Tumore del cavo orale: guardiamoci in bocca!

Per difenderci dai tumori del cavo orale fare attenzione ai segnali perché la diagnosi non sia tardiva. Papilloma Virus (HPV) tra i fattori di rischio: è necessario vaccinarsi

di Alessandra Binazzi

Può insediarsi sulla lingua, le labbra, la parte posteriore della gola, le tonsille, le ghiandole salivari, le gengive, il palato, la parte interna delle guance.  Può presentarsi come un rigonfiamento, una macchia bianca o rossiccia, una ferita che non accenna a guarire, che non scompare. Sono segnali questi da non trascurare perché potrebbero indicare un tumore della bocca o una condizione precedente ad esso. Ecco perché è necessaria un’attenta osservazione che può aiutare per una diagnosi tempestiva.

In Italia, il tumore del cavo orale colpisce 4 persone su 10.000. Rappresenta il 4-5% della casistica riguardante tutti i tipi di carcinomi e ha un’incidenza maggiore tra le patologie maligne che colpiscono l’uomo (4%), rispetto a quelle che si manifestano nella donna (1%).
Ogni anno vengono diagnosticati circa 4.500 casi di tumori della bocca e registrate circa 3.000 morti dovuti a tale patologia. Il numero di nuovi casi aumenta con l’età:  rarissimo nei giovani, raggiunge un picco dopo i 70 anni. L'età media alla diagnosi di un tumore della bocca è di 64 anni e il 95% di questi insorge dopo i 40 anni.

Recentemente si è registrato un incremento delle patologie neoplastiche del distretto testa-collo che “merita tutta l’attenzione”, avverte il prof. Valentino Valentini, responsabile dell’Unità Operativa di Chirurgia Maxillo-Facciale della AOU Policlinico Umberto I di Roma.

A lui chiediamo di chiarire questo punto, ovvero le motivazioni alla base dell’aumento delle patologie maligne che colpiscono il cavo orale.

Cause e fattori di rischio del tumore del cavo orale

Professore, partiamo dalle cause che possono precedere una formazione maligna nel cavo orale

“Il tumore della bocca è la conseguenza di una serie di modificazioni dell’acido desossiribonucleico (DNA) delle cellule che la formano; quest’ultime, dopo tali mutazioni iniziano a moltiplicarsi senza controllo creando così una massa. 
I fattori di rischio che possono portare ad una degenerazione sono gli stessi responsabili anche di altre patologie importanti: 

  • abuso di alcol, 
  • uso di tabacco, 
  • scarsa igiene orale 
  • presenza di denti o protesi dentarie rotti o scheggiati".

Papilloma Virus (HPV) è fattore di rischio anche per tumore del cavo orale

"In considerazione della notevole percentuale di aumento delle patologie maligne superiore al 5%, a questi fattori di rischio è necessario affiancare le infezioni da Papilloma Virus Umano (HPV), che registra una certa variabilità a seconda delle zone geografiche e di vita delle persone:  in alcune zone questa percentuale è quasi raddoppiata passando dal 3-4% di 15 anni fa all’odierno  6%”.

Dobbiamo quindi arrivare alla conclusione che l’HPV ha assunto un certo peso, un ruolo non secondario nella eziopatogenesi delle patologie maligne che interessano la bocca?
Certamente. Penso al cavo in cui non è ancora dimostrato in maniera certa, ma nell’orofaringe, nel retrobocca, la porzione posteriore del cavo orale quindi base lingua tonsilla rinofaringe, il ruolo oncogenico dell’HPV è ormai accertato”.

Come si trasmette l'HPV?

"Generalmente, le infezioni più pericolose delle vie respiratorie o del cavo orale si trasmettono attraverso il sesso orale, attraverso il contatto, quindi, tra la mucosa e i genitali”.

Come prevenire l'HPV?

“È importante che i ragazzi vengano vaccinati, possibilmente prima del primo rapporto sessuale. Attualmente vengono vaccinate le bambine all’età 12 anni, ma è consigliabile anche per i ragazzi, perché sempre di più si sta sviluppando questa tendenza a sviluppare lesioni da HPV anche nei maschi. Dobbiamo ricordare infatti che il Papilloma virus si trasmette soprattutto attraverso i rapporti sessuali, ma per contrarre l’infezione può bastare un semplice contatto nell’area genitale".

Vaccinazione necessaria per entrambi i sessi

Ma, allora, cosa è cambiato negli ultimi anni?

Prima non si conosceva bene la capacità oncogenica di questo virus (HPV), ovvero la capacità di sviluppare tumore era comprovata solo per la cervice uterina" e la vaccinazione viene consigliata e offerta dal ministero della Salute gratuitamente alle bambine nel 12° anno di vita (11 anni compiuti) in tutte le Regioni italiane  già dal 2007-2008.
"Oggi, invece, è accertata la capacità dell’HPV di sviluppare tumori nell’orofaringe ovvero nella porzione posteriore del cavo orale. A questo punto si è detto che non basta più vaccinare solo le bambine". 
La campagna di vaccinazione contro l'HPV è, dunque, stata inserita nel Piano Nazionale delle Vaccinazioni 2017-2019 ed indirizzata agli adolescenti di entrambi i sessi, preferibilmente intorno agli 11 e i 12 anni di età.

“La prevenzione primaria attraverso la vaccinazione è fondamentale"

Vaccinazione, dunque, come arma di prevenzione

"I tempi di incubazione del virus sono lunghi e il rischio di sviluppare questo tipo di tumore aumenta quindi con l’età: generalmente le prime manifestazioni iniziano intorno ai 45 anni e raggiungono il picco oltre i 75. La prognosi del carcinoma orale non è migliorata significativamente negli ultimi anni e la mortalità dei pazienti affetti da cancro orale rimane tra le più alte in assoluto”.

Si muore di HPV?

Che possibilità abbiamo di ‘salvarci’ una volta contratta l’infezione HPV?

“La maggior parte delle infezioni da HPV è transitoria, perché il virus viene eliminato dal sistema immunitario prima di sviluppare un effetto patogeno: tra il 60 e il 90% delle infezioni da HPV, incluse quelle da tipi oncogeni, si risolve spontaneamente entro 1-2 anni dal contagio.

Solo la persistenza dell’infezione virale determina l’evoluzione verso il carcinoma. In caso di infezione persistente, il tempo che intercorre tra l’infezione e l’insorgenza delle lesioni precancerose è di circa 5 anni, mentre la latenza per l’insorgenza del carcinoma cervicale può essere di decenni (20-40 anni)".