La salute del cuore? Aiutiamola con un po' di gianduia!

Uno studio del Policlinico Umberto I di Roma ha provato che il connubio tra cacao e nocciole mantiene elastiche le arterie e riduce, quindi, il rischio di malattie cardiovascolari

di Alessandra Binazzi

cioccolato fondente e gianduia su un tavolo

Cacao miscelato a nocciole ridotte in polvere finissima. Siamo agli inizi dell’800, quando alcuni pasticceri torinesi creano questo nuovo impasto per esigenze economiche. Era l'epoca, infatti, in cui Napoleone aveva vietato le importazioni dall'estero, in particolare dalla Gran Bretagna e dalle sue colonie, e il cacao era diventato un bene di lusso, molto costoso e difficilmente reperibile. Per sopperire a tale carenza i mastri cioccolatieri piemontesi sperimentarono le nocciole prodotte nelle Langhe (oggi IGP), facilmente reperibili: le tostarono, tritarono e mescolarono dando origine a ciò che ebbe da subito un successo sbalorditivo: il Gianduia.

Storie e leggende a parte, se il gradevolissimo sapore di questo cioccolato con una percentuale di cacao inferiore al fondente colpisce inesorabilmente il palato di buongustai e golosi, sono le arterie a giovarsi dei benefici derivanti dal suo consumo.

Proprietà della nocciola

Ricca di vitamine del gruppo B, necessarie al nostro corpo per ricavare energia dalle proteine, dai grassi e dai carboidrati, insieme alle mandorle è tra i frutti con più alto contenuto di vitamina E, valida per combattere l’invecchiamento della pelle e l’insorgere dei tumori, in particolare quello alla vescica. La nocciola contiene inoltre fitosteroli, sostanze utili per la prevenzione delle malattie cardiocircolatorie e grassi buoni, in grado di abbassare i livelli del colesterolo LDL. Contiene soprattutto acido oleico, utile per innalzare i livelli di colesterolo "buono" HDL. È proprio per la ricchezza di grassi insaturi che il frutto è da considerarsi benefico per il cuore.

I benefici del cioccolato

Più alta è la percentuale di cacao, più alto il contenuto di flavonoidi, composti chimici naturali utili per combattere l’azione dei radicali liberi (molecole altamente reattive che aggrediscono le cellule sane danneggiandole) garantendo l'ottimale funzionamento di fegato, sistema immunitario e la prevenzione di numerose patologie, come quelle cardiovascolari, infiammatorie e persino alcune forme tumorali.

Chi vuole beneficiare appieno del prezioso carico di antiossidanti del cioccolato deve però abituarsi al gusto più amarognolo del fondente, rinunciando al sapore cremoso del cioccolato bianco o a quello vellutato delle barrette al latte in quanto contengono una percentuale nettamente inferiore di flavonoidi. In media, 100 grammi di fondente ne contengono 50-60 mg, mentre in un'analoga quantità di cioccolato al latte ne ritroviamo soltanto 10 mg; addirittura nulla è invece la percentuale di flavonoidi nel cioccolato bianco.

Il connubio tra cacao e nocciole non può quindi che essere un valido sostegno per mantenere elastiche le arterie e ridurre, di conseguenza, il rischio di malattie cardiovascolari, come spiega il prof. Francesco Violi, direttore del dipartimento di Medicina Interna del Policlinico Umberto I di Roma e responsabile dello studio che è stato pubblicato sulla rivista Internal and Emergency Medicine.

“Il merito sarebbe proprio dell'alta percentuale di antiossidanti, polifenoli e vitamina E contenuti nel frutto secco”, dice Violi.

Un toccasana per i fumatori

Il recentissimo studio nazionale da lui condotto lo dimostra sovrapponendo gli effetti positivi del cioccolato fondente a quelli della nocciola che farebbe bene soprattutto ai fumatori. 
Tra gli innumerevoli danni che il fumo, attivo e passivo, produce nell’organismo, gli effetti sui vasi sanguigni sono spesso tenuti in minore considerazione rispetto, per esempio, a quelli che si riferiscono ai polmoni. “Eppure, tutti gli esperti sono praticamente concordi nel considerare il fumo tra i principali fattori di rischio cardio e cerebrovascolare”, precisa  ancora Violi che ha testato come l'assunzione di 60 grammi del cioccolato alla nocciola abbia influenzato positivamente le arterie dei 20 fumatori sui quali è stato effettuato lo studio. “Sotto accusa sono diversi componenti del fumo, tra cui il monossido di carbonio (CO) e la nicotina – dice ancora il direttore della Medicina Interna dell’Umberto I - sono loro i responsabili di una serie di effetti negativi sui vasi arteriosi (ma anche venosi), soprattutto l’irrigidimento e il restringimento, l’aumento della pressione sanguigna, l’accelerazione della formazione delle placche aterosclerotiche, insieme alla minore ossigenazione dei tessuti”.

Ed ecco i soddisfacenti risultati della ricerca, ‘toccati’ con mano da chi l’ha diretta: "Dopo circa 2 ore dal consumo i partecipanti hanno mostrato un aumento dell'elasticità delle arterie, mentre nessun effetto si registrava dopo la somministrazione del cioccolato a latte", conclude Violi.

Con queste buone notizie via libera per tutti al consumo di gianduia: chi è abituato a considerare il cioccolato un rifugio da stress, tristezza e dispiaceri, ha ora un motivo in più per consumarlo senza sensi di colpa postumi.