Come ottenere assistenza sanitaria all'estero?

Il Ministero della Salute rinnova l'invito a consultare "Se parto per...", guida interattiva che ci aiuta a capire come ottenere assistenza sanitaria all'estero e come non farsi cogliere impreparati

di Regina Geloso

viaggiatrice in aeroporto con passaporto

Se per le vacanze avete scelto una città europea o, perché no, una mèta esotica o un Paese lontano, è opportuno fare molta attenzione alla propria salute sia in termini di prevenzione, sia di procedure da seguire per evitare che un piccolo contrattempo si trasformi in una costosissima disavventura. Non sono pochi, infatti, i casi di persone un po' sprovvedute che, infortunatesi in viaggio, si sono viste addebitare fatture da capogiro per l'assistenza ricevuta all'estero. 
Per questo è caldamente consigliato consultare i siti del Ministero della Salute, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Organizzazione Mondiale della Sanità per prendere visione di tutte le informazioni o richiedere assistenza. 

Come funziona la guida interattiva "Se parto per..."

Il servizio “Se parto per…”, spiega il ministero, è disponibile già da alcuni anni sul portale del ministero e permette a tutti gli assistiti (cioè a tutti coloro che sono iscritti e a carico del Servizio Sanitario Nazionale) e a tutti gli operatori sanitari di avere informazioni su come ottenere assistenza sanitaria all’estero durante un soggiorno - o la residenza - in un qualsiasi Paese del mondo; in particolare di avere informazioni su:

  • come ottenere l’assistenza sanitaria in un qualsiasi Paese del mondo
  • a chi rivolgersi
  • come richiedere eventuali rimborsi.

Rispondendo a tre domande  - Dove vai? Per quale motivo? A quale categoria appartieni? - scegliendo tra le opzioni disponibili dal menu a tendina, il sistema restituisce una scheda informativa con le indicazioni necessarie, inclusi link di rimando alle norme e alle circolari che attestano la validità del diritto. 

Dopo aver selezionato il Paese di destinazione (sono presenti tutti i Paesi del mondo), la guida ci chiede di scegliere tra possibili motivi di viaggio elencati:

  1. temporaneo soggiorno/turismo
  2. ricerca di lavoro
  3. lavoro
  4. trasferimento di residenza
  5. studio
  6. cure di altissima specializzazione
  7. gravidanza - parto.

Dando un primo invio, nella schermata successiva, è necessario selezionare la categoria di appartenenza, ovvero che tipologia di utente si è: lavoratore, studente, familiare a carico, iscritto al SSN, ecc. 

 "Solo una corretta informazione dei cittadini che si spostano all'interno dei Paesi Ue e di qualsiasi altro Paese del mondo - spiega il ministero - può garantire, infatti, il pieno esercizio del diritto di circolazione e di soggiorno, in termini di sicurezza sociale, nei Paesi diversi da quelli di origine".

Mobilità Sanitaria Internazionale in pillole

Nell’ambito del Progetto EESSI (Electronic Exchange of social Security Information) finanziato dalla Commissione europea,  il Ministero della salute ha realizzato due strumenti per rendere più semplice e accessibile l’assistenza sanitaria all’estero: 

  1. la Brochure "Mobilità Sanitaria Internazionale" che spiega come informarsi prima di partire, cosa portare con sé,  cosa è EESSI
  2. la  APP per mobile della guida interattiva “Se Parto per….” .

In quali paesi è valida la tessera sanitaria? In quali è meglio stipulare un'assicurazione? 

Viaggiare in un Paese europeo 

È sufficiente possedere la TEAM (Tessera Europea di Assicurazione Malattia), ovvero la tessera sanitaria blu che garantisce il diritto alle cure mediche negli ospedali esattamente come se fossimo in Italia. Tale tessera, che è il retro della Tessera Sanitaria nazionale (TS) o della Carta Regionale dei Servizi, permette di usufruire delle cure medicalmente necessarie (e quindi non solo urgenti) coperte in precedenza dai modelli E 110, E 111, E 119 ed E 128.

Non è possibile usare la TEAM?

In alcune situazioni potrebbe non essere possibile usare la tessera e, viceversa, essere rischieto il pagamento delle prestazioni; in alcuni di questi casi, al rientro in Italia è possibile ottenere il rimborso presentando le ricevute e l’eventuale documentazione sanitaria alla Asl di appartenenza. 

Viaggiare fuori dall'Unione Europea

Per chi viaggia verso mete più lontane dove l’iscrizione al SSN non ha validità, la guida raccomanda un’assicurazione sanitaria privata da stipulare prima della partenza. In assenza di quest’ultima, infatti, è esclusa anche la copertura delle prestazioni di pronto soccorso.

Vaccinazioni obbligatorie

Molte malattie, da tempo sconfitte in Italia, sono ancora diffuse in alcuni Paesi, specie quelli in via di sviluppo.  Prima di mettersi in viaggio è dunque di massima importanza conoscere le caratteristiche del Paese ospitante e rivolgersi al proprio medico o alle strutture sanitarie preposte alla prevenzione delle malattie dei viaggiatori per ottenere indicazioni specifiche.
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