Chi ha paura del ragno violino?

Diversi casi a Roma tanto da far parlare di allarme ragno violino, ma il suo morso velenoso "è un'eventualità rara, accidentale, dovuta ad una reazione difensiva" spiegano gli esperti.

di Regina Geloso

Ragno violino

Negli ultimi giorni il ragno violino è sotto i riflettori per aver provocato non pochi problemi a diversi cittadini nella zona di Roma Sud.

Può essere scambiato per una banale puntura di zanzara o insetto, ma nasconde insidie ben più serie.

A parlarne a il Messaggero è la signora Isabella che racconta: “È stata una brutta disavventura, ancora ne porto le conseguenze. Non mi sono accorta di nulla, pensavo mi avesse punto una zanzara. E invece”. Nei giorni successivi, infatti, avverte progressivamente indolenzimento e poi sensazione di offuscamento della vista. Da lì la corsa in ospedale per ricevere le cure adeguate.

“Il ragno violino, Loxosceles rufescens il nome scientifico, è uno dei ragni considerati di interesse tossicologico in Italia”

spiega Prof.ssa Caterina Grassi, Responsabile della UOD Tossicologia Clinica - Centro Antiveleni (CAV) e Antidroga del Policlinico Umberto I di Roma. Dunque, si tratta di un ragno velenoso.

Ma parlare di improvvisa infestazione è scorretto. Il ragno violino, come ha spiegato l'esperta, si trova anche in Italia e nel Lazio. Da sempre sono riferiti ai Centri Antiveleni casi di questo genere. Un allarmismo, dunque, ingiustificato.

Identikit del ragno violino

Come riconoscerlo 

Il suo corpo, zampe escluse, è di circa 7-10 millimetri. È di colore giallino-marroncino, con una macchia più scura sul cefalotorace e le zampe leggermente più chiare rispetto al resto del corpo. Differentemente da altri aracnidi, ha solo 6 occhi suddivisi in tre coppie. “Il nome è dovuto alla presenza sul cefalotorace di una macchia più scura simile ad un violino” (come si evince dalla figura 1). Tuttavia la forma di "violino" non è sempre ben delineata e a volte non sembra esattamente come lo strumento musicale.

Dove vive

 “Vive isolato in ambienti secchi, angoli bui e poco frequentati delle abitazioni (come sgabuzzini, ripostigli, armadi, cataste di legno), ha un’attività prevalentemente notturna”.

Aggressività del ragno 

“Tende generalmente ad evitare il contatto con l’uomo, pertanto, il morso è un’eventualità rara, accidentale, dovuta ad una reazione difensiva”.

Il morso del ragno violino: quali sono i sintomi?

A volte nemmeno ci si accorge di essere stati morsi e i sintomi iniziali sono comuni a molte altre punture di insetto. Tuttavia, dopo qualche ora compaiono i primi sintomi caratteristici e, se non si consulta per tempo un medico, la situazione può complicarsi fino a dover richiedere il ricovero del paziente. Ci facciamo spiegare dagli esperti del Centro Antiveleni quali siano le peculiarità e i sintomi del morso del ragno violino a distanza di tempo.

Dopo pochi minuti

“Il ragno inietta il veleno attraverso i cheliceri (ovvero e appendici, parte dell’apparato buccale), provocando nel soggetto dolore urente (ndr. sensazione di bruciore) dopo circa dieci minuti dal morso”.

Il tipo di lesioni mostrate nelle due foto della gallery in fondo all’articolo, così come l’intenso bruciore provocato dalla puntura, sono dovuti alle tossine ad azione citolitica contenute nel veleno.

Nelle prime 12 ore dal morso

Nelle successive 12 ore si forma una lesione vescicolare centrale circondata da un alone biancastro con ecchimosi ad anello (Figura 2).

Dopo 1-3 giorni

Dopo ulteriori 24-72 ore la lesione può progredire, evolvendo in ulcera necrotica (Figura 3).

In alcuni casi può presentarsi sintomatologia sistemica aspecifica:

  • malessere,
  • febbre,
  • brividi,
  • nausea,
  • vomito,
  • mialgie.

Possono esserci complicazioni?

“Le complicazioni da morso di ragno violino sono ascrivibili alla possibile infezione della ferita e all’interessamento sistemico con emolisi e insufficienza renale, quest’ultime evenienze rare”.

Cosa fare in caso di morso

  • "Si consiglia di pulire e disinfettare la sede della lesione ed effettuare terapia antibiotica locale”.
  • “Nel caso, invece, vi sia un’evoluzione della lesione o compaiano sintomi sistemici è consigliabile recarsi presso un Pronto Soccorso dove verrà valutata sia la copertura antitetanica del soggetto sia l’opportunità di effettuare una terapia antibiotica sistemica”.

Per ogni ulteriore informazione è possibile rivolgersi H 24 alla UOD Tossicologia Clinica, Centro Antiveleni e Antidroga dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico Umberto I di Roma: tel. +39 06 49978000.