La vita di mio figlio è nelle vostre mani

"Abbiamo sperimentato in prima persona cosa vuol dire incontrare un medico che decide di mettere veramente la propria vita al servizio degli altri"

di Regina Geloso

bambino piccolo preso in braccio

‘Dedicare la propria vita al servizio degli altri’. Si sente dire questa frase di qualcuno che un po’ per attitudine, un po’ per scelta, un po’ per aspetti intrinseci alla propria professione ha fatto tanto per la comunità. Ma cosa vuol dire in concreto?

Ce ne parlano due genitori ‘riconoscenti’ (così si firmano nella lettera che ci hanno inviato) nel raccontare la loro storia fatta di momenti difficili, di sconforto e di nuove speranze e prospettive.

“Forse non farà notizia il nostro desiderio di mettere in evidenza capacità, impegno, dedizione e umanità del personale medico e paramedico del Servizio di Endocrinologia Pediatrica, diretto dalla Prof.ssa Maria Segni, Dipartimento di Pediatria del Policlinico Umberto I, Università La Sapienza - Roma.

Abbiamo sperimentato in prima persona cosa vuol dire incontrare un medico che decide di mettere veramente la propria vita al servizio degli altri”.

Il 2010 è il nostro anno 0

A novembre 2010, i due genitori approdano al Policlinico Umberto I con il figlio di 3 anni “che portava addosso i segni di una malattia rara difficile da comprendere”, dopo aver già tentato in altre strutture ospedaliere.

“L'unica cosa certa era l'aumento delle nostre preoccupazioni e lo sconforto di chi non riesce a dare neanche un nome alla patologia che si faceva strada in modo sempre più evidente”.

Mio figlio, quasi unico al mondo

“Abbiamo sperimentato già dal nostro arrivo al Policlinico, Endocrinologia Pediatrica, che c'era qualcosa di diverso; non è stato perso neanche un minuto nell'intraprendere qualunque tipo di accertamento che potesse portare all'individuazione della malattia, nonostante si trattasse di una patologia di complessa interpretazione dato che esistevano, e tutt'ora permangono, solo pochissimi casi documentati al mondo”.

In cammino verso un’adolescenza serena

Dopo accurati accertamenti, è stata individuata una cura - se pur sperimentale – che il piccolo paziente segue tutt’ora. Quest’ultima, a distanza di otto lunghi anni, ha portato al controllo quasi totale della patologia.

“È stato un cammino complesso (la cura non è ancora definitivamente terminata) ma possiamo dire che siamo stati seguiti, supportati, anche quando sembrava che il problema fosse troppo difficile da risolvere; siamo stati aiutati persino nell'approvvigionamento del farmaco impiegato per la cura, che è stato preparato, per un periodo di tempo, direttamente dalla farmacia dell'ospedale.

Ed oggi, grazie all'impegno in primis della Prof.ssa Segni ma anche di tutto il personale che con lei collabora, stiamo controllando la malattia, e ci accingiamo ad accompagnare nostro figlio verso un'adolescenza serena”.

Il mondo che vorremmo

“Questa è la Sanità che tutto vorremmo, con la voglia di lavorare per il bene delle persone, che ci fa affermare che esiste davvero un'Italia migliore. Grazie a lei, prof.ssa Segni e atutte le persone che lavorano come lei”.

‘Dedicare la propria vita al servizio degli altri’, concretamente, è allora proprio un modo di essere, di intendere la vita.. che non ti levi con il camice, non ti lavi di dosso con una doccia. Fa parte di te, sempre.