Avvelenamento da funghi: pericoli e cosa fare

Basta 1 fungo per rischiare l'intossicazione e le conseguenze possono essere gravissime. Così è stato per la famiglia di Rocca di Papa, in lotta per la vita dopo aver mangiato l'Amanita phalloides

di Regina Geloso

funghi colti nel bosco

Siamo nel pieno del periodo di raccolta dei funghi, ingrediente base di molte ricette autunnali. Tuttavia coglierli non è affare da principianti; è per questo che esiste uno specifico tesserino, rinnovabile, che abilita alla raccolta di funghi e che tutti i funghi raccolti devono essere portati alla Asl di competenza per un controllo da parte del micologo.

Ne è testimonianza l’ultimo terribile caso di avvelenamento che sta riempiendo le pagine di cronaca degli ultimi 10 giorni. Nonno Giancarlo in gita per i boschi dei Castelli (Roma) ha erroneamente colto delle Amanita phalloides, fungo velenoso, insieme a dei porcini. Questi funghi sono stati poi cucinati e mangiati anche dalla moglie, la figlia e la nipote, da una sorella dell’uomo e la figlia di lei. A notte inoltrata è scattato l’allarme quando si sono svegliati tutti con dolori addominali lancinanti. La sedicenne se l’è fortunatamente cavata con poco, avendone mangiati pochissimi. Sua mamma, in condizioni gravissime, è stata sottoposta ad un trapianto di fegato al Policlinico Umberto I. La sorella, ancora ricoverata, è uscita dalla terapia intensiva; mentre sua figlia è stata dimessa. Martedì si sono invece celebrati i funerali della coppia.

I pericoli dei funghi

I sintomi ritardati

“L'ingestione di alcune specie pericolose, come l'Amanita phalloides – spiega prof.ssa Maria Caterina Grassi, responsabile Tossicologia Clinica - Centro Antiveleni (CAV) e Antidroga del Policlinico Umberto I - genera sintomi che possono manifestarsi anche dopo molte ore dopo dall’ingestione, quando il danno agli organi interni si è già innescato”.

Le fasi

  1. Fase gastroenterica (latenza: 6-24 h): dolori addominali, nausea,vomito, diarrea profusa, febbre
  2. Fase di remissione (II-III giornata): miglioramento del quadro gastroenterico, alterazione indici di funzionalità epatica
  3. Fase epato-renale (IV-V giornata): ittero, ipoglicemia, diminuzione dell’attività protrombinica. Aggravamenti di questa fase:
  • insufficienza renale
  • coma epatico (necrosi epatica massiva)

Il danno epatico

In questo tipo di intossicazione, prosegue l’esperta “si verifica un danno cellulare epatico e renale dovuto alle amatossine che inibiscono l’RNA polimerasi”. I sintomi, che come sottolineava prima sono ritardati rispetto all’ingestione del fungo, vanno dalla “Gastroenterite, vomito con crampi addominali severi e diarrea liquida dopo 6-12 ore (almeno i primi sintomi)” fino alla morte per insufficienza epatica.

Se i sintomi si verificano 12 ore dopo l’ingestione, il paziente può non ricordare di averli mangiati. “Per un corretta diagnosi bisogna sempre valutare questa evenienza e porre attenzione ai sintomi di gastroenterite quali vomito, diarrea, crampi addominali, scialorrea-sudorazione-miosi-diarrea (muscarina), allucinazioni (psilocibe)”.

La resistenza delle tossine al calore: velenosi, anche se cotti

“I funghi con Amatossina (Amanita phalloides) sono tra i più pericolosi; questo tipo di tossina è altamenente stabile e resistente al calore, quindi non viene eliminata da alcuna forma di cottura. L’assorbimento epatico e renale di Amatossina provoca necrosi epatica e insufficienza renale”.

La dose tossica di amatossina è 0.1 mg/kg: un cappello di amanita può contenerne 10-15 mg!

Cosa fare in caso di intossicazione

Le raccomandazioni del Centro Antiveleni (CAV) e Antidroga:

  • Chiamare immediatamente il CAV e allertare i soccorsi
  • NON somministrare latte
  • NON indurre il vomito
  • Recuperare da vomito e spazzatura i residui di funghi, in modo che possa esaminarli il micologo
  • Attenzione non usare buste di plastica, nelle quali i funghi si mescolano (usare sempre un cestino): basta un fungo per contaminare, a mezzo delle spore, gli altri

Contatti

  • Tossicologia Clinica - Centro Antiveleni (CAV) e Antidroga Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico Umberto I- Roma

Responsabile: prof.ssa Maria Caterina Grassi

Tel 06 49978000 numero attivo H24