Correre veloci nel futuro

La Sapienza si rinnova per preparare professionisti sempre più all'avanguardia: arrivano gli Skill Lab. Così si presenta l'Ateneo romano agli studenti di questo Anno Accademico in partenza

di Alessandra Binazzi

Equipe medica al lavoro con innovazioni tecnologiche

Il suo passato comincia nel 1303 quando papa Bonifacio VIII con la bolla In suprema praeminentia dignitatis fonda la prima Università romana cui confluiranno da tutta Europa, qualche secolo dopo, studiosi famosi che daranno lustro a questa struttura dal nome altisonante. Fu chiamata ‘Sapienza’ dall’iscrizione, Initium Sapientiae timor Domini, posta sopra il portone della prima sede in Corso Rinascimento, residenza oggi dell’Archivio di Stato.

Nel 1935 nasce la nuova sede, quella attuale, progetto dell’architetto Marcello Piacentini, che negli anni Sessanta, grazie al boom economico e alla liberalizzazione dell’accesso alle università, si riempie di studenti. Tanto da progettare la costruzione di altre due importanti università – Tor Vergata e Roma Tre – dove poter distribuire parte del peso della Sapienza ormai sovradimensionata. Che rimane, comunque, il più grande Ateneo d’Europa con 11 facoltà frequentate, al momento, da oltre 110 mila studenti.

Se il suo futuro comincia dal suo passato, il volto della Sapienza si aggiorna accogliendo al suo interno quell'innovazione tecnologica che le permette di lanciare la sfida sulla formazione agli atenei mondiali: nuove dotazioni che permettono di cambiare approccio superando lo stile didascalico delle lezioni e favoriscono al tempo stesso la partecipazione attiva, nonché l’autonomia decisionale nel processo di apprendimento agli aspiranti dottori, architetti o geologi.

Skill Lab, i laboratori didattici di alta tecnologia

Tre centri di simulazione e addestramento sono a disposizione di 20 mila studenti e specializzandi in ambito medico nei poli di formazione Policlinico Umberto I, Sant’Andrea e Polo di Latina che, attraverso ambienti virtuali creati ad hoc, hanno la possibilità di fare pratica in condizioni prive di rischio o a rischio controllato.

Simulare interventi chirurgici e gestire complicanze

Si tratta di tre 'skill lab’, laboratori didattici di alta tecnologia dove ciascuno può testare la propria abilità su pazienti virtuali, manichini ‘intelligenti’ che rispondono alle azioni in modo realistico, lamentandosi e lasciando traccia dei parametri vitali su monitor identici a quelli in dotazione alle aree cliniche reali. Tutto questo, oltre a rafforzare le capacità pratiche degli studenti, permette allo specializzando di acquisire la dimestichezza necessaria nel trattare, quando arriverà il momento, casi veri. In quelle sedi infatti si simuleranno soprattutto casi critici, come ad esempio interventi in laparoscopia complicati da alterazioni cardiocircolatorie, o casi di reazioni avverse ai farmaci.

Colture cellulari e medicina rigenerativa

Un secondo ‘skill lab’ didattico si occuperà invece di colture cellulari di medicina rigenerativa allo scopo di avviare gli studenti:

  • all'uso del microscopio a fluorescenza,
  • alla determinazione di acidi nucleici,
  • a manipolare i prodotti cellulari.

Il nuovo progetto include anche un laboratorio didattico-diagnostico per immagini dove, con l'impiego di ratti, i ragazzi potranno studiare organi e apparati sotto l'aspetto anatomo-fisiologico in condizioni fisiopatologiche.

Archiviazione e consultazione intelligente

Un terzo laboratorio è stato realizzato grazie all'intervento sulla Biblioteca centrale di Architettura che ora possiede un sistema di archiviazione automatizzato in grado di fornire un servizio di qualità, di importante supporto alla didattica, adeguato alla consultazione per un ampio numero di utenti. Il progetto è rivolto soprattutto agli 8400 studenti di Architettura, ma anche agli studenti provenienti da altre Facoltà, ai dottorandi e agli specializzandi, per un numero di circa 10.000 utenti.

"Assistiamo ad un cambiamento epocale tra il pregresso modo di imparare e quello più moderno e pratico”, ha dichiarato con entusiasmo il prof. Eugenio Gaudio, Rettore dell'Università La Sapienza, presentando a fine luglio i nuovi laboratori ad alta tecnologia che già a partire dall’anno accademico 2018/2019 contribuiranno a perfezionare la qualità della didattica e la formazione professionalizzante nella prima università di Roma. Queste innovazioni secondo il Rettore, riferendosi in particolare ai laboratori dell’area medica "cambiano il paradigma nella formazione del medico”. Perché, sostiene ancora, “dobbiamo tenere presente che oggi oltre alle classiche sedi universitarie, in Europa ed in America, ci sono realtà emergenti nel mondo, in particolare in oriente e nei paesi arabi che stanno investendo nella formazione dei tecnici. In questo contesto di competizione a livello mondiale l'Università La Sapienza non può restare indietro".

Il contributo della Fondazione Roma

L'investimento complessivo per i tre centri di simulazione e addestramento è stato di 5,9 milioni di Euro. Sono risorse che la Fondazione Roma ha messo a disposizione della Sapienza nei tre anni di lavoro impiegati per la realizzazione di questi prestigiosi progetti.

La Fondazione Roma, guidata dal suo presidente prof. avv. Emmanuele Emanuele, ha sempre mostrato nei confronti delle proposte innovative per l’università romana, prosegue il Rettore, “una sensibilità colta nella comprensione del valore dei progetti, un’analisi attenta, una generosità commisurata all’importanza del disegno, ma anche una rendicontazione rigorosa che ha dato senso complessivo agli investimenti”.

“Sono da sempre convinto – ha dichiarato Emanuele – della rilevanza strategica per un Paese che vuole restare competitivo e moderno di una formazione universitaria di qualità, che trovi nell’applicazione delle tecnologie di ultima generazione lo strumento più funzionale e duttile per offrire ai giovani le opportunità di apprendere al meglio le competenze scientifiche e tecniche indispensabili per sintonizzarsi con la domanda di professionalità altamente qualificata in tutte le discipline. Da questa convinzione, ho fatto scaturire l’impegno della Fondazione Roma a sostenere le realtà accademiche di eccellenza nella realizzazione di interventi concreti che realizzano opportunamente questi obiettivi”.