La regina che viene da lontano

Welcome, Sheikha! Una Regina degli Emirati Arabi Uniti a Roma per visitare i reparti di Oncologia pediatrica e fibrosi cistica del Policlinico Umberto I

di Alessandra Binazzi

la consegna dei doni della Sheikha in pediatria

"C’era una volta una regina che veniva da lontano": non è l’incipit di una favola perché la regina esiste davvero. Si chiama Jawaher bint Mohammed Bin Sultan Al Qasimi e viene da lontano, da un Paese di nome Sharjah, che affaccia sul Golfo Persico: uno dei sette stati confederati negli Emirati Arabi Uniti, quasi certamente uno dei più antichi. In questo emirato dal 1972 regna il consorte di S.A. Reale, Sua Maestà il Sultano Muhammad Al Qasimi.

La Regina Jawaher è un personaggio molto conosciuto: fondatrice e sostenitrice del Friend of Cancer Patients (società degli EAU che fornisce servizi a tutti i residenti del paese) e ambasciatrice internazionale per Childhood Cancer UICC, ha trascorso due giorni a Roma, il 24 e 25 ottobre, per partecipare al Congresso più atteso a livello mondiale nel campo delle cure palliative, organizzato  dalla Fondazione Maruzza Lefebvre D’Ovidio Onlus.

Conosciuta proprio per il suo grande cuore e per la sua partecipazione a progetti che alleviano la sofferenza delle persone affette da malattie inguaribili, Sua Altezza Sheika Jawaher ha nel tempo apportato contributi notevoli, tanto da essersi accreditata come personaggio fondamentale nelle questioni umanitarie a livello mondiale.

Il saluto e la consegna di doni ai bambini

Nel suo secondo giorno romano la Regina ne ha approfittato per conoscere da vicino realtà sanitarie efficienti in fatto di organizzazione, cure e umanità, come il reparto oncologico pediatrico e quello per la cura della fibrosi cistica del Policlinico universitario Umberto I.

Inutile dire che per i piccoli ricoverati questa visita ha significato emozione nella parte dei preparativi, che li ha visti impegnati nella realizzazione di disegni da consegnare in dono alla Regina, sia nel momento in cui la nobile signora, minuta e vestita sobriamente, si è fermata con ciascuno di loro per porgere un saluto, in inglese e anche in arabo, e una carezza di affetto e conforto. Ognuno dei piccoli ricoverati ha ricevuto un oggetto in regalo. un pelouche, materiale per disegnare e giochi vari; perfino ai loro genitori  è stata consegnata una elegante pochette contenente di scatoline per gioielli: in una era sistemato un  girocollo in oro giallo a maglia, nell’altro una spilla anch’essa in oro, raffigurante il profilo dell’emirato.

Doni di grande effetto e molto apprezzati, ma anche un’atmosfera dal sapore magico che non guasta mai in reparti dove la sofferenza si percepisce già attraverso l’ago-cannula incerottato sul braccino  di un piccolo paziente.

I saluti ufficiali

Prima della visita ai bambini, l’incontro con i vertici della struttura, guidati dal direttore generale Vincenzo Panella, al quale la sovrana ha portato in omaggio uno speciale servizio da caffè con caffettiera d'argento, simbolo dell'accoglienza ma anche dell'amicizia. Per sottolineare, come la Regina ha detto ai presenti tra i quali i responsabili medici e tutto lo staff assistenziale dei reparti che ha poi visitato, la volontà di avviare una collaborazione utile allo sviluppo della ricerca e di infrastrutture più moderne nel suo giovane Paese.

Il Policlinico Umberto I e l'università di riferimento La Sapienza, ha spiegato il Dg Panella nel corso della visita, "hanno sempre avuto molta attenzione alle relazioni internazionali in campo sanitario con altre istituzioni e altri Stati, sia per la ricerca che per l'assistenza. Al momento ci sono in atto collaborazioni con diversi stati europei e non: abbiamo appena finito di discutere un accordo di collaborazione con l'Ambasciata di Bulgaria per la trapiantologia”. “In questo contesto – ha precisato Panella - si inserisce anche la visita di oggi, favorita dalla Fondazione Maruzza che ringraziamo e speriamo di poter focalizzare la collaborazione nel mondo della pediatria".

Stupore e vivo apprezzamento della Regina verso la grande struttura ospedaliero-universitaria intitolata a re Umberto I di Savoia, della quale ha notato in particolare il connubio antico-moderno, il contrasto tra la parte architettonica degli edifici principali, costruiti negli ultimi anni dell'Ottocento, con la modernità delle cure che si avvalgono della tecnologia più recente. "Siamo impegnati in un piano di aggiornamento tecnologico perché questo ospedale deve conservare le caratteristiche del monumento, a testimonianza della storia sanitaria del nostro Paese, ma deve anche cambiare per diventare un ospedale moderno", le ha spiegato il Direttore Generale sottolineando che vi sono reparti, come quelli del blocco pediatrico, dalla Terapia intensiva a quello oncologico, che "sono l’esempio di come si può avere organizzazione moderna in un contenitore storico".

Ci auguriamo quindi in un futuro di poter focalizzare la collaborazione sulla pediatria per un'azione congiunta indirizzata sia alla formazione dei loro specializzandi che all'assistenza", ha concluso Panella. Tanto più che, come ha evidenziato la Regina, il suo consorte l'emiro Muhammad Al Qasimi, laureato in storia e docente in diverse università nazionali ed estere, coltiva numerosi interessi sempre però con una particolare attenzione, quella al benessere del suo popolo. Ed è proprio in funzione di questa ricerca del benessere che è in procinto di aprire a Sharjah un centro di ricerca medica. “Per questo - ha detto la Regina consorte - auspico una collaborazione con la vostra struttura per  migliorare la ricerca qui e nel nostro Paese". Motivo ulteriore, ha aggiunto,  “auspico anch’io una collaborazione con la vostra struttura per  migliorare la ricerca qui e nel nostro Paese".  

“Con l’augurio che questa mia visita ai bambini malati – ha concluso Sua Altezza Sheika – possa assomigliare a un abbraccio, come lo sono le cure palliative che offrono alla persona malata la migliore qualità di vita possibile nel rispetto della sua volontà. Un abbraccio di sollievo, di comprensione, di piena attenzione verso ogni loro necessità, in modo che possano condurre una vita dignitosa e pacifica".

"Piena e assoluta disponibilità di tutto il settore della ricerca pediatrica per condividere le esperienze, le conquiste di ricerca, per aiutarli ed essere anche aiutati": a rassicurare ulteriormente la Regina, qualora ne avesse sentito il bisogno, anche la prof. Marzia Duse, responsabile della UOC Pediatria. Dalla visita, infatti,"sono emerse molte necessità che stanno cercando di affrontare con molta competenza - ha notato la Duse - e la loro visita ha anche la finalità per loro di fare il punto della situazione: mi sembra un buon auspicio per una futura collaborazione".