Al via le campagne "Cura di Coppia" e "Prima di aggredire, pensa"

"C'è un grande bisogno e c'è urgenza di ricostruire l'alleanza terapeutica tra medico e paziente; come pure tra tutti gli operatori sanitari e chi riceve le cure di cui necessità"

di Redazione

Presentazione Cura di coppia

Negli ultimi 10 anni i comportamenti aggressivi verso il personale sanitario sono notevolmente aumentati e i servizi socio-sanitari che devono rispondere per contenerli e trattarli, si trovano spesso impreparati ad affrontarli in maniera appropriata, per mancanza di formazione specifica, carenza di organico e strutture. Nel solo 2017 sono state 1200, in media 3 al giorno, le aggressioni ai danni di operatori sanitari. Soprattutto di notte. Ad innescarle sarebbe il cosiddetto 'meccanismo della frustrazione' teorizzato da Dollard e Miller: alla base dell'aggressività c'è un meccanismo di frustrazione che l'individuo prova nel momento in cui incontra ostacoli (ad esempio burocratici, liste di attesa) nel raggiungimento del proprio obiettivo; questa emozione diventa tanto più prevalente quanto più il soggetto si avvicina alla meta (ottenere la prestazione, ad esempio).

La prevenzione dell'aggressività

Gli atti di violenza non sono degli eventi inevitabili, anzi è possibile, oltre che doveroso, prevederli e prevenirli. 
La prevenzione è un'azione complessa che deve avvenire a più livelli: la formazione del personale, accompagnata a misure di sicurezza organizzative ed ambientali e a minor burocrazia, contribuisce alla prevenzione e riduzione degli eventi aggressivi in maniera significativa, oltre che alla creazione di una migliore cultura del lavoro.

Nascono così le due campagne Cura di coppia e Prima di aggredire, pensa con l'obiettivo di ritrovare un rapporto sereno e collaborativo tra medico e paziente e di ricostruire l'alleanza di tutti i soggetti in ambito sanitario; alleanza che, specifica Antonio Magi, presidente dell'Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli odontoiatri (OMCeO) "si è andata sfilacciando e deteriorando negli ultimi anni, per un insieme di cause, fino a diventare in più casi vera contrapposizione, anche con aggressioni e violenze".
Una delegazione del Policlinico Umberto I ha partecipato alla giornata di presentazione che si è tenuta lo scorso 19 settembre nell'Aula Roberto Lala dell'Ordine capitolino, a cui è seguita la tavola rotonda sul tema 'Aggressioni ai danni degli operatori, sanitari, liste d'attesa e burocrazia evitabile' presieduta da Tonino Aceti (Coordinatore Nazionale dei diritti del malato di Cittadinanzattiva), Pier Luigi Bartoletti (Vice Presidente OMCeO Roma), Alessio D'Amato (Assessore alla Sanità Regione Lazio) ed Elio Rosati (Segretario Regionale Cittavinanzattiva Lazio)

Cura di coppia

Il divario, le diseguaglianze, la povertà aumentano. Per questo è necessario ricostruire alleanze tra operatori, professionisti della salute, istituzioni e cittadini per rendere sostenibili i diritti per tutti. 

"In questo contesto la campagna Cura di coppia -  dichiara Elio Rosati, segretario regionale di Cittadinanzattiva Lazio - realizzata con il sostegno non condizionato di Abbvie e il patrocinimo FNOMCeO, intende mettere al centro la relazione tra medico e paziente che è, e deve tornare ad essere, tempo di cura qualificato e qualificante per i professionisti e i cittadini stessi".

"Una campagna che dice chiaramente che una cura deve essere di coppia e in sinergia - aggiunge Magi - altrimenti il risultato sperato diventa problematico da ottenere. E in quel caso ci rimettono tutti: il paziente, il medico e la sua professionalità, il bene comune della salute, e in definitiva il rapporto civile".

Prima di aggredire, pensa

Accanto alla campagna "Cura di coppia" è stata lanciata anche "Prima di aggredire, pensa" contro la violenza agli operatori sanitari, realizzata con FNOMCeO, OMCeO Roma, Regione Lazio e Cittadinanzattiva nazionale.
A tale proposito il presidente degli oltre 41mila camici bianchi del territorio romano ha ricordato i troppi casi di aggressioni, verbali e fisiche, subite con un trend crescente anche nel Lazio da chi presta servizio in strutture e presidi sanitari.

"Ci sono casi di esasperazione e di cattiva informazione che vanno compresi, gestiti e risolti prima che si scatenino; ma anche casi di vero pregiudizio e sfogo teppistico verso il medico, l'infermiere o il tecnico che non possono né passare sotto silenzio né rimanere impuniti; per questo chiediamo che le querele contro questi atti sia d'ufficio e non più di parte", ha detto Magi.

L'auspicio dei presenti è che le due campagne viaggino parallelamente, per avere più efficacia possibile.