Salute della donna con percorsi dedicati: "nostro obiettivo promuoverli"

In occasione della V Giornata mondiale sulla salute mentale, open day con servizi gratuiti clinico-diagnostici e informativi per le donne, negli ospedali con i bollini rosa.

di Redazione

convegno sulla salute mentale - Panella, Romano, Della Rocca

Anche quest’anno la Giornata che dal 1992 si celebra il 10 ottobre, è stata l’occasione per promuovere iniziative di sensibilizzazione sull’importanza della diagnosi precoce e sulla facilitazione all’accesso alle cure relative alla salute mentale.

In occasione dell’iniziativa nazionale, promossa da O.N.Da - Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna - Bollini Rosa biennio 2018-19, il Policlinico Umberto I di Roma ha riunito in un convegno interdisciplinare, il team di esperti che ha contribuito per la quarta volta (la prima è stata nel biennio 2012/13) all’assegnazione del massimo riconoscimento di tre “Bollini Rosa”. Il prof. Gaetano Pannitteri (referente del programma “Bollini Rosa”), che introduce i lavori del Convegno su espresso invito del D.G. Dott. Vincenzo Panella, illustra il dato di fatto che la Ns. Struttura Ospedaliero-Universitaria ha potuto ricevere questo importante riconoscimento dal prestigioso Comitato Nazionale O.N.Da (del quale fanno parte, tra gli Altri, il Prof. Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità) per l’attenzione alla prevenzione, diagnosi e cura delle patologie femminili riservando particolare cura alla centralità della paziente. Il Policlinico non ha ricevuto soltanto la targa con tre “Bollini Rosa” ma anche (potremmo dire, a seguito dell’attività svolta dai tanti cardiologi operanti ed in modo mirato da un “ignoto” cardiologo che ha formalizzato attraverso il Centro Unico Prenotazioni (CUP) un percorso diagnostico-terapeutico denominato “Cardio-donna”, dedicato esclusivamente alle cardiopatie nella donna) una correlata targa speciale che il prof. Pannitteri, consegna nelle mani del Direttore Generale.

Sono riconoscimenti che non arrivano per caso – commenta di dott. Vincenzo Panella prendendo la parola -  ma sono l’effettivo riscontro di un’organizzazione e di una professionalità che sono state verificate, testate, certificate”, aggiungendo che “non avremmo preso nessuna targa se non ci fosse il lavoro qualificato dei professionisti, al passo con il cambiamento, protagonisti e non spettatori… La salute è un diritto, bisogna continuare a considerarla tale e soprattutto difenderla sempre. All’esterno, da cittadini fruitori del SSN, attraverso informazioni e consulti clinico-diagnostici che oggi più di prima vengono spesso forniti gratuitamente all’interno del Ns. Policlinico, tra i più grandi d’Europa, prima di tutto con la nostra professione, il nostro lavoro, la qualità delle nostre offerte”.

Un ringraziamento particolare al prof. Pannitteri, promotore con il proprio impegno di tutti questi anni, almeno dal 2011, del programma “Bollini Rosa” arriva dal Magnifico Rettore della “Sapienza” prof. Eugenio Gaudio che mette in evidenza la necessità di “far conoscere iniziative, come questa, che hanno l’obiettivo di migliorare la consapevolezza nei confronti delle problematiche relative alla salute mentale e promuovere progetti a supporto del raggiungimento del benessere psicologico della popolazione femminile”.

Un proponimento per il quale secondo il prof. Sebastiano Filetti, Preside della Facoltà di Medicina ed Odontoiatria della Sapienza, in una sanità pubblica sulla quale più volte si è intervenuti con tagli economici “oggi più di prima c’è bisogno della disponibilità di tutte le risorse, di recuperare, razionalizzare, distribuire e omogeneizzare quelle disponibili”. Questo, per offrire al paziente un’assistenza completa, umana, che tenga conto ad esempio anche del suo contesto familiare e societario: “Perché questo – sostiene Filetti - ci aiuta a identificare il vero problema che non si risolve con la pilloletta, soprattutto nel campo della salute mentale”.

Anche il prof. Carlo Della Rocca, Preside della Facoltà di Farmacia e Medicina, evidenzia “l’importanza” dell’iniziativa della Giornata del 10 ottobre, dove “la presenza delle istituzioni” ognuna delle quali porta il proprio saluto “è testimonianza” del supporto dato: “l’Azienda ha possibilità di incidere su temi come quello odierno, così anche le Facoltà mediche alle quali spetta il compito della formazione che è il cardine dell’attenzione che serve alla cura del malato. Bisogna fare attenzione a come si insegna, perché insieme alle nozioni noi trasferiamo agli allievi in maniera quasi impercettibile un modo di comportarsi, di approcciare ‘nascosto’ che deve costruire il nuovo medico come persona attenta anche all’importantissimo aspetto psicologico, di salute mentale, un lato che qualsiasi malattia può accentuare”. In ultimo, il Preside Prof. Della Rocca osserva che “da sempre facciamo medicina di genere e chi opera in campo sanitario sa bene che in qualsiasi contesto la differenza di genere incide sulla malattia e sulla possibilità di recupero. Si deve insegnare quindi la cura della salute”.

Salute mentale della donna, ancora un tabù

Una delle tante piccole, grandi eccellenze del Policlinico che fa grande il Policlinico stesso” è il percorso dedicato alla salute della donna nel quale trova giustamente spazio anche la Giornata dedicata alla psiche femminile. “La salute mentale è sempre stata trascurata in sanità, viene sempre dopo: non fa clamore e generalmente si consuma all’interno delle famiglie”, sottolinea il prof. Ferdinando Romano, Direttore sanitario dell’Umberto I, mentre occorre “mantenere alta la guardia perché non si spenga questo lento graduale riconoscimento della salute mentale come un valore che va difeso da un sistema che lavora in altra direzione”.

Al confronto culturale del convegno interdisciplinare della Giornata non poteva mancare il parere di una giurista della Sapienza, prof.ssa Giuliana Scognamiglio, presidente del Comitato Unico Garanzia Docenti-Comitato Pari Opportunità (del quale il prof. Pannitteri è componente), che fornisce un aggiornamento sulle vaste tematiche e problematiche giurisprudenziali correlate alle differenze di genere ed a quanto attiene, specificatamente il “mondo” che vive la donna anche nel quotidiano e che può mettere a rischio la sua salute mentale.

Ma la salute mentale femminile spesso è messa a dura prova in famiglia, laddove a chiunque sembrerebbe normale avere un’accoglienza e una protezione maggiore. Oltre ai dati epidemiologici forniti dall’Istat, il Dipartimento Testa-Collo del Policlinico, diretto dalla professoressa Antonella Polimeni, che col 1° novembre subentra come preside della Facoltà di Medicina e Odontoiatria al prof. Filetti, è un valido osservatorio che ha potuto constatare come le lesioni oro-facciali da violenza o maltrattamento da partner rappresentino un grave problema di salute pubblica. Atti di abuso fisico, sessuale, non possono passare sulla donna senza lasciare traccia anche a livello psichico. “Da qui si evince l’importanza della formazione del personale sanitario su questo tema – rimarca la professoressa Polimeni - Imparare ad ascoltare e ad individuare atteggiamenti e segni sospetti aiutano a svelare molte vittime mascherate ed aiutarle nel percorso che deve portare alla loro guarigione”.

I disturbi mentali oggi

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), il peso globale dei disturbi mentali continua la sua crescita con un conseguente impatto sulla salute e sui principali aspetti sociali, umani ed economici in tutti i Paesi del mondo. A destare preoccupazione sono soprattutto bambini e adolescenti tanto che le condizioni neuropsichiatriche sono la principale causa di disabilità nei giovani di tutte le Regioni Oms.

In Italia

Sono oltre 800 mila gli italiani in cura ogni anno per disturbi psichiatrici, per un totale di circa 12 milioni di prestazioni sanitarie erogate. Tra i disturbi più frequenti, la depressione (37,5% casi ogni 10 mila abitanti), la schizofrenia e altre psicosi (31,5% dei casi). La fascia d’età più colpita è quella tra i 45 e i 54 anni (38,5% casi ogni 10 mila abitanti); più bassi invece i dati registrati per i giovani tra i 18 e i 25 anni (31,5%). Sono le donne a risultare maggiormente affette da disturbi depressivi (28,7% contro i 20,8 degli uomini), mentre nei pazienti di sesso maschile si riscontrano più frequentemente problematiche collegate ai disturbi psicotici di vario tipo (36,9 casi contro 32,8 delle pazienti donne) e all’alcolismo (3,4 contro 2,2).

Per quanto riguarda la salute mentale in generale, l’Italia sta un po’ meglio di altri Paesi europei. Abbiamo delle sofferenze più basse mediamente, minor consumo di psicofarmaci, minore numero di suicidi, minore tasso di aggressioni”. A puntualizzarlo il prof. Massimo Biondi, direttore del Dipartimento di Neuroscienze/Salute Mentale e professore ordinario di Psichiatria, relatore e moderatore insieme al prof. Andrea Lenzi del dibattito scientifico che ha ospitato le relazioni dei proff. Mauro Ferrara sulle “psicopatologie emergenti nell’adolescenza” e Lorenzo Tarsitani sui “problemi mentali delle migranti”.

“In Italia si sta meglio rispetto a Stati Uniti e Gran Bretagna, ma nonostante tutto i problemi ci sono – evidenzia il prof. Biondi - C’è stata solo una parziale attuazione della riforma Basaglia (la famosa legge 180 del 1978, ndr): questo ha portato a difficoltà importanti come la mancanza di strutture, di fondi e di personale”.

Secondo il prof. Biondi “andrebbero incrementati i finanziamenti, posta un’attenzione particolare alla sofferenza ‘minore’, quella che comunque rientra nel benessere della salute mentale. C’è molto da fare perché ancora oggi il sistema sanitario nazionale è compiutamente preparato a gestirla, nonostante gli sforzi notevoli dei professionisti”.

Donna 'moderna': ansia e depressione tra i principali disturbi

Riguardo al benessere psichico circoscritto alla popolazione femminile, c’è da osservare che, in considerazione dei molteplici ruoli della donna moderna nel contesto sociale e del peso delle responsabilità correlate, il rischio disagio psichico è più elevato soprattutto per patologie come ansia, depressione, sindrome ossessivo-compulsiva, somatizzazione di problemi mentali e attacchi di panico.

Ampio spazio è stato dato anche alla discussione in Aula che ha visto la partecipazione di studenti, docenti, operatori sanitari e che ha visto il significativo intervento del prof. Vincenzo Tombolini, direttore del Dipartimento di Scienze Radiologiche, Oncologiche e Anatomo-Patologiche.

Altrettanto significativa la presenza come moderatore dell’illustre endocrinologo prof. Andrea Lenzi (per molti anni presidente del Consiglio Universitario Nazionale), Presidente del Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il prof. Pannitteri conclude i lavori dell’incontro scientifico (svoltosi in contemporanea con l’(H)Open-Day aperto agli utenti prenotati per le visite specialistiche gratuite) sottolineando l’importanza di portare l’attenzione al benessere della donna, verso la quale il Ns. Policlinico Umberto I dedica energie notevoli nei diversi settori, come dimostrato anche dai riconoscimenti dei tre “Bollini Rosa” già ricevuti dall’anno 2012. Quindi, ringrazia tutti i partecipanti al Convegno della Giornata mondiale sulla “salute mentale” (per l’organizzazione della quale ha potuto avvalersi della preziosa collaborazione scientifica del prof. Biondi) ed infine, ringrazia sentitamente i massimi Vertici dell’ Azienda e dell’ Accademia di ieri e di oggi che gli hanno sempre dato fiducia e supporto nel compito di promuovere e dare sviluppo allo svolgimento del programma “Bollini Rosa-Salute Donna”.