Polmonite: e se fosse legionella?

Registrati in pochi giorni 150 casi di polmonite nel Bresciano, alcuni dei quali gravi. Possibile imputato il batterio della legionella: l'attenzione delle autorità è puntata sugli acquedotti

di Regina Geloso

donna sotto la doccia

I centocinquanta casi di polmonite riscontrati in poco meno di una settimana presso alcuni comuni della bassa bresciana orientale, hanno fatto scattare l'allarme.
L'Agenzia di Tutela della Salute (ATS) di Brescia informa con un comunicato di  aver attivato le opportune indagini epidemiologiche ed ambientali. Sono, infatti, in corso in questi giorni approfondimenti sulla rete di distribuzione dell'acqua potabile, con corrispondenti campionamenti.

Ma gli esperti informano che non si può parlare di epidemia almeno fino a che non si troverà un unica fonte di contagio. Tra i principali indiziati c'è un batterio, quello della legionella, entrato nelle case degli ammalati attraverso l'impianto idrico.

"La legionella - spiega Prof. Paolo Palange, Direttore della UOC di Medicina Interna e Disfunzioni Respiratorie dell'AOU Umberto I di Roma - è un batterio che può essere presente nelle acque e talvolta contamina le tubature o altri apparati di questo tipo".

Come si diffonde la legionella?

"Per diffondersi ha bisogno di essere re-inalato attraverso la nebulizzazione dell’acqua contaminata, o attraverso i vapori. Un esempio pratico è la doccia, tramite il flusso dell'acqua o l'aspirazione del vapor acqueo".

Altre ipotesi plausibili, spiegano gli esperti, possono essere un apparecchio di aria condizionata mal funzionante (casi recenti un mese fa sempre in Lombardia) o un impianto di irrigazione che determina la vaporizzazione dell’acqua. 

Quando rivolgersi al medico?

Non c’è allarme, rassicurano da Ats. Un individuo sano, in genere, non viene contagiato o sviluppa forme lievi. Ad ammalarsi in forma grave e ad aver bisogno di ricovero sono le persone in condizioni di salute precarie per età o per malattie croniche pre-esistenti (es. diabete, malattie polmonari croniche, cardiopatie)  o per condizioni immunitarie fragili determinate, ad esempio, da patologie infettive in corso o da tumori.Questi soggetti "devono prestare particolare attenzione ad alcuni sintomi: all'insorgere di difficoltà respiratorie e febbre è opportuno che si rivolgano al più presto al proprio medico curante".

Professore, quali consigli possiamo dare in questo caso?

"Alcune precauzioni e buone abitudini sono:

  • controllare i filtri dell'acqua e sostituirli;
  • cambiare il telefono della doccia o pulirlo molto bene, rimuovendo i depositi di calcare;
  • aumentare la temperatura dell'acqua della caldaia fino a 70-80 gradi e, in generale, portare ad alte temperature le acque;
  • far scorrere l'acqua calda prima utilizzarla, allontanandosi dai rubinetti e aprire le finestre, proprio per non esporsi alla nebulizzazione".

Cosa non fare?

Ats, in una nota, invita la popolazione - a scopo precauzionale - ad attivare misure preventive come buone norme di comportamento e ad evitare:

  • le fonti di emissione di acqua vaporizzata, ad esempio non stazionando nei pressi degli irrigatori automatici o delle fontane presso le abitazioni;
  • l'utilizzo di vasche con idromassaggio;
  • di irrigare i giardini utilizzando pompe con diffusori a spruzzo;
  • di lasciare esposte al sole le canne per irrigazionedi orti e giardini;
  • l'impiego di acqua del rubinetto per riempire gli apparecchi per aerosolterapia o ossigenoterapia.