Il Sistema Salute in una società globalizzata

Multiculturalità: quali sono le sfide sanitarie emergenti? E quali gli strumenti a supporto dei professionisti del sistema salute nell'ottica di una società globalizzata?

di Redazione

medico visita donna incinta african-american

Il benessere del paziente è il principale obiettivo cui tende l’assistenza sanitaria, che segue sempre più la via dell’approccio personalizzato e rispettoso della cultura della persona assistita. Tale esigenza è quanto mai attuale in una società che tende, anche in Italia, a divenire rapidamente multietnica e multiculturale e che impone agli operatori sanitari di dotarsi di uno strumentario professionale nuovo, adeguato ai bisogni di salute dei cittadini stranieri.

In particolare conoscere le tradizioni culturali, le convinzioni religiose e i valori che potrebbero (e quasi sempre lo fanno) influenzare a diversi livelli la relazione terapeutica, significa creare un dialogo con il proprio interlocutore e garantire un’assistenza competente ed un intervento efficace.

Le differenze culturali si ripercuotono inevitabilmente, infatti, anche sull’approccio ai problemi di salute; Cristina Scaroni scriveva ormai 11 anni fa “Fenomeni migratori e problematiche socio sanitarie” sostenendo che le abitudini sociali, morali e culturali, lo stress relativo alla situazione di immigrato, la povertà, i problemi di adattamento, comportano una serie di malattie che possono essere prevenute e contenute solo con un’efficace integrazione nella realtà sociale che accoglie.

E sono proprio le sfide sanitarie emergenti ed, in particolare, l’approccio multiculturale ai bisogni della salute, il focus cui è sato dedicato il “Mese della Formazione per i Professionisti del Sistema Salute” 2018.

La presenza continua di immigrati, di migranti e la necessità di un’accoglienza organizzata degli stessi fa si che le strutture sanitarie debbano a tutti gli effetti e in continuazione aggiornarsi” dichira prof. Carlo Della Rocca, Preside Facoltà Farmacia e Medicina, Sapienza Università di Roma.

“I problemi sono diversi – prosegue il Preside - c’è il rispetto delle varie religioni, ma soprattutto c’è una necessità per questi operatori di avere sicurezza in questi approcci per evitare problemi di qualsiasi tipo. Non c’è altra alternativa se non la formazione e queste Facoltà prenderanno questa occasione per continuare ad ampliare la loro offerta didattica ed insegnare sin dall’inizio agli studenti a lavorare in quella che ormai sarà il futuro della medicina, cioè la globalizzazione e soprattutto la capacità di approccio a tutte le etnie presenti”.

In questa direzione va infatti il programma di formazione dell’evento, promosso dal Comitato Scientifico Formazione ed ECM e coordinato dalla Prof.ssa Antonella Polimeni, che ha avuto come filo conduttore “Multiculturalità: Sfide Sanitarie Emergenti. Strumenti a Supporto”.

Dimensioni professionali e connotazioni culturali, quale direzione?

L’italia è luogo di migrazione e di mediazione per eccellenza” esordisce prof. Alessandro Saggioro, docente di Storia delle Religioni, Sapienza Università di Roma con cui affrontiamo questo tema. D’altra parte bisogna fare i conti con le relative difficoltà e affrontare la sfida in positivo verso “una sanità sempre più al passo con i tempi” che va verso la personalizzazione delle cure.

Superdiversità – così le definisce Saggioro - che sono si linguistiche, ma anche e soprattutto culturali e religiose. Da queste deriva una difficoltà di comunicazione che determina una difficoltà nell’individuare un problema

“La società è caratterizzata sempre più da un pluralismo religioso e, di conseguenza quindi, dalla presenza e dalla varietà di dimensioni di valori e di attenzione al fattore della corporeità. Sono qui oggi, in particolare, per parlare di supediversità religiose in rapporto alle dinamiche della cura che derivano tanto da fenomeni migratori quanto da nuove prospettive di costruzione del fatto religioso".

 

La percezione dell’altro, il ruolo della comunicazione

“Il nostro lavoro - spiega Marco Bruno, sociologo Sapienza, Università di Roma - da molti anni si concentra proprio su come i media, il mondo della comunicazione costruisce anche simbolicamente le nostre percezioni sull’altro; e le migrazioni sono aspetti di questa percezione sull’altro.

Questo secondo noi è un aspetto interessantissimo anche per gli operatori dell’informazione. Nel senso che tutti quelli che si occupano di informazione e in generale operano in uno spazio pubblico, devono essere coscienti di quanto il loro lavoro, il loro modo di presentare quelli che noi normalmente chiamiamo i fatti del giorno, in realtà costruiscono i fatti e le rappresenzazioni, costruiscono come noi percepiamo e definiamo la nostra realtà".

"Quindi – conclude - capire come l’informazione che di per sé standardizza e semplifica, rappresenti invece il diverso, il plurale è un aspetto importante da un punto di vista scientifico, ma anche sociale”.