Se ne va un medico ed una maestra di vita

Il caro saluto dei colleghi all'amica prof.ssa Maria Gabriella Scarpellini, il ricordo commosso anche di pazienti e studenti che hanno avuto la fortuna di incontrarla nel proprio cammino

di Redazione

pronto soccorso policlinico umberto I

“La sua missione di medico ha permeato tutta la sua vita, anche nei mesi difficili della malattia, scegliendo di essere presente in servizio”.

Inizia così il ricordo del Magnifico Rettore Eugenio Gaudio, in prima fila, nella Cappella della Città Universitaria di Roma, gremita di docenti, responsabili delle varie strutture del Policlinico, studenti e personale sanitario che si sono stretti ai parenti e amici della nostra cara Maria Gabriella Scarpellini. 

Docente e responsabile per tanti anni della Medicina d’Urgenza dell’Umberto I di Roma, la sua prematura scomparsa ha lasciato un vuoto che difficilmente sarà colmabile.

“Grazie per quello che ha fatto, per la luce che ha dato, per il conforto e la competenza e il contributo alla profonda missione dell’università: esempio di come si fa il medico, scordandosi di sé e pensando solo agli altri. Sono convinto, in questa sede per la Fede, questa cerimonia ci ricordi che Lei è stata un angelo e oggi gli angeli l’accoglieranno”, ha dichiarato il Rettore.

“È stata una donna straordinaria, di grande coraggio, esempio di dedizione alla professione medica, sempre disponibile ad accogliere le sofferenze degli altri. Il suo impegno al Pronto Soccorso è la dimostrazione che Maria Gabriella Scarpellini è stata una persona di altissimo valore umano e professionale, esempio di dedizione al lavoro e ai malati”. Queste le parole di commiato del direttore generale dott. Vincenzo Panella.

Tantissime e commoventi le testimonianze di amici e collaboratori che il fratello della Scarpellini ha letto al termine della cerimonia funebre. L’amica Patrizia, ad esempio, scrive: “...Sì, sei un medico, ma per me sei stata e rimarrai Maestra di vita!”.

Il suo attaccamento al lavoro ha colpito perfino l’officiante: “La sua è stata una presenza a favore della sapienza, al servizio dei sofferenti. Una testimonianza importante dalla quale possiamo imparare a vivere con responsabilità”, ha detto durante l’omelia.