Innovazione tecnologica e nuovi farmaci cambieranno il Sistema Sanitario?

Asl, aziende e ospedali a Roma per Stati Generali FIASO. La relazione tra innovazione e management declinata nei diversi momenti della progettazione, pianificazione ed implementazione dell'innovazione

di Alessandra Binazzi

1978 – 2018: quarant’anni di riforma sanitaria, dalla promulgazione della Legge 833 che ha istituito il Servizio sanitario nazionale con il complesso delle funzioni, delle strutture, dei servizi e attività, finalizzato a garantire il mantenimento e il recupero della salute fisica e psichica di tutta la popolazione, senza distinzione di condizioni individuali o sociali e secondo modalità che assicurino l'eguaglianza dei cittadini nei confronti del servizio. Una delle grandi conquiste del nostro Paese che molte altre nazioni invidiano.

1998 – 2018: vent’anni dalla costituzione della Federazione Italiana delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere (FIASO)  che associa due terzi delle aziende del Servizio sanitario nazionale (Asl, AO, AOU, IRCCS, Agenzie regionali) rappresentandole e promuovendo al loro interno la cultura della responsabilità e il rafforzamento di logiche di governo manageriale nella sanità pubblica italiana.

40 anni il primo, 20 anni la seconda: “Il 2018 è un anno indispensabile per fare il tagliando e un po’ di manutenzione”. A dichiararlo è il direttore generale dell’azienda ospedaliero-universitaria Policlinico Umberto I di Roma, Vincenzo Panella, ospite della 'Prima Convention del Management della Sanità italiana: tra passato, presente e futuro', che si è svolto nella Capitale, presso i Palazzo dei Congressi, nei giorni 7-8 e 9 novembre. Tre giornate di incontri, dibattiti e workshop per parlare di lavoro, welfare, governance, ricerca, big data e sanità digitale. Per cogliere la sfida dell’innovazione tecnologica e organizzativa dei servizi sanitari.

Tecnologia, modelli organizzativi, assistenza: il fil rouge dell’innovazione

L’Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico Umberto I di Roma è stata protagonista di una sessione dedicata agli “strumenti per l’innovazione e la resilienza del sistema” dove innovazione tecnologica, innovazione dei servizi e innovazione della cultura aziendale sono state inserite tra le parole chiave.

L’innovazione è sempre da contestualizzare” secondo il dott. Panella: per l’Umberto I “significa cambiare i modelli organizzativi, renderli compatibili con la tecnologia, con i nuovi farmaci che qualche volta non solo introducono nuove terapie ma possono permettere un cambiamento del modello dell’assistenza”.

“Si pensi al campo dell’oncologia, ad esempio, in cui oggi alcune terapie orali sostituiscono la vecchia chemioterapia e consentono al paziente di fare solo terapia ambulatoriale e non più il day-hospital – spiega ancora Panella – Così pure alla chirurgia ordinaria che ha abbreviato notevolmente i tempi: oggi si sta molto poco in ospedale, per molte cose anche solo un giorno. Questo grazie alle innovazioni tecnologiche che hanno reso possibile l’innovazione nell’organizzazione”.

Policlinico Umberto I: quali sono i prossimi passi?

“Il Policlinico ha molto bisogno, anche per rilanciare la sua attività, di innovarsi e abbiamo nei prossimi anni un grande progetto da portare avanti con il masterplan per la ristrutturazione di quasi tutti i padiglioni, con un investimento di 230 mln di euro che vengono da un accordo di programma sottoscritto tra Regione Lazio e ministero della Salute. Già questo, lavorare sul contenitore – ha osservato il direttore generale – ci consentirà di cambiare spesso anche il contenuto organizzativo, e credo che intorno a questa grande operazione si muoverà tutto ciò che di innovativo potremo fare all’Umberto I. Comunque abbiamo già cominciato a farlo, perché per esempio, è di questi giorni l’unificazione in un solo reparto di tutte le unità endoscopiche che prima erano divise in vari padiglioni”.

Una nuova era del Policlinico 2.0?

Tutta la sanità laziale sta andando verso una nuova era: questo è l’anno in cui con molta probabilità si chiuderà il piano di rientro – dice ancora Panella - Cominciammo la nostra storia qualche anno fa con disavanzi consistenti che hanno impedito di assumere, di investire, di innovare. Questo anno 2018, si chiude sostanzialmente con un pareggio di bilancio. La Regione nel suo insieme va verso una nuova stagione di assunzioni, di stabilizzazione del precariato, di investimenti sia edilizi che tecnologici, quindi possiamo affermare che è il Lazio intero che si sta innovando. Il Policlinico ovviamente farà per primo la sua parte entrando in una fase non più recessiva o di stagnazione del nostro sistema ma di evoluzione, di innovazione, di novità, di cambiamento”.