Avvelenamento e intossicazione: a chi rivolgersi

La prima cosa da fare è chiamare un Centro Antiveleni dove esperti di farmacologia e tossicologia ti aiuteranno a capire come comportarti

di Regina Geloso

detersivo lavatrice

Intossicazione letteralmente significa somministrare un tossico – dal latino medievale intoxicare – ed è per definizione  lo stato morboso, acuto o cronico dovuto all’azione svolta sui tessuti dell’organismo da sostanze di per se stesse nocive, o divenute tali per particolari condizioni (concentrazione elevata, diminuzione dei normali poteri organici di difesa dell’organismo, alterazione della crasi sanguigna).

Ma sono così comuni i casi di intossicazione e sospetto avvelenamento o è un falso problema?

La risposta arriva lapidaria: oltre 230 le richieste di aiuto - ‘prime chiamate’ - al mese, quasi 8 ogni giorno. Questi i dati emersi dal Registro delle attività della UOD Tossicologia Clinica - Centro Antiveleni (CAV) e Antidroga, Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Umberto I di Roma relativi al primo semestre dell’anno in corso.

“Al nostro Centro Antiveleni e Antidroga – dichiara prof. Maria Caterina Grassi, responsabile della UOD Tossicologia Clinica - Centro Antiveleni (CAV) e Antidroga – tra gennaio e giugno 2018 sono pervenute 1412 Prime Chiamate per Consulenza Tossicologica”.

“Il dato però – precisa l’esperta - si riferisce solo alla prima richiesta telefonica del personale sanitario e dei cittadini che hanno avuto accesso alla struttura e per i quali è stata formulata una diagnosi e/o consigliata la terapia. Non sono incluse le ulteriori chiamate effettuate per il follow-up di ogni singolo paziente (circa tre per ogni paziente)”.

In quasi nove casi su 10 l’intossicazione è avvenuta entro le mura domestiche. Dunque la casa, per quanto appaia sicura, nasconde molte insidie. Si pensi, infatti, che quasi il 20% del numero totale dei casi di intossicazione è dovuto a prodotti comuni per la pulizia (Caustici 16,3%, Schiumogeni 3,3%). Ed i bambini sono i soggetti più a rischio in questi casi.

Come avviene l’intossicazione?

Orale, aerea-polmonare, cutanea e mucosa, parenterale:  la ‘via’ di introduzione di un tossico ha un'importanza primaria per l'inizio e il decorso dell'intossicazione. I tossici possono penetrare nell'organismo per:

  • inalazione - Il soggetto ha respirato gas o vapori tossici o irritanti
  • ingestione - Il soggetto ha ingerito una sostanza tossica
  • contatto cutaneo e/o oculare - Il soggetto si è bagnato o imbrattato cute e abiti con liquidi o polveri tossici, caustici o irritanti, o gli stessi sono giunti a contatto con gli occhi
  • per via rettale - Al soggetto sono stati somministrate attraverso il retto sostanze tossiche o farmaci in dose errata (es. supposte per adulti a bambini)
  • per inoculazione - Il soggetto è stato morso da un animale (es. vipera) o punto da un insetto o si è ferito con un contenitore di sostanza tossica.

A chi rivolgersi in caso di intossicazione

I Centri Antiveleni in Italia sono 8: 3 in Lombardia (Milano, Bergamo, Pavia), 1 in Toscana (Firenze), 3 nel Lazio (tutti e 3 a Roma), 1 in Puglia (Foggia).

L’Unità Operativa Dipartimentale Tossicologia Clinica – Centro Antiveleni (CAV) e Antidroga del Policlinico Umberto I di Roma è Centro di riferimento regionale e nazionale, sempre più consultato dagli operatori del Policlinico Umberto I anche a seguito del crescente numero di intossicazioni e di interazioni farmacologiche. Come ci spiegano i medici strutturati dell’Unità, che ruotano su turnazioni per garantire un servizio H24, 3 chiamate su 10 non provengono dalla nostra regione. L’Unità opera, infatti, su scala nazionale ed è a disposizione di operatori sanitari, industrie, strutture pubbliche e privati cittadini.

Tossicologia Clinica - Centro Antiveleni (CAV) e Antidroga Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico Umberto I - Roma
Responsabile: prof.ssa Maria Caterina Grassi
Tel 0649978000  attivo h 24

Quando chiami il Centro Antiveleni, preparati a rispondere a queste domande!

La Prof.ssa Grassi ci spiega che l’approccio all’intossicato si differenzia sulla base di diversi elementi e fattori. Per questo è di primaria importanza la raccolta di dati ed informazioni su:

  1. Evento
  2. Sostanza/e assunte (Cosa? Farmaci, Sostanze d’abuso, Sostanze Chimiche Pericolose)
  3. Quantità (Dose?)
  4. Forma (Compresse, Solido, Liquido, Gas)
  5. Tempi (Quando?)
  6. Segni e sintomi iniziali e attuali
  7. Raccolta di residui di farmaci/alimenti e/o contenitori (ad esempio il flacone del liquido accidentalmente ingerito).

In caso di consulenza richiesta da un medico o altro operatore sanitario verranno formulate anche domande più specifiche su eventuali esami di laboratorio già effettuati e decontaminazione gastrointestinale.

Cosa fare in caso di intossicazione

Inalazione

Per inalazione è utile:

  • aereare l’ambiente
  • allontanare l’intossicato dall’ambiente contaminato”.

Ingestione

In caso di intossicazione per ingestione, la prima cosa da fare è individuare il tossico":

  • Farmaci, Alimenti, Piante, Insetticidi, Veleno per topi…Pile…
  • Sostanze Caustiche o Corrosive (Sapone lavastoviglie, Ecodosi lavapanni, Balsamo per capelli, Varechina, Acido cloridrico, Soda caustica….)
  • Sostanza Schiumogena (Shampoo, Sapone per le mani, Sapone bucato a mano…)
  • Derivati del Petrolio e/o Solventi (benzina, liquido antigelo…).

Somministrare latte e indurre il vomito: si o no?

Vero e falso insieme, ci spiega l’esperta. Il latte favorisce l'assorbimento di sostanze solubili nei grassi e potrebbe in alcuni casi aggravare l'intossicazione.

In linea generale “Non bisogna mai indurre il vomito:

  1. nei soggetti con alterazione della coscienza
  2. in presenza di lesioni del cavo orale da caustici
  3. dopo ingestione di derivati del petrolio o solventi
  4. dopo ingestione di sostanze schiumogene".

In questi casi si provocherebbero danni ad esofago e cavo orale.

“In caso di ingestione di caustici, la prima cosa da fare è proteggere la mucosa gastrica, eventualmente, con la diluizione; somministrando, quindi, liquidi come acqua e succhi di frutta”.

Da contatto/oculare

“In caso di intossicazione da contatto, è necessario spogliare completamente l’intossicato e lavare la parte con abbondante acqua; se si tratta di liquido oleoso con acqua e sapone. In caso di contattto della sostanza con gli occhi, utilizzare un getto delicato e continuo di acqua corrente”.

La consulenza tossicologica d'urgenza non si esaurisce, come abbiamo detto nella prima parte dell'articolo, dopo la prima chiamata. A questa ne seguono, in media, altre due che accompagnano l'intossicato nell'evoluzione e decorso dell'avvelenamento a distanza di tempi clinici (è guarito? Quali sono i postumi? Si trova in regime di ricovero?).