Catani, Responsabile del Blocco Operatorio del DEA AOU Policlinico Umberto I.

Come funziona la colecistectomia laparoscopica?

Consiste nel ricovero lo stesso giorno in cui è programmato l’intervento, e nella dimissione nella stessa giornata o la mattina della prima giornata post-operatoria. Il regime di short stay surgery non modifica le indicazioni all’intervento chirurgico di colecistectomia laparoscopica, gold standard nel trattamento della calcolosi della colecisti sintomatica. Intervento che viene effettuato in anestesia generale e che dura, in media, meno di un’ora.

“In rapporto alla colecistectomia convenzionale, la colecistectomia laparoscopica offre il grande vantaggio di ridurre il dolore postoperatorio ed il periodo di convalescenza, di abolire l’ileo paralitico, senza incrementi nella mortalità o nella morbilità, offrendo in più un vantaggio anche estetico. Il rischio di lesioni alla via biliare principale è sostanzialmente sovrapponibile a quello presente con la tecnica convenzionale”.

In letteratura si è a lungo discusso, in tema di short-stay surgery, se per il paziente sottoposto a colecistectomia laparoscopica fosse più sicura l’osservazione almeno durante la prima notte dall’intervento, con dimissione la mattina seguente (overnight stay). La review ha dimostrato che l’intervento in Day Surgery è sicuro ed efficace in pazienti selezionati. “Le complicanze serie osservate nei vari studi comparativi, come le lesioni delle vie biliari, sono sempre state osservate in corso d’intervento o immediatamente dopo la procedura chirurgica, e più dell’80% dei pazienti è stato dimesso con successo la sera stessa dell’intervento” specifica l'esperto.

Il Day Surgery non è per tutti: chi può essere inserito nel protocollo?

Il paziente dovrà essere inserito nel percorso di short stay surgery attraverso criteri di selezione clinici, socio-familiari, logistici.

Criteri clinici

Occorre tenere in considerazione criteri di selezione basati su:

  • Età del paziente, che dovrebbe essere compresa tra 18 ed I 65/ 70 anni.
  • Storia clinica: “Verranno esclusi i pazienti che nella storia riferiscono precedenti importanti di colecistite e reazioni avverse a precedenti procedure anestesiologiche, esami di laboratorio che evidenziano incremento degli indici di colestasi, un sospetto ecografico di calcolosi del coledoco”.
  • Presenza o meno di comorbidità
  • Condizione di obesità: “Sono da escludere pazienti obesi con BMI<35 Kg/m2 e pazienti con pregressa chirurgia addominale estesa”.

“Dopo questa fase preliminare esiste un altro percorso di valutazione clinica, effettuato sempre in regime di preospedalizzazione, e in stretta collaborazione con il Servizio di Anestesia, per escludere da un percorso di day surgery tutti quei pazienti che, in base ai criteri dell’American Society of Anesthesiologists (ASA) non siano classificabili ASA I e II”.

Criteri socio familiari

“Occorre tenere in considerazione che la necessità per il paziente di essere sottoposto a intervento chirurgico, a prescindere dal percorso, costituisce comunque un importante impatto di carattere psicologico”.

È fondamentale pertanto, il giorno prima dell’intervento, un attento colloquio con il paziente insieme con i familiari che faranno parte del/i membri di controllo dopo la dimissione, e la firma del consenso alla procedura, con ampia discussione sui rischi e sui benefici.

Criteri logistici

I criteri organizzativi di carattere generale per un percorso di day surgery consigliano che il paziente:

  • non si trovi ad un’eccessiva distanza dall’ospedale (entro un raggio di 50 km),
  • abbia la possibilità, una volta dimesso, di mezzi di trasporto che permettano l’arrivo in ospedale entro un’ora,
  • abbia la disponibilità di un accompagnatore adulto competente che possa riaccompagnare il paziente a casa e sorvegliarlo per le successive 24ore,
  • abbia una sufficiente conoscenza della lingua italiana,
  • abbia a disposizione un telefono a casa o un cellulare. “Il paziente, insieme con il familiare che sarà in sua compagnia almeno nelle 24 ore successive alla dimissione dovrà avere a disposizione un numero di telefono per mettersi in contatto con il chirurgo operatore o dell’equipe per avere eventuali chiarimenti nel caso in cui si dovesse trovare di fronte ad una situazione che lo possa turbare o che non sappia controllare”.

“Una volta che il paziente rientra in questo gruppo di pazienti ed arriva in camera operatoria, sarà la durata stessa dell’intervento a diventare discriminante. Superata l’ora di tempo, il paziente sicuramente verrà trattenuto per la notte per una maggiore sicurezza (magari con dimissione la mattina successiva)”.

Le testimonianze: Magda e Letizia

Magda è una giovane studentessa di Architettura alla Sapienza, Università di Roma. Oggi è al Policlinico per effettuare una visita pre-operatoria.

Circa due anni fa ho cominciato ad avere dei malesseri accompagnati da nausea che man mano diventavano sempre più frequenti fino ad attacchi di dolore molto forti” racconta.

Inizialmente non si era capito subito cosa avesse; successivamente le sono stati diagnosticati due calcoli alla cistifellea di 12 mm. “Di recente – prosegue nel suo racconto – a causa di un attacco di dolore acuto, sono finita al PS del Policlinico dove il medico di turno raccontò il mio caso al Prof. Catani che, dopo i controlli di routine, mi ha potuto inserire nel programma”. Sei felice di fare questo intervento? Le chiediamo.

“Non vedo l'ora perché I dolori che ho ultimamente sono particolarmente acuti e si espandono fino alla schiena. Posizioni o farmaci antidolorifici non riescono a darmi sollievo. Finalmente risolverò il mio problema”.

Letizia è, invece, una donna piena di vita, sempre in movimento e che teme le ospedalizzazioni. Dopo che le hanno scoperto un calcolo alla colecisti ed il suo medico curante le ha consigliato l’intervento chirurgico, si è recata per una visita dal Prof. Catani il quale le ha proposto l’inserimento nel protocollo di colecistectomia laparoscopica in Day Surgery.

“Ho accettato con molta fiducia e di buon grado questa soluzione anche perché temo molto le lunghe ospedalizzazioni che ho purtroppo dovuto subire in passato. Sono più confortata dal fare un intervento in Day Hospital – probabilmente migliora anche l’umore delle persone, oltre che accorciare i tempi di recupero - fatto salvo che se ci dovessero essere delle complicanze potrò rimanere una notte in ospedale”.