I tumori silenti, focus sui tumori neuroendocrini

Sono piuttosto rari e ne esistono di molti tipi. I tumori neuroendocrini si insinuano lentamente e possono essere a lungo asintomatici. La diagnosi può arrivare troppo tardi

di Redazione

cellula nervosa

I tumori neuroendocrini (NET), di cui domani ricorre la giornata mondiale, sono un gruppo di tumori insoliti, spesso a crescita lenta, che si sviluppano appunto dalle cellule del sistema neuroendocrino. Ma queste cellule, che hanno le caratteristiche tipiche sia delle cellule endocrine (produzione degli ormoni) sia di quelle nervose, sono presenti in tutto l'organismo e svolgono, nei diversi organi, funzioni specifiche fondamentali tra cui regolare il flusso dell'aria nei polmoni o la velocità di transito del cibo nel tratto gastrointestinale o il rilascio dei succhi digestivi nell'intestino.

Pertanto le neoplasie di questo tipo possono colpire diversi organi e tessuti: più frequentemente il tratto gastro-entero-pancreatico (oltre 6 casi su 10); seguono polmoni e apparato respiratorio (20-30%), poi le altre regioni del corpo come cute, tiroide, ovaio, testicoli, surreni.

Sono tumori rari?

I pazienti sono relativamente pochi ma possono convivere per molti anni con la malattia; per questo si parla di tumori a bassa incidenza, ma ad alta prevalenza.

Tuttavia, alla luce dei dati epidemiologici pubblicati da Modlin, si evidenzia un incremento della patologia pari al 720% negli ultimi 30 anni. Certamente un forte contributo all’aumento dei casi che si è registrato negli ultimi decenni viene, in parte, dal miglioramento delle tecniche diagnostiche.

Precisa però l’esperto: “l’incidenza di questi tumori, non più considerabili rari, è in aumento. Siamo passati da 1 a 5 nuovi casi/100.000 abitanti/anno. In particolare, la prevalenza delle neoplasie neuroendocrine del tratto gastro-entero-pancreatico è seconda solo alla prevalenza adenocarcinoma del colon-retto”. A dichiararlo è Prof. Andrea Lenzi, responsabile della Unit NETTARE, Professore ordinario di Endocrinologia, Presidente del Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Direttore della Sezione di Fisiopatologia Medica ed Endocrinologia del Dipartimento di Medicina Sperimentale della “Sapienza” Università di Roma.

Quali sono i sintomi

Questo gruppo di tumori fu identificato per la prima volta come una malattia specifica a metà del 1800 e il termine carcinoide fu dato loro nel 1907 per descrivere un tumore che cresceva molto più lentamente dei normali tumori. Tuttavia, negli anni '50, divenne abbastanza chiaro che questi tumori a crescita lenta potevano essere maligni e diffondersi da una parte del corpo a un'altra come altre forme di cancro.

Purtroppo, spesso i tumori neuroendocrini restano a lungo asintomatici e questo può causare ritardi nella diagnosi. In altri casi invece i sintomi sono aspecifici, correlati anche ad altre patologie non oncologiche” dichiarano gli esperti della International Neuroendocrine Cancer Alliance (INCA) promotrice del Net Cancer Day.

In linea generale, dunque, nonostante i tumori neuroendocrini condividano delle caratteristiche comuni, i sintomi dipendono dall'organo coinvolto e dal tipo di sostanze biologicamente attive che il tumore a volte produce (per esempio serotonina, insulina, adrenalina e istamina).

Si possono curare?

Sono stati fatti molti progressi nel campo della ricerca per la comprensione di questi tumori e sempre più efficaci sono le strategie terapeutiche a disposizione. L’intervento chirurgico rimane la ‘prima linea di trattamento’ in pazienti in fase precoce. “I pazienti devono comunque essere seguiti per almeno dieci anni per garantire che non vi siano recidive del tumore” specificano sul sito netcancerday.org. Sfortunatamente, molti pazienti ricevono una diagnosi tardiva, quando ormai il tumore si è diffuso. In questi casi “la malattia e i suoi sintomi possono essere spesso controllati per molti anni”.

Pertanto è fondamentale rivolgersi il prima possibile ad un Centro specialistico che possa offrire assistenza mirata e multidisciplinare per diagnosi sempre più precoci, terapie tempestive e un solido follow up del paziente.

A chi rivolgersi? La Unit NETTARE del Policlinico Umberto I

Centro di riferimento in tal senso è il Policlinico Umberto I con la Unit NETTARE (NeuroEndocrine Tumor TAsk foRcE), rete attiva nella gestione integrata multidisciplinare dei tumori neuroendocrini.

Canale dedicato

“La Unit NETTARE è nata nel 2016 con la finalità di riunire e coordinare le note expertise del Policlinico Umberto I nella diagnosi e trattamento dei tumori neuroendocrini”. Anche per questo, prosegue Prof. Lenzi “abbiamo creato un canale dedicato ai nostri pazienti e ai colleghi che vogliono un consulto multidisciplinare sui NET”.

Riferimento per pazienti, studiosi e clinici

La Unit NETTARE è punto di riferimento sia dal punto di vista clinico-assistenziale sia da quello della didattica e ricerca.

“La Unit NETTARE si mette a disposizione di pazienti, Medici di Medicina Generale e Specialisti del Territorio facilitando l’iter diagnostico-terapeutico dei pazienti affetti da tumore neuroendocrino, garantendo contemporaneamente l’eccellenza in ambito scientifico e collaborazione attiva fra specialisti per il bene del paziente, che rappresenta il core del nostro impegno”.

Non da meno l’attenzione alla formazione, all’aggiornamento e al continuo confronto tra esperti; la Unit è stata, infatti, “promotrice  di  due eventi congressuali che hanno coinvolto esperti nazionali ed internazionali, al fine di diffondere e migliorare le conoscenze sul tema”.

Insieme per la giornata di sensibilizzazione

“La Unit NETTARE Policlinico Umberto I ‘Sapienza’ Università di Roma aderisce e partecipa alla  Giornata Mondiale dei Tumori Neuroendocrini per sensibilizzare l’opinione pubblica, il mondo scientifico e ogni cittadino sulla necessità di una diagnosi precoce di queste neoplasie”.

Contatti

e-mail: nettare@uniroma1.it

telefono: 06.499772607